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VOLTERRA – TENUTA MONTEROSOLA, “WINE WITH PASSION”

“Wine with passion” sono le parole utilizzate dall’azienda Tenuta Monterosola, con cui voglio raccontarvi, seppur brevemente, quanto i miei occhi hanno ammirato all’arrivo sulle colline della splendida Volterra. Che fosse un territorio particolarmente vocato per i vini sfido chiunque ad immaginarlo. Eppure in simili realtà più ostiche alla coltivazione della vite, nascono vere e proprie “perle di Labuan”, dove la tecnologia sposa alla perfezione il rispetto per la natura e per le pratiche agronomiche a dir poco perfette.

Inutile replicare la descrizione di quanto già detto sui social od altri organi di informazione; trovo più corretto invece interpretare un’idea (o quanto meno un sogno), giunto finalmente a completa realizzazione da parte della famiglia Thomaeus.

Bengt, il capostipite, ci accoglie sorridente con quella smorfia serafica propria delle persone del Nord Europa, amanti della calma e della contemplazione per le cose belle tra cui l’Opera Lirica (passione ampiamente condivisa col sottoscritto). Con lui è presente la moglie Ewa, ed il Direttore Responsabile dott. Michele Senesi per iniziare insieme un vero tour dell’eleganza.

La Sala

La nuova cantina è stata appena ultimata, ormai prossima all’inaugurazione prevista per il 18 maggio, sperando nella momentanea clemenza meteo di questa primavera quasi autunnale.  Gli architetti Paolo Rapi e Tiziana Clerici hanno avuto un bel da fare tra autorizzazioni, desideri progettistici onirici ed ovvie esigenze di praticità. Un ambiente suddiviso su più piani (ne ho contati ben 3 oltre ad una torretta con relativa mansarda e terrazza), collegati da un ascensore dall’insolita forma a cavatappi.

Nanotecnologie, geotermia a bassa entalpia, recupero delle acque meteoriche, in sintesi completa eco sostenibilità aziendale. Le macchine vengono utilizzate con parsimonia soltanto per lavorazioni tra filari; tutto il resto, raccolta delle uve inclusa, avviene in maniera manuale.

La Cantina

Stefano Dini consulente agronomo e Alberto Antonini, esperienza internazionale ex Antinori, alla guida enologica di una realtà in continua crescita sia quantitativa che (soprattutto) qualitativa. Nuovi vigneti certificati bio recentemente messi a regime, che si aggiungono ai quasi 2 ettari storici di casa. Ed un panorama da restare impresso nel cuore, osservabile dal piccolo sterrato (pegno per nulla sgradito), da percorrere per giungere al corpo principale.

L’uva selezionata viene convogliata per caduta in tini di cemento non vetrificato conforme alle normative sugli alimenti, che dona stabilità e il minor stress possibile al mosto fermentato. Una successiva stanza di affinamento di botti dalle varie dimensioni e due sale degustazione, la più grande per comitive ricalcata su quelle delle farm americane, la più piccola riservata per amici e operatori del settore, completano il quadro.

I Vini

Interessante il bianco IGT di nuova creazione, blend comprendente anche Incrocio Manzoni, dal color oro antico e dai ricordi provenzali; la mia attenzione viene però catturata da una degustazione verticale di tre tipologie di rosso:

“CRESCENDO” IGT da Sangiovese in purezza: l’annata 2016 presenta ancora evidenti caratteri vinosi dati dalla gioventù del vino. Superato l’attacco volatile iniziale possiamo ritrovare il frutto ciliegioso tipico, dal grande potenziale, espresso anche attraverso tannini asciuganti di sicura longevità. Più equilibrata la 2015 che corredata da una dinamica verve speziata nel finale. Femmineo il 2013 su note floreali scure, sentori terrosi di sottobosco, bocca succosa e fresca.

CAMPO DELLA CIVETTA” IGT Merlot in purezza: la 2016 strepitosa a nostro avviso, sorso pieno e appagante di frutta rossa gelatinosa ben ravvivata da tannini integrati. Anche la 2015 conferma il trend già visto nel Crescendo, ovvero una annata molto equilibrata chiaramente ricalcata nei vini. Meno intensa la 2013 dove una struttura più magra consente l’emersione di un periscopio boisé; manca però lo spunto da cavallo di razza dei precedenti.

“INDOMITO” IGT blend di Syrah e Cabernet Sauvignon, eccezion fatta per la 2015 fatta unicamente da Syrah 100%. Partendo dalla consueta 2016 possiamo rinvenire corpo, spezie eleganti e frutta densa a base di mirtilli. La 2015 questa volta penalizza la purezza del Syrah, molto mentolato e meno fruttato di quanto normalmente il vitigno possa fare. La perfezione viene raggiunta nella 2013, a nostro avviso il miglior assaggio di giornata, ricca di equilibrio, frutta matura sia rossa che nera, pepe, cannella, tabacco Kentucky e torrefazione. Un grande Supertuscan!

Concludiamo con due anteprime nell’anteprima, ovvero il Sangiovese 2018 prima volta da nuova vigna e dai sentori ancora delicati, che nascondono un tannino nervoso. Il vino è teso e gradevole all’assaggio. Il Cabernet Franc in purezza invece è una bomba ad orologeria: al momento giusto esploderà per la fortuna di MonteRosola e della famiglia Thomaeus. Piccante, complesso e aromatico invita già ora ad un nuovo sorso complici freschezza e materia.

E tanto futuro.

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