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Sicilia – Una interessante masterclass con 8 vini bianchi durante Cantine Aperte presso l’azienda Nicosia

Cantine Aperte è una manifestazione che nasce per rendere più facile l’approccio al mondo del vino ed allo stesso tempo per catturare l’attenzione dei potenziali consumatori in una giornata di fine maggio. Con il passare degli anni questo evento ha realizzato una sorta di indotto. Oltre al vino vengono fatte conoscere tante altre realtà dall’artigianato locale (ceramiche, arredi ed altro ancora), al settore alimentare (soprattutto quello caseario), che richiamano sempre più partecipanti. Allo stesso tempo, ogni cantina, a seconda delle proprie disponibilità di spazio (coperto e scoperto), propone un programma che può andare dagli assaggi dei propri vini e prodotti, a percorsi guidati, possibilmente con altri vini a confronto, fino ad arrivare a delle masterclass. Tutto questo è stato possibile ad esempio nella giornata di domenica 26 maggio 2019, presso Cantine Nicosia, degustando i vini dell’azienda, facendo degli assaggi di alcuni spumanti dell’Etna, avendo la possibilità di poter pranzare presso l’osteria e nel pomeriggio partecipando ad una masterclass con otto vini bianchi non solo siciliani.

La masterclass, ha messo a confronto Sicilia (con cinque vini), Sardegna, Umbria e Friuli Venezia Giulia, tramite dei vini bianchi con degustazione alla cieca. Il non sapere, quale vino fosse nel calice, ha stimolato la curiosità ed il cercare di capire. In almeno cinque degli otto calici si potevano avere dei chiari indizi su quale vino potesse essere. L’ordine di degustazione è stato quello riportato nelle schede a seguire.

Jermann – Venezia Giulia Bianco I. G. T. – Vintage Tunina 2015

Effluvi di cappero, erba falciata, pietra focaia e nota marina. Strutturato e con una spalla acida ben bilanciata. La progressione è buona. Il retro-olfatto dà conferma della sua mineralità.

Tenute Nicosia – Etna Bianco D. O. C. – Fondo Filara 2016

Note di frutta a polpa bianca (pesca bianca) e lievi accenni di canfora. Roteando il calice si percepiscono note di terziarizzazione. Buona struttura e buon nerbo dato dalla freschezza e dalla leggera chiusura sapida. Buona persistenza.

Tenute Nicosia – Etna Bianco D. O. C. Riserva – Monte Gorna 2012

Le note di terziarizzazione sono ben presenti ed il passaggio in legno si percepisce avvicinando il calice al naso. Presenti inoltre sentori di polvere da sparo, un tono salmastro e ricordi di miele. Rotondo e non spigoloso, armonico e con una bella struttura. Di grande progressione e persistenza.

Tenute Nicosia – Etna Bianco D. O. C. Riserva – Monte Gorna 2015

Il corredo aromatico si presenta con nota iodata, frutta esotica, lievi accenni di erba bagnata. Grande freschezza con un sorso verticale e con una buona persistenza.

Capichera –  Isola dei Nuraghi I.G.T Bianco Capichera 2017 (Vermentino)

Nota marina, accenni di erbe balsamiche e di citronella ed un finale di macchia mediterranea, compongono il corredo aromatico di questo vino. Sorso minerale e di grande personalità. Sapido e fresco. Persistenza e progressione ottime. Piacevole e per nulla stancante.

Marchesi Antinori – Umbria I. G. T. – Cervaro della Sala 2017

Sentori fumé e floreali con accenni di agrumi e di note marine. Man mano che passano i minuti, si percepisce la nota burrosa e ricordi di nocciole. La spalla acida la fa da padrona, lo rende “verticale” alla beva e riesce ad esaltare struttura e lunghezza gustativa.

Tenute Nicosia – Etna Bianco D. O. C. – Fondo Filara 2010

Avvicinando il calice al naso si sentono fieno, erba secca falciata, mallo di noce, tabacco, miele di castagno. Fresco, con un equilibrio che lo rende veramente intrigante. Progressione e persistenza molto buone.

Rapitalà – Terre Siciliane I. G. T. – Gran Crù 2016

Profumi di frutta a polpa bianca lasciano gradualmente spazio alla componente floreale e a note di macchia mediterranea. Sorso dinamico, sapido e di buona freschezza. Persistente e strutturato.

Se in un primo tempo può sembrare che alcuni vini degustati non abbiano nesso di congiunzione, la degustazione alla cieca ha dato l’input per cercare di fare intuire quali vini (e/o vitigni) potessero essere. In certi casi  (es. gli Etna Bianco D. O. C. ed il Capichera) erano ben identificabili, mentre in altri i vini dovevano svolgere ancora un ulteriore affinamento. Allo stesso tempo come era stato detto tempo fa in un articolo pubblicato su questa testata giornalistica, la degustazione alla cieca ha catturato ancor di più l’attenzione dei partecipanti, mettendo in evidenza come l’Etna Bianco, possa reggere bene un confronto con vini bianchi come il Cervaro della Sala, il Vintage Tunina, che rientrano fra i vini bianchi storici dell’enologia italiana.

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