News

ORCIA WINE FESTIVAL: COME CI SI TRASFORMA DA “CENERENTOLA” A PRINCIPESSA

Nel piccolo borgo di San Quirico d’Orcia si è svolta una interessante kermesse enogastronomica che ha avuto come protagonisti vini in continua crescita per qualità e quantità. E non c’è da stupirsi, dato che stiamo parlando di un territorio compreso tra due “sorellastre” di non poco conto come Montepulciano e Montalcino. Paesaggi mozzafiato, terreni inclini a creare piccoli capolavori dal carattere intraprendente e unico nel loro genere.

Recupero di vitigni autoctoni come il Foglia Tonda, unito agli immancabili Sangiovese e Varietà Internazionali, una discreta produzione spumantistica e grandi bianchi fermi che sanno trasportarti agilmente verso le Côte d’Oltralpe.

Una passeggiata fuori dagli schemi tradizionali toscani, con una visione identitaria ben precisa, quella di non essere semplicemente una fotocopia dei blasonati, ma piuttosto una principessa più piccina, forse anche più fragile, ma dotata di notevole charme.

Quando si degusta un prodotto della DOC ORCIA bisogna chiudere gli occhi, tralasciando influssi e condizionamenti di sorta; riscoprire il sano piacere per l’avventura, per la curiosità intesa come accrescimento culturale, teso ad imparare l’arte italiana di cui il vino è un pilastro fondamentale.

Ecco quindi un breve sunto degli assaggi che ci hanno maggiormente colpito:

alcuni produttori e i loro vini

SASSODISOLE: propone una gradevole bollicina rosa da Sangiovese in purezza. Ottimo come aperitivo, prepara il palato verso pietanze più corpose inebriando le papille.

SANTA MARIA DI VIGNONI: Adone e Curzio, entrambi del 2014, il primo Sangiovese 100%, il secondo mitigato nella sua acidità dal Merlot e con maggior affinamento in legni piccoli. Dalle mani sapienti di Graziana Grassini, non potevano non cogliere la mia attenzione.

PODERE ALBIANO: che divertissement… Già dalle sue etichette l’occhio ne gode, trasmettendoti calma, pace, cura per i particolari. La stessa che Alberto Turri ed Anna Bechei pongono nei loro vini, avvalendosi dei consigli di un mito come Paolo Vagaggini. Il “Trìbolo” 2013 Sangiovese, fermenta in tini troncoconici di legno di rovere e affina per ulteriori 24 mesi. E’ dotato di corpo e di spirito, con quelle note lievemente amaricanti tipiche e con finale sapido espressione del terreno tufaceo.

AZIENDA OLIVI – LE BUCHE: Il “Coreno”2016 è, senza ombra di smentita, uno dei migliori bianchi toscani. Base di partenza Trebbiano con un 10% di Malvasia da vigne di oltre 70 anni. Note burrose unite a erbe officinali e frutta matura. Hanno anche la linea “I Puri”, per esaltare doti e virtù di alcuni mono-varietali tra cui lo storico Pugnitello.

CAMPOTONDO: Elena Salviucci, sorridente, solare, piena di passione ed entusiasmo nel raccontare gli storici vigneti coltivati ad alberello ed uno Chardonnay in purezza, il “Tavoleto”2018 appena imbottigliato, da cui tutto ebbe inizio ormai quasi 15 anni fa. Struttura e persistenza grazie ad escursioni termiche invidiabili, che si ritrovano anche nel loro “Banditone” annata 2016 blend tra Sangiovese, Merlot e Colorino. Avanti tutta!

BAGNAIA: piccola realtà a conduzione familiare di Nico Olivieri. Solo rossi e che rossi! Interessante “Il Pastore” 2015, udite udite un Petit Verdot in purezza, come pochi san fare. Quasi perfetto per croccantezza fruttata e sintesi tannica: solo l’essenziale per creare equilibrio, il segno distintivo dominante anche nell’Orcia DOC “La Fonte”2015, stesse uve del Banditone di Campotondo.

a destra Angelo Capitoni

MARCO CAPITONI: dovete avere pazienza quando vi avvicinate ad uno dei suoi vini. Marco è il fautore di una agricoltura naturale per eccellenza, con i minori trattamenti possibili ed immaginabili, sia in vigna che in cantina. “Frasi” 2015 si esprime alla grande dopo un po’ di riposo in bottiglia. La formula è quella del Chianti di Ricasoli, ovvero Sangiovese unito a Colorino e Canaiolo. Il risultato è una bomba di gusto, continuamente cangiante a contatto con l’aria. Memorabile.

Chiudo necessariamente ringraziando Donatella Cinelli Colombini, Presidente del Consorzio di Tutela del Vino Orcia DOC, nonché proprietaria della FATTORIA DEL COLLE che produce tra gli altri il “Cenerentola”, un rosso a base di Foglia Tonda antico superstite del vino di una volta. Senza il lavoro infaticabile della Famiglia Cinelli Colombini e di tanti piccoli produttori tutto ciò sarebbe rimasto soltanto…una bellissima favola.

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PER INFORMAZIONI PUBBLICITARIE CONTATTARE LA REDAZIONE
To Top