Toscana

Eccellenze Aretine 2019 : manifestazione organizzata dalla Strada del Vino Terre di Arezzo

Grande affluenza di pubblico ad “Eccellenze Aretine”, giornata celebrativa riguardante la Strada del Vino Terre di Arezzo (Presidente dott. Saverio Luzzi), in collaborazione con Associazione Italiana Sommelier – Delegazione di Arezzo.

Nella splendida cornice di Villa Severi, alla presenza del Delegato Massimo Rossi, di Cristiano Cini (Presidente Regionale AIS Toscana), i numerosi produttori accorsi non hanno mancato di stupire per vini ricchi di personalità e eleganza.

Bianchi delle annate 2018 e 2017, rossi invece in batteria 2016-2015 quest’ultima davvero strepitosa.

In generale, seguendo il territorio da quasi tre anni, ho potuto constatare un salto di qualità impressionante, un’attenzione ed una cura maniacale che segna ormai il passo di una continua crescita.

Non solo Sangiovese e Syrah, ma ricerca, sperimentazione e recupero anche di antichi vitigni toscani, uniti ai sempre cari “internazionali”.

Ecco dunque i migliori assaggi:

BIANCHI E SPUMANTI:

Montecchiesi – Vermentino Chardonnay 2018 – note di arancia candita e fiori di zagara, dal gusto piacevolmente intenso.

Tenuta di Frassineto – Spumante Brut Millesimè 2015 – 36 mesi sur lie per questo prodotto gradevole e persistente, dove lo Chardonnay in purezza acquista connotazioni balsamiche

San Luciano – “Il guitto” – nato per errore, ha fermentato a marzo in netto ritardo. Petillant lieve e sapore da caramella Ambrosoli. Interessante anche il Resico, blend con buona percentuale di Trebbiano.

Santa Vittoria – Matilde di Toscana 2018 IGT – 90% Incrocio Manzoni (di cui fanno una strepitosa versione passito da vendemmia tardiva), meno aromatico ma dalla grande struttura.

Ornina – “Mahsarà” metodo ancestrale, riprende fermentazione con aggiunta di mosto d’uve appassite a base Sangiovese. Per chi ama i “no glu glu wine”. Elegantissimo il fermo Vallechiesa, di stile completamente differente.

Il Patriota

Cantina Fregnan – “Il Patriota” – primo Metodo Classico del Casentino, perfetta unione tra Chardonnay e Pinot Nero e 18 mesi sui lieviti, da vigne di soli 2 ettari. Una nicchia enologica.

I ROSSI:

Stefano Amerighi – Syrah 2016 – cosa dire di quanto non sia già stato detto su questo istrionico produttore biodinamico? Un perfetto esempio di Syrah fruttato e non monocorde su spezie nere. Eccellente.

Fattoria la Striscia – “Occhini” IGT 2016 – Sangiovese 100% e lavorazioni solo in fermentini inox per questo piccolo gioiellino delicato come i petali di una violetta.

Villa Le Vigne – “Caposelvoli” Chianti DOCG 2014 – ottimo lavoro dell’enologo Marco Mocali (che dal 2018 segue anche Podere Giocoli di cui faremo menzione a parte). Puro succo evidenziato anche dal premiatissimo Cosimo I (Syrah in purezza) che riempie la bocca lasciando note fruttate intensissime. Grande armonia.

Paro Rosso IGT 2015

Buccia NeraParo Rosso IGT 2015 – Cabernet Sauvignon e Merlot splendidamente sposati in un vino complesso, potente e dalle evidenti note di Creme de Cassis. Pulitissimo. Un biologico da oltre 93 punti, la chimera di giornata.

Vigna dell’Impero 2015

Tenuta Sette PontiVigna dell’Impero 2015 – IGT –  Potenza e fierezza in un unico sorso.

fratelli Iacopo e Marco Rossi di Podere di Pomaio

Podere di Pomaio – Porsenna – IGT – Sangiovese in purezza curato con attenzione dai fratelli Iacopo e Marco Rossi e caratterizzato per una lunga permanenza a contatto sulle bucce. Dinamico, è in continuo movimento tra freschezze di amarene e ribes sotto spirito e radici di rabarbaro. Torrefazione e sigaro persistono nel finale lievemente amaricante assolutamente tipico.

Canaiolo Chinato

Tiberio – Canaiolo Chinato – Dei vini di questa azienda, divenuti ormai oggetto di cult, mancava all’appello questo prodotto semplicemente perfetto per freschezza balsamica e iodata. Ottimo da fine pasto (gradita cioccolata fondente).

a sinistra Marco Cannoni di Podere Giocoli

In ultimo devo segnalare il migliore assaggio di giornata riguardante non un singolo vino, ma la quasi totalità di una gamma di vini, quella di Podere Giocoli. Dal bianco Baturlo ai due Sangiovese in purezza (vigne di 20 e 40 anni) per chiudere con il Sanforte, antichissimo vitigno casualmente individuato nei pressi di un bosco. Violaceo e dal tannino nerboruto unico per tipologia, resta indelebile nella mente di chi lo degusta.

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