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IL TRAMONTO DEL VINO NOVELLO

Il ” novello” quel vino con bassa gradazione alcolica e ampio bouchet aromatico che era presente sulle tavole delle famiglie italiane e non solo, a partire dai primi di  Novembre di ogni anno, continua quel trend negativo che ormai lo caratterizza da diversi anni.

Si pensa che quest’anno saranno vendute appena 2 milioni di bottiglie contro le 18 milioni  di 10 anni fa. Chiediamoci che cosa ha contribuito a fare pian piano scomparire una tipologia di vino che fino a pochi anni fa faceva parte della tradizione enologica italiana.

Innanzitutto definiamo un  vino novello:

  • il vino novello  si ottiene con il metodo di vinificazione della macerazione carbonica e questo lo distingue dai vini sottoposti al processo di invecchiamento prima dell’immissione nel mercato.
  • oltre alle caratteristiche olfattive particolari, questo tipo di produzione dona al vino un colore particolarmente vivo, con tonalità che ricordano il porpora e un gusto dove predomina la freschezza degli aromi.
  • la tecnica della macerazione carbonica consiste nel mettere grappoli di uva interi, intatti, nondiraspati, per un tempo variabile, da qualche ora a più giorni, dentro un serbatoio ermetico saturo di anidride carbonica. Si produce in questo modo una fermentazione alcolica .
  • lo schiacciamento progressivo dell’uva sotto il proprio peso, facilitato dall’indebolimento della buccia, libera gradualmente del liquido nel serbatoio.
  • al termine di questa fermentazione si completa la pigiatura dell’uva e si lascia che l’eventuale residuo zuccherino venga trasformato in alcol in modo convenzionale.
  • ne è consigliato il consumo entro 6 mesi perché risulta essere un vino poco stabile.

Il motivo principale che ha portato al declino di questo vino è in particolar modo il prezzo, oggi un vino novello oscilla dai 3,00 euro agli 8 euro, considerando che il consumatore ha oggi un ampia scelta  preferisce puntare su bottiglie che abbiano caratteristiche  olfattive e gustative diverse oltre ad una più lunga conservazione nel tempo.

Un altro fattore che ha contribuito al suo declino è la scomparsa delle tradizioni a cui il novello era fortemente legato, lo si era sempre  considerato come un anticipazione della vendemmia, un modo di festeggiare ed assaggiare il nuovo vino, abbinandolo, per le sue caratteristiche , al frutto principe dell’autunno, la castagna.

Tutto ciò complice anche la crisi economica , che ha spinto il consumatore, ad abbandonare certe motivazioni e conseguentemente il novello, tanto che oggi soltanto le grandi aziende continuano a produrlo anche se con quantitativi ridotti.

Chiediamoci allora se questo cambiamento che ormai si manifesta da tanti anni possa essere considerato  un elemento positivo in quanto evidenzia l’evoluzione del consumatore verso un vino più raffinato e complesso, oppure un aspetto negativo dei nostri tempi in quanto rinnega quel passato che è stato elemento cardine di una società che ha dato tante soddisfazioni e gioie in ciascuno di noi.

Daniele Moroni

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