Veneto

Il 2015 ha incoronato il PROSECCO il RE delle bollicine nel Mondo: perché?

Iniziamo con il dire che nel 2015 si sono vendute 250 milioni di bottiglie di prosecco nel Mondo con Regno Unito e Usa a accoglierne il maggior quantitativo, ma anche l’Italia e il resto d’Europa, tra cui la Francia, patria dello champagne , hanno fatto la loro parte.

Siamo tutti orgogliosi di questo grande successo, perché nobilita il nome dell’Italia in tutto il Mondo ma ci viene da chiederci il come sia potuto accadere tutto ciò in appena una decina di anni?

Facendo riferimento alle parole di Alvise Franceschin, settantenne sommelier, enologo ed esperto di vini, consulente, negli anni, per diverse grandi case vinicole tra Conegliano e Valdobbiadene, che troviamo in un intervista che ha rilasciato al Foglio:

valdo

prosecco metodo classico Valdo 10

Il Prosecco piace, è un’evidenza, piace a tanti, in tutte le parti del Mondo, piace perché non è un vino, è un progetto di marketing. E’ questo il motivo del successo”, “Chi sostiene che il sorpasso sia determinato solamente dal minor prezzo di vendita al pubblico dice una sciocchezza. Questo pesa, certo, ma non nelle fascie di consumatori che acquistano queste tipologie di vini”.

Da queste semplici parole scaturisce il lavoro fatto da piccoli e grandi vignaioli, dal loro Consorzio, dalle aziende di distribuzione e da tutti coloro che sono in qualche modo inseriti in questo contesto.

 Un vino infatti può essere migliorato, raffinato, ma rimane lo stesso vino, ha una sua essenza, una sua anima. Il Prosecco invece è stato stravolto, è stato reso femminile, è stato omologato al gusto dei più. E’ passato dall’osteria all’happy hour, da qui il successo: ha perso la provincia per adeguarsi alla grande città “.

Il prosecco ha tutte le caratteristiche che gli permettono di adattarsi ai diversi usi che i  consumatori e operatori del settore necessitano.

La sua struttura, le sue caratteristiche non sono mai invadenti, lo si può utilizzare come vino per allietare una conversazione tra amici , oppure per garantire freschezza ad aperitivi  diversi  senza essere invasivo ne protagonista  e proprio questo è  il suo punto di forza.

Le tappe di questo successo sono state difficili e faticose, ha dovuto innanzitutto scrollarsi la nomea di vino, spumante da osteria  cercare di costruire, con l’uva  glera, che deve farne parte per almeno l’85% un vino che  piace a tutti.
Si è poi puntato su di un opportuna e studiata operazione di marketing che permettesse di sostituire nei gusti e negli ideali del consumatore gli spumanti  fino ad allora  più gettonati e da ultimo l’utilizzo di un prezzo competitivo che, aiutato dalla grande crisi mondiale, ha fatto il resto,  il prosecco viene oggi venduto nel Mondo ad una media di prezzo di € 3,42 a bottiglia.

Prosecco Foss Marai

Prosecco Foss Marai

Definiamo il Prosecco con le parole di Silvia Baratta, addetta stampa 2015 del Consorzio  Prosecco DOCG:

” è un vino facile, immediato, fresco nei profumi e nel sapore, grazie ad un profilo sensoriale di frutta e fiori bianchi che tanto piacciono anche ad i non esperti di vino e non si richiede un attenta concentrazione per degustarlo. Il Prosecco è come un ragazzino che manca della ricercatezza e della raffinatezza che solo un uomo maturo possiede, ma esprime tutta la sua “gioia di vivere” la fresca spensieratezza e l’immediatezza che soltanto le cose semplici ed autentiche possono trasmettere “.

Dobbiamo tener presente che non tutti e non sempre , desiderano bere vini importanti, complessi, che vanno degustati con attenzione e capiti bene per poter essere apprezzati in tutte le loro espressioni.

Egli è un vino Democratico perché piace ai ricchi ma è ” un lusso ” che possono permettersi tutti.

Si presenta per quello che è , non se la tira, e forse è questo che lo rende così simpatico!

Il Prosecco è semplicemente il Prosecco, semplice, geniale, mai in competizione con nessuno anzi ottima spalla se si chiede il suo aiuto.

Sa essere se stesso , ma sa anche esaltare chi lo affianca ed è questa è la sua grande dote. 

Il suo sviluppo è continuo, non ci si è fermati sull’onda del successo, ma si continua a sperimentare, a proporre nuovi vini, e a migliorare l’aspetto estetico e il suo marketing.

Gianluca Bisol dettomister prosecco ” si sbilancia dicendo che nei prossimi 15 anni la richiesta di prosecco nel Mondo sarà di un miliardo di bottiglie , e questo porterà ad un aumento dei terreni per la produzione del prosecco dagli attuali 28 mila a 60 mila senza abbassare lo standard qualitativo.

Che dire, aspettiamo per vedere se le previsioni del Sig. Bisol si avvereranno, intano godiamoci questo successo che mostra un Italia laboriosa e caparbia.

Daniele Moroni

1 Comment

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  1. Daniele Matteo

    18 gennaio 2016 at 13:38

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