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Grenaches du Monde: la scoperta degli straordinari vigneti di Maury nel Roussillon

A Perpignan nei giorni scorsi si è celebrato un evento a dir poco entusiasmante: il Concorso Internazionale Grenaches du Monde che, anno dopo anno, si ripete per mettere a confronto le più interessanti interpretazioni internazionali del vitigno Grenache (Cannonau, Bordò, Alicante, Gamay del Trasimeno, Granaccia, Tai Rosso, Garnacha ecc.).

Non racconterò qui quanto avvenuto durante il concorso:  miei colleghi lo hanno già fatto diffusamente (link) rendendo ogni merito possibile a organizzatori, produttori, giudici e partecipanti oltre che al vino, vero protagonista della manifestazione.

Piuttosto mi soffermerò su uno degli eventi collaterali,  e cioè la visita a Maury, territorio paradigmatico della Grenache nel Roussillon, a una manciata di chilometri da Perpignan e ai piedi delle pendici dei Pirenei orientali.

Qui,  appena lasciata la città e le prime colline circostanti,  si apre un’immensità di vigneti in cui letteralmente troneggiano centinaia e centinaia di piccole viti allevate ad alberello, alte al massimo 40 cm, che quasi magicamente punteggiano con le loro foglie verdissime una campagna declinata in tutte le inclinazioni possibili,  dalla pianura al pendio, lieve o ripido che sia, a perdita d’occhio per ettari ed ettari.

I giudici italiani Angelo Concas e Paolo Frugoni nelle vigne di Maury

Paolo Frugoni (uno dei giudici italiani) in mezzo alle vigne di Grenache di Maury

Nel mezzo, il  piccolo borgo di Maury dove siamo stati accolti da diversi viticoltori con il meglio delle loro bottiglie, a rischiarare con assaggi luminosi il grigio ventoso di una giornata come qui se ne vedono spesso in primavera.

Eh sì, perché il vento è il vero signore di questi luoghi ed è lui a modellare le viti in miniatura e renderle forti, resistenti e produttive.

Infatti nei vini si ritrovano la potenza e l’energia infuse dal vento e dal terreno (soprattutto scisto, così particolare e quasi blu, morbido tanto da sbriciolarsi tra le dita).

Qui Grenache significa vini a tutto tondo, dai bianchi profumati (da Grenache Blanc e Macabeo) ai rossi potenti ma freschi e giustamente tannici, ai dolci soavi in cui anni e anni di invecchiamento (che non diresti) regalano a olfatto e gusto le note più varie e disparate,  floreali e fruttate ma anche di smalto, resina e frutta secca. Di grande spessore sono anche i tipici e straordinari vini ossidativi, i Rancios.

Abbiamo anche fatto una bella passeggiata in vigna con Aurélie Pereira, Presidente dei viticoltori associati di Maury, e abbiamo letteralmente “toccato con mano” terroir e alberelli perfettamente allineati e amorevolmente curati.

Lunghe file (più che filari) che richiedono esclusivamente raccolte a mano e cure da mal di schiena: ma che risultati!

Tre o quattro grappoletti d’uva per pianta (circa 700 grammi) danno vita a quasi una bottiglia di vino in cui si ritrovano e si esprimono le caratteristiche di questa terra: calore, potenza, acidità ed eleganza.

Nelle foto qualche esempio di bottiglie che ci hanno particolarmente colpito,  soprattutto quelle con un invecchiamento insospettabile all’assaggio,  sia per i vini dolci sia per i vini bianchi e rossi.

Renzo Peretto (uno dei giudici italiani) in compagnia del titolare di Domaine Comelade

Che dire In conclusione? Una visita sorprendente in una terra tappezzata e narrata da vigne anche antiche (e a volte dormienti)  che riportano a un sogno: quello perenne e sicuro del vino elegante.

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