News

Francia e Italia, 2 realtà a confronto.

Come era stato anticipato nell’articolo “Il 50° Vinitaly – un piccolo resoconto”, è arrivato il momento di raccontare le degustazioni evento per celebrare l’anniversario della manifestazione enologica più importante d’Italia. Perché se per fare dei brevi resoconti e dare delle notizie su delle novità, è bene farlo subito, per le degustazioni con la “Dmaiuscola è giusto saper aspettare ed avere un pò di pazienza come per i grandi vini.

Per fare un confronto ed introdurre le prerogative su questa degustazione che si è svolta nella giornata di Lunedì 11 Aprile 2016, la si potrebbe paragonare al confronto tra la Torre Eiffel  e il Colosseo,  alla raffinatezza e l’estro. l‘inventiva e la classe e così via, a dirla breve Francia e Italia, due realtà a confronto, o come diceva la degustazione “Francia e Italia unite dall’eccelenza“.

Il Confronto abbia inizio:

Trento D.O.C. contro Champagne –  Borgogna contro Langhe – Bordeaux contro Toscana.

Non dico sfida (anche se non ci sarebbe nulla di male), ma bensì confronto, proprio per valutare, confrontare, approfondire, le differenze, le sfaccettature, i punti in comune, le caratteristiche degli uni e degli altri.

Durante i vari assaggi vengono raccontati aneddoti, curiosità e viene data una minima linea guida, poiché quando si degustano vini di un certo calibro, non è necessario commentare il vino, ma è Lui stesso che parla.

Ciononostante ho cercato di riportare e di raccontare tutte le sensazioni che mi hanno trasmesso 6 vini eccezionali, al fine di rendere partecipi anche coloro che non potevano essere presenti a degustare delle vere e proprie opere d’arte!

Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2004 (bottiglia Magnum)

Appena versato nel calice il colore è un giallo paglierino carico. A vista è uno spettacolo, un perlage continuo e finissimo. I sentori a naso fanno capire la complessità ed il bouquet da grande vino. Note burrose, uva candita, pan di spagna ed erba secca. Spettacolo in bocca con freschezza, pastosità e mineralità. Infinita la persistenza con progressione che completa il tutto. L’integrazione tra vino e legno è eccelsa. Assaggiato e sentito dopo un’ora circa si hanno ancora sensazioni uniche.

Krug Gran Cuvèe

Il colore nel calice è giallo paglierino. Perlage finissimo e persistente. A naso si sente ananas, erba falciata, nota iodata. Acidità che “pulisce” la bocca e che poi si avvia a divenire una nota amarognola. Grande persistenza e bella progressione.

4c78b681-fad9-411f-b9e4-04a588787ace

Mazis Chambertin Gran Cru – Cuvèe Madelein Collignon 2012 – Domaine des Hospices de Baume

Si presenta con un rosso violaceo senza residui. Un bouquet accattivante ed elegante, sottile, ma notevole. Si va dal floreale (viola e rosa appassita), note speziate, note animali, per finire con resina. In bocca è una poesia, elegante, raffinato, vellutato, una bella spalla acida. La retronasale dà la conferma di un passaggio in botte da maestri. Bella progressione e persistenza.190735d4-6337-453b-92be-b1492a519a3a

Sorì San Lorenzo 2011 – Gaja

Il suo colore è un purpureo impenetrabile. Alloro, mirto, humus, pepe, cuoio, zenzero, chiodi di garofano, noce moscata, possono bastare? Una lacrimazione lenta fa capire la sua struttura. Potenza allo stato puro, una trama tannica che viene accompagnata da salinità e dalla nota alcolica. Una retronasale da rimanere senza fiato, una meraviglia. Persistenza e progressione impressionanti. Dopo un’ora si sente anche la nota chinata ed in bocca è ancora meglio.

8361a86e-00bb-423d-8e9d-1b9d6d3b46ef

Chateau Cheval Blanc 2005

Ad occhio è un rosso rubino cupo ed impenetrabile. Avvicinando il bicchiere al naso si sente una potenza ed eleganza “fuori dal comune”. Nota erbacea, pepe, confettura, frutta matura, tabacco, cuoio. In bocca ha una generosità di sapori e di pienezza, una seta che accarezza il palato, con tannini ed acidità che si bilanciano amorevolmente. Con la retronasale si ha una sensazione unica, l’integrazione è perfetta. Spettacolare. Bella persistenza e buona progressione.

Masseto 2006

Nel calice ha un colore rosso sangue intenso. Una lacrimazione lenta fa denotare una corposità ed un’alcolicità notevoli. Il suo punto di forza è la schiettezza dei profumi, nitidi, chiari, lineari, che poi si fondono assieme. Frutta surmatura, confettura, carrubo, pietra focaia, pepe, ciliegia, prima si percepiscono chiaramente e poi si uniscono. Un ingresso in bocca che si fa sentire. I tannini sono “tosti” con una freschezza che controbilancia. Una persistenza infinita. La retronasale fa sentire il passaggio in barrique, ma saputa fare.

Possiamo evidenziare e riscontrare alcuni dettagli, nonchè differenze fra le filosofie (entrambe valide) sulla vinificazione delle due scuole enologiche.

La Francia ne esce vincitrice sotto il profilo della tecnica del passaggio in legno, che si percepisce, ma non è parte predominate, ciò dovuto ad una tradizione che si tramanda da tantissimi anni che ha permesso loro di conservare e utilizzare legni di antica vita che sono divenuti un  mezzo non disponibile per tanti altri vignaioli.

L’Italia riesce a ribattere degnamente con la personalità delle proprie uve (in particolar modo per il Nebbiolo) che godono di un terroir e un clima che i francesi spesso ci invidiano.

A sua volta il Trento D.O.C., a differenza dello Champagne, per il quale viene utilizzato la  reserve (champagne ottenuto nelle grandi annate e poi conservato che permette di dare una precisa identità alla Maison), fornisce un prodotto che rispecchia l’annata e con un po’ di fortuna se il clima è stato benevolo,  riesce a generare un vino che non ha nulla da invidiare ai migliori Champagne.

Fabio Cristaldi

 

2 Comments

2 Comments

  1. Pingback: Turriga, un emblema dell’enologia sarda. Verticale di 5 annate. | VINODABERE - Esperienze nel mondo del vino e dell'alimentazione

  2. Pingback: La Spagna in Sicilia, un qualcosa di UNICO!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PER INFORMAZIONI PUBBLICITARIE CONTATTARE LA REDAZIONE
To Top