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Etna – Barolo, tante altre affinità oltre ai vini

Martedì 28 agosto 2018 presso il Centro Servizi a Milo, si è tenuta la Tavola rotonda “Etna – Barolo, vini e territori Unesco a confronto“. Dopo l’inizio di venerdì 24 agosto 2018, con la presentazione alla stampa del programma della trentottesima edizione VINIMILO, la manifestazione inizia a prendere sempre più vita e per l’appunto la Tavola rotonda su questi due territori così distanti, ma allo stesso tempo così affini, è stato il primo incontro di una lunga kermesse, che si concluderà domenica 9 settembre 2018. Tornando a quanto svoltosi martedì erano presenti il Sindaco di Milo Alfio Cosentino, il Sindaco di Barolo Renata Bianco, il Presidente dell’Enoteca Regionale Barolo Federico Scarzello, il Presidente del Consorzio di Tutela dei Vini Etna D. O. C., il Commissario dell’Ente Parco dell’Etna Salvatore Gabriele Ragusa, l’Agronomo dirigente dell’Ente Parco dell’Etna Rosa Spampinato. Le osservazioni più interessanti sono state fatte dal Commissario dell’Ente Parco dell’Etna, affermando come l’Etna sia stata inserita nella lista Unesco per le caratteristiche naturalistiche, geologiche e storiche e prossimamente possa far si, come avvenuto per Barolo, che venga censita anche per i vini. Successivamente altro intervento interessante è stato quello della dottoressa Rosa Spampinato sulla bio – diversità del territorio etneo che è caratteristica fondamentale, con la presenza di varie tipologie di colture (dalle vigne ai frutteti, agli uliveti, pistacchieti, etc.) che convivono e creano una complementarità nei vari micro – climi dell’Etna.

Federico Scarzello, ha evidenziato come la zona del Barolo ricada su 11 Comuni, di cui 3 rientranti in toto e gli altri 8 in parte e come l’indotto dell’enogastronomia del Barolo coinvolga tutti i Comuni facenti parte, tramite strutture recettive (alberghi, bed & breakfast, ristoranti ed ovviamente cantine ed enoteche). La notizia “curiosa” data da Federico Scarzello, è stata quella che negli anni ’20 la zona vitata a Barolo era maggiore rispetto a quella attuale. Questo fa capire come la caratterizzazione sia stata selettiva per ottenere un prodotto di qualità. I versanti collinari di Barolo si prestano esclusivamente per la coltivazione della vite, sia per le caratteristiche morfologiche che geologiche. Infatti nel territorio di Barolo, gioca un ruolo fondamentale il trovarsi a valle delle Alpi, con sedimentazioni di varie sostanze (dalle calcaree a quelle fossili) che variano fra zona e zona, anche a distanze brevi. Complessivamente gli ettari vitati nel territorio di Barolo sono circa 2.000 con una produzione di circa 14.000.000 di bottiglie annue.

Ai numeri forniti da Federico Scarzello, ha replicato Antonio Benanti, sottolineando come la superficie vitata sul territorio etneo sia aumentata fino a 950 ettari, con una produzione di circa 4.000.000 di bottiglie e che lo scopo del nuovo Consiglio d’Amministrazione del Consorzio di Tutela dei Vini Etna D. O. C., è di prendere come esempio il territorio del Barolo per avvicinarsi quanto più possibile a tale sistema. A tal proposito ha detto che sarà una priorità del nuovo Consiglio d’Amministrazione del Consorzio di Tutela dei Vini Etna D. O. C. fare nuove mappe aggiornate.

Pertanto come si può notare oltre ai vini, o per meglio ai vitigni, visto che Nebbiolo e Nerello Mascalese hanno parecchie cose in comune, dai tannini, alla colorazione, dalla sapidità, alla freschezza che diventa il loro elisir di lunga vita, ci sono altre affinità e similitudini sia per i territori che per le richieste commerciali. Sia Antonio Benanti che Federico Scarzello, hanno ribadito come i vini dell’uno o dell’altro territorio (Barolo – Etna) abbiano un mercato fiorente negli Stati Uniti, in Canada e in Svezia.

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