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Ciak Irpinia 2019: i nostri migliori assaggi ai banchi dei produttori

La terza edizione di Ciak Irpinia, evento organizzato dal Consorzio di Tutela dei Vini d’Irpinia,  ha destato grande interesse tra gli addetti ai lavori e tra gli wine lovers che hanno raggiunto la Dogana dei Grani di Atripalda nel pomeriggio del 18 maggio.

Noi della stampa, abbiamo potuto partecipare nel corso della mattinata ad una degustazione alla cieca di 60 vini preselezionati da una commissione tecnica presieduta dal Prof. Luigi Moio. Oggetto dell’assaggio le ultime annate di Irpinia Falanghina, Fiano di Avellino, Greco di Tufo (annata 2018 per tutte e 3 queste denominazioni) e Taurasi (annata 2015). Non appena ci verrà fornita la lista dei vini che abbiamo provato ve ne daremo conto in un articolo dedicato.

Nel frattempo possiamo raccontarvi, in una rassegna fotografica in ordine sparso, dei vini che ci hanno più sorpreso nel nostro giro tra i banchi d’assaggio:

Il Fiano di Avellino Bechar 2018 ed il Greco di Tufo Devon 2018 di Antonio Caggiano non deludono mai. Entrambi caratterizzati da struttura e freschezza, con il primo che ha note di frutta secca e fiori bianchi, ed il secondo con ricordi di frutti gialli e pietra focaia.

Pino Caggiano

 

Pasquale Di Prisco

Greco di Tufo Pietra Rosa 2017 – Di Prisco: un cru di Greco che regala grandi soddisfazioni gustative con freschezza e sapidità in evidenza ad anticipare materia, lunghezza e chiusura su toni di erbe officinali.

 

Taurasi 2012 – Nardone Nardone: non si tratta di un refuso. L’azienda (ed il cognome dei titolari) è proprio questo. Un’azienda di recente costituzione che ci ha sorpreso con un Taurasi con un tannino di qualità, struttura, toni speziati e di macchia mediterranea.

Taurasi Riserva 2010 – Borgodangelo: una grande interpretazione di una grande annata ed il gioco è fatto. Eleganza, complessità, profondità e progressione del sorso. La chiusura è speziata e su toni di arancia sanguinella.

L’azienda Terredora è quella che ha portato in degustazione la migliore selezione di campioni. La Coda di Volpe Le Starse 2018 è un vino sorprendente per materia e mineralità, il Greco di Tufo Terre degli Angeli 2018 coniuga tensione, sapidità e lunghezza gustativa, il Taurasi Pago dei Fusi 2010 rappresenta una delle migliori interpretazioni dell’annata, mentre il Taurasi CampoRe 2008 è un vero capolavoro che sintetizza come dovrebbe essere il Taurasi, e mette insieme austerità, struttura ed una grandissima eleganza.

Greco di Tufo Miniere 2017 – Cantine dell’Angelo: Angelo Muto offre un’interpretazione veramente interessante dell’annata 2017 del Greco, con freschezza e sapidità in evidenza, seguite da eleganza e materia.

L’azienda Il Cancelliere a Montemarano  sta facendo un grande lavoro negli ultimi anni sulla qualità dei suoi vini ed i risultati sono tangibili. Quattro vini presentati, uno meglio dell’altro, partendo con il nuovo nato Campania IGT “Vendemmia” 2017 che apre la gamma con eleganza e bevibilità per arrivare al Taurasi Nero Nè  2015, che è in forma strepitosa, ed evidenzia eleganza, lunghezza, succosità e profondità di beva.

A volte basta portare una sola etichetta in degustazione per essere convincenti. Il Taurasi 2008 di Michele Perillo è un vero e proprio capolavoro, a confermare l’ottimo lavoro che questa azienda sta facendo nella zona più alta della denominazione (Castelfranci).

Tenuta Scuotto ci colpisce con il Greco di Tufo 2018, sintesi di complessità ed eleganza e con l’Irpinia Fiano Oi Nì 2015, che è un piccolo gioiello di piacevolezza e lunghezza gustativa.

Dei vini di Mastroberardino oltre allo straordinario Fiano Stilema (anche nome di un progetto che vedrà nei prossimi anni l’uscita di un Greco di Tufo e di un Taurasi) di cui abbiamo già parlato in un nostro articolo (link), è molto convincente il Taurasi Radici 2018, che coniuga eleganza, freschezza, sapidità con ricordi di spezie e macchia mediterranea.

Milena Pepe (Tenuta Cavalier Pepe) gioca nel Consorzio, e con tutti i meriti, un ruolo da protagonista.

Il Taurasi Riserva La Loggia del Cavaliere 2012 è elegante, complesso e chiude con toni speziati e di frutti rossi.

 

 

Fiano di Avellino Pendino 2018 – Colli di Castelfranci: Sabino Colucci, l’enologo di casa, dopo uno stage a Bordeaux è tornato più carico di prima. Ed i vini hanno ormai raggiunto un’ottimo livello qualitativo. Note di frutta secca, pietra focaia, freschezza e dinamicità del sorso caratterizzano il Pendino 2018.

Taurasi Sogno 2015 – Fratelli Follo: una sorpresa viene da questa azienda che non conoscevamo. il Taurasi Sogno 2015 è energico ma elegante, potente ma sapido e fresco, e con ricordi di macchia mediterranea.

In ultimo risultano indimenticabili i vini di Quintodecimo. Presto vi racconteremo meglio della nostra visita alla Cantina del Prof. Luigi Moio.

 

 

 

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