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ZIDARICH. LA SEMPLICITA’ DEI GRANDI VINI DEL CARSO.

 

  Nella semplicità c’è l’essenza delle cose buone!  Quante volte ci siamo imbattuti in queste parole ogni qual volta abbiamo riscoperto il sapore delle cose autentiche e genuine ed apprezzato il valore della tradizione produttiva. I vini di Zidarich, in perfetta sintonia con questa filosofia, rappresentano forse l’espressione più tangibile che ancora oggi, anche nel mondo del vino, talvolta proteso a parlare sempre più un linguaggio globale, la semplicità e l’autenticità rappresentano la vera chiave del successo.

 

Ingresso della casa padronale

Incontriamo Benjamin Zidarich in una calda mattinata di luglio nella sua azienda a Duino Aurisina, in località Prepotto in provincia di Trieste. Siamo nel cuore del Carso triestino, territorio unico per la sua natura e la sua storia. Un luogo magico, contraddistinto da una strettoia fra il mare ed i monti dove il terreno roccioso, coperto di terra rossa arida, riesce a donare vini ineguagliabili. Attualmente l’azienda possiede otto ettari di proprietà per una produzione di circa 28.000 bottiglie l’anno.

Panorama dalla terrazza

L’accoglienza è di quelle calorose ed amichevoli.  Si respira un’atmosfera familiare. Benjamin inizia a parlarci dei suoi vini sulla terrazza che guarda il bellissimo golfo di Trieste e parte delle vigne. “Il Carso è la mia terra, rappresenta il mio modo di essere e di pensare” racconta, soffermandosi sulla scelta di produrre vini in modo naturale “come quelli prodotti dai nostri nonni … una tradizione che portiamo avanti con tranquillità… Noi facciamo il vino che ci piace!!”. Vini macerati e fermentati sulle bucce con lieviti autoctoni ed imbottigliati senza filtrazione e nessun tipo di stabilizzazione : “Il vino deve andare in bottiglia quando é stabile e la stabilità non si raggiunge in modo naturale dopo pochi mesi…”

Tino di pietra del Carso

Lo sguardo appassionato si fa ancor più intenso quando ci parla della vinificazione nei tini di pietra riservata ad una piccola parte della sua produzione in alternativa ai tini di rovere francesi.

Contenitori realizzati da artigiani locali, composti da cinque pezzi di marmo estratti dalla roccia carsica, sapientemente impilati ed assemblati. I grappoli d’uva, alimentati dalla roccia del Carso, una volta vendemmiati e diraspati, tornano a fermentare e macerare nella stessa roccia che li ha nutriti, a

Tunnel e volte della cantina

chiusura di un cerchio naturale di intensa suggestione.

Qui prende vita la vitovska “Kamen” o anche “Stone” a suggellare già nel nome il valore aggiunto attribuito dalla pietra.

Catturati dalle parole di Benjamin, passiamo poi alla visita della cantina, opera del progettista arch. Paolo Meng e costruita con risorse locali. Inaugurata nel luglio del 2009 dopo circa otto anni di lavoro. Interamente scavata nella roccia fino alla profondità di 20 metri, la cantina si sviluppa complessivamente su cinque piani. Un vero e proprio mondo sotterraneo in cui ha origine e fine l’intero ciclo produttivo vitivinicolo dell’azienda e dove anche la forza di gravità diviene protagonista in alcune fasi di lavorazione. All’entrata, di quello che ai nostri occhi appare come un vero e proprio “tempio”, quattro colonne di pietra raffigurano le 4 stagioni. Apprezzare dall’interno la bellezza e la maestosità della roccia lascia senza fiato!!
Attraverso piccoli tunnel giungiamo ai tre piani, impreziositi da volte in pietra, destinati all’affinamento, stoccaggio ed imbottigliamento in vetro.

 

E’ ormai giunta l’ora di risalire alla sala di degustazione, collocata al livello più alto, dove attraverso grandi vetrate si gode di uno splendido panorama sulle vigne circostanti che degradano dolcemente sul mare all’orizzonte.

Vitoska 2015

E’ qui che Benjamin, dopo tanto narrare appassionato, lascia che siano i sui vini ad esprimersi!!
Il primo calice a rompere gli indugi è la “Vitovska 2015”, ottenuta dall’omonima varietà di uve – antico vitigno autoctono del Carso – vinificata sulle bucce in tini aperti senza controllo della temperatura e maturata per 24 mesi in botte. Solforosa in bassissime percentuali. Dal colore giallo dorato leggermente velato, il vino si presenta ricco di sentori fruttati e floreali con intense percezioni di scorza di agrumi, erbe officinali e note affumicate. Al gusto spiccano freschezza e corposità, contornate da una decisa sapidità che regala una piacevole e intensa persistenza.
A questo punto il raffronto sembra quasi scontato ed è proprio Benjamin che ci propone la “Vitovska 2015 Kamen”, un vino concepito nella sua mente come espressione massima di quel territorio, grazie a quella particolare “culla” di roccia carsica in cui prende vita.
Si presenta agli occhi vestita di un elegantissimo colore giallo-oro, lasciando già trasparire lievi tonalità ambrate. Agitandola nel calice la sua intensa complessità offre al naso sentori di ginestra, iodio, frutta a polpa bianca, erbe officinali e note minerali. In bocca scopriamo la semplicità di un grande vino del Carso. Evidente sapidità e vibrante freschezza corrono tenendosi per mano in maniera armonica contornate da una discreta presenza tannica. Corpo ampio, delineato da una piacevole mineralità, donano un finale dalla lunga persistenza.

Benjamin Zidarich ed il suo Terrano 1998

Dallo sguardo di Benjamin comprendiamo che le sorprese non sono ancora terminate!

Ecco allora proporci una magnum di Terrano 1998, una perla rara ritrovata per caso – coincidenza fortuita per noi – in un angolo dimenticato

della cantina. Ne apprezziamo la bontà in compagnia di un tagliere di ottimi formaggi locali. Rubino vivo che al naso palesa tutta la sua complessità. Violetta, frutti rossi e note speziate ci conducono verso note di cuoio, sottobosco e humus. In bocca l’attacco è ancora di scalpitante freschezza con

una bilanciata dose di acidità ed alcolicità. 19 anni sulle spalle ed ancora per niente sentirli!! Trama tannica molto elegante. Evidenti sentori di mora, ribes ed amarene riempiono la bocca. Un vino che sorprende per la lunga persistenza.

Un grande vino che svela in un sorso tutto il talento e l’anima di Benjamin.

E’ ora di salutarci ma quasi non vorremmo!!! Ci congediamo con una piena consapevolezza…!

La semplicità di Zidarich, uomo e viticultore, è l’unico segreto del successo dei suoi vini.

Gli elementi dei vini di Zidarich

 

 

Una semplicità che non concede niente alla chimica, che spinge ad intervenire il meno possibile

sull’equilibrio fisiologico della pianta.

Sole, uva bianca, uva rossa, mare, terra rossa, pietra e pioggia.

Sono questi gli elementi essenziali per produrre i vini di Zidarich. Benjamin ne ha tanta

convinzione da farli immortalare su una tela esposta in cantina. Vini lineari, diretti e minerali.

Vini unici del grande territorio del Carso.

 

Salvatore Del Vasto

Sabrina Signoretti

 

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