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Walter Massa. Genio e sregolatezza del Re dei vignaioli dei Colli Tortonesi

Dolci e sinuose colline piemontesi che si inseguono e si rincorrono disegnando scenari suggestivi in cui i vigneti, ora più che mai, interpretano un ruolo da veri protagonisti. No, non siamo nelle Langhe come istintivamente verrebbe da pensare, bensì in un territorio altrettanto unico posto nella parte sud orientale del Piemonte e confinante con Lombardia, Emilia e Liguria: Tortona ed i suoi colli.

Paesaggi e vini da scoprire, legati indissolubilmente alla “sapiente” lungimiranza di un vignaiolo caparbio ed istrionico la cui personalità “volitiva” si riscontra in ogni suo vino: Walter Massa.

Marzia Pinotti e Walter Massa

Lo incontriamo a Roma nel ristorante “Siciliainbocca in Prati, in occasione della cena-degustazione organizzata per la presentazione del libro “La Barbera è femmina” di Marzia Pinotti. Un saggio in cui l’autrice ripercorre un viaggio, non solo sentimentale, alla scoperta di un vino e di una Italia che cambia nel mondo globalizzato di oggi con tutte le sue ambiguità e contraddizioni.

il libro e i vini

La personalità di Walter è dirompente ed è facile comprendere perché si sia guadagnato l’epiteto de “il Re del Timorasso”, il vitigno a bacca bianca autoctono dell’areale tortonese. Correvano gli anni ‘90 e, grazie all’impegno di un gruppo di giovani produttori capeggiati proprio da Massa, fu avviato un grande lavoro per la valorizzazione di un territorio originale dal punto di vista pedologico e climatico, recuperando un vitigno di difficile coltivazione ma dalle grandi potenzialità enologiche.

Tra una pietanza e l’altra della cena, abbinate sapientemente coi grandi vini del Maestro tortonese, Derthona 2015, Derthona “Sterpi” 2013, Barbera “Monleale” 2010 e Barbera “Bigolla” 2004, Walter illustra le sue idee sul vino, sull’economia, sulla valorizzazione territoriale e sulla vita in generale “in maniera filosofica – imprenditoriale ed artigianale” come ama autodefinire le sue affermazioni.

Walter e Marzia

Le sue parole sagge, estremamente pragmatiche e talvolta eccentriche, espressioni di chi della vita sa cogliere le diverse sfaccettature, trasformano Walter in un vero filosofo…. Ed è un piacere ascoltarlo….. !!

Nato da una famiglia di origini contadine, dopo aver concluso i suoi studi di Enologia ad Alba, decide di portare avanti la tradizione di famiglia che si tramanda da ben quattro generazioni. L’Azienda vendeva ab origine vino sfuso, conservato prima in cisterna e successivamente in damigiane.

La proprietà, attualmente, vanta una superficie vitata pari a 23 ettari. Il crescente successo di vendita di Timorasso sul mercato italiano ed internazionale, racconta, lo ha indotto a fare una scelta etica e di rispetto della fortuna che ha avuto: impiantare altri vigneti con lo stesso vitigno.

Dalle sue parole comprendiamo la sua filosofia produttiva: “Si punta ad avere una grande uva, poi l’uva fa il suo percorso”. La differenza la fa la sensibilità in cantina. Ci vuole solo buon senso e pazienza per l’attesa, racconta. E forse è proprio per questo che i vini di Walter sono vini fuori dai canoni etichettati e/o etichettabili…..!

Il Maestro non interpreta il terroir, lascia che siano le vigne a raccontare il territorio tortonese…!

Si spiega, dunque, la scelta aziendale di effettuare diradamenti in vigna, diraspature, maturazioni su fecce nobili ed abbattimento della solforosa nella vinificazione. Preferenze queste che rappresentano evoluzioni continue introdotte proprio per consentire all’uva di esprimersi al meglio, “il tempo farà poi la sua parte” a dimostrazione che anche un vino bianco piemontese può reggere l’invecchiamento.

Esemplari a tal proposito le parole di Walter quando, a grande richiesta, ci intrattiene, à sa façon, parlando dell’uva che lo ha reso celebre e consacrato agli onori della cronaca enologica: “Il timorasso si scrive “timorasso” ma si legge “timo rosso” perché per diventare buono ha bisogno della formula per fare il vino che è sempre la stessa … uva matura, buon senso e … tempo …” Come dargli torto…!!!

i vini di Walter Massa

Nel calice ci viene servito il Derthona “Sterpi” 2013 che mostra subito una perfetta armonia con l’eleganza e la complessità dei cibi preparati per l’evento. Ritroviamo all’olfatto sentori di idrocarburi, frutta matura ed accenni di miele che fanno da sfondo ad un sorso in cui freschezza e sapidità sembrano rincorrersi tenendosi per mano, perfettamente accompagnate da un calore ben integrato e piacevole per chiudere con un finale di intrigante persistenza. Un vino di grande piacevolezza oggi e con la stoffa del fuoriclasse di domani !!!

In una serata come questa non poteva mancare il riferimento del maestro al libro della Pinotti in presentazione. “La barbera è l’uva con cui si fa un vino che viene impropriamente chiamato il o la barbera…dettagli…l’importante è vedere le bottiglie vuote…”

E di certo se la barbera in questione è la Bigolla 2004 degustata, vedere le bottiglie vuote è sembrato quasi scontato. Bouquet dalla grande complessità caratterizzato da sentori floreali, di frutta matura e spezie dolci che si alternano creando un profilo olfattivo di irresistibile seduzione. Ancora vibrante la freschezza che non sembra aver subito gli effetti del tempo ed un grande corpo, mediati da una piacevole e ben integrata morbidezza che regala un finale lungo ed avvolgente.

La cena-degustazione volge al termine. Le ore son volate via in un attimo in compagnia di Walter e Marzia !!

PIGI al centro dell’immagine rigorosamente scalzo

Per serbare la gioia di questo incontro, non solo nella nostra memoria, gli chiediamo di condividere qualche scatto insieme. Per l’occasione si lascia immortalare anche il buon “Pigi”, l’uomo che affianca il Maestro in cantina e che gira l’Italia del vino a piedi nudi con i suoi fedeli ed inseparabili bicchieri di cristallo. Il quadro è ora completo !

Torniamo a casa emozionati e certamente arricchiti !!! Ricchi delle esperienze narrate con la semplicità di chi ancora crede nel valore delle cose genuine ed autentiche, ben consapevole che proprio in queste è racchiuso il senso della vita. E poco importa se forse qualcuno di noi non ha ancora sciolto il nodo centrale : Si dirà il Barbera o la Barbera? Forse ha ragione il Maestro : “Dettagli !” .. se nel calice si versa il vino dei Vigneti Massa!

Salvatore Del Vasto

Sabrina Signoretti

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