Aziende

Versante Est dell’Etna, Terra Costantino

Quando agli inizi degli anni settanta Dino Costantino, acquista terreni nel territorio di Viagrande con vigneti annessi, probabilmente non avrebbe mai immaginato che a distanza di qualche decennio le cose si sarebbero evolute fino allo stato attuale. Terra Costantino ha il suo inizio circa cinquant’anni fa, con la produzione di vino e vendita a livello locale. Con il passare degli anni i vini etnei iniziano ad avere sempre più importanza e considerazione, quindi questo diventa l’imput per dare una svolta alla filosofia aziendale al fine di produrre vini da far assagiare e conoscere fuori dei confini locali.

Una porzione della vigna con un antico palmento

Dagli iniziali Ha. 4,00 – 5,00 di terreno si è arrivati ultimamente ad Ha. 10,00 giusto per far capire che la voglia di crescere, accompagnata da volontà c’è e che le idee non mancano ne a livello di prodotto, ne sul lato di far capire ai consumatori, agli appassionati e tutti gli altri il risultato di quanto viene ottenuto. La mia visita si svolge facendo un giro in vigna, passando alla cantina, guardando tutte le sorprese che ci sono, andando nel locale dove vengono conservate le bottiglie delle varie annate, per concludersi nella sala dove viene fatta la degustazione. In tutto questo escursus mi è stata data la spiegazione del perchè e sul come vengono fatte determinate scelte, oltre vedere la storia che la vigna custodisce e con il vino poi viene trasmessa.

Antico palmento

Basta guardare esternamente e poi successivamente vedere internamente quello che riesce a trasmettere un antico palmento di Contrada Blandano dove vi sono le vigne dalle quali si producono i due cru dell’azienda. Un palmento che ancora oggi è perfettamente funzionante, pur risalendo a circa 300 anni fa!

Interno del palmento

Si vedono chiaramente le vasche messe a quote diverse in modo tale da avere la “caduta” del mosto per gravità, una cosa che risale ai tempi più remoti, ma che vedendola di presemza fa capire chiaramente i vari passaggi della vinificazione.

Vasca del palmento

Uscendo dal palmento e percorrendo i vialetti si vede la vigna e le piante che mettono in bella mostra i grappoli, fra i quali si fa notare un grappolo diverso, dove i chicchi sono più allungati, è un ceppo di Minnella, vitigno che viene utilizzato in minima percentuale in uno dei due Etna bianco prodotti dall’Azienda.

Vite di Minnella

Otre alla vite di Minnella, mi vengono indicate alcune viti secolari, che con i loro tralci ed i loro tronchi fanno vedere tutta la maestosità, giusto per anticipare e far capire quello che riescono a dare come uva per la produzione del cru di Etna bianco.

Pianta di vite secolare

I terreni si trovano ad una quota che varia fra i m. 450 ed i m. 550 s.l.m. dove il sesto d’mpianto mediamente è di circa 7.000 viti per Ha., ma ci sono parti della vigna dove la densità di piante per Ha. è di 10.000. I vitigni che vengono coltivati sono solo ed esclusivamentwe autoctoni, ossia Carricante, Catarratto, Minnella, Nerello mascalese e Nerello cappuccio, con una percentuale a favore degli ultimi due che è del 60% ed il rimanente è per i vitigni a bacca bianca.

Parte del vigneto vicino al casolare

Ritornando al punto da dove si era intrapresa la passeggiata in vigna ed ammirando il territorio circostante, si vede anche il casolare dove vi è la sala degustazione. Tutto è stato costruito in maniera coerente con il contesto, senza essere invasivi e cercando di ottimizzare il tutto con il minimo di volumetria fuori terra, sfruttando al meglio il sottosuolo.

Veduta dalla sala degustazioni

Cos’è il Genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione.

Questa celebre frase del film Amici miei, si adatta alla perfezione per quello che andando verso la cantina ed entrandovi riesco a vedere. Molte volte è stato scritto e detto che la bellezza ed il fascino dei vini dell’Etna, sta nella diversità che viene conferita a loro a secondo delle Contrade, bene un conto è a dirlo, cosa totalmente diversa sta nel vederlo! L’intuizione ed il colpo di genio che ha Fabio Costantino figlio di Dino che ora ha preso in mano l’azienda, durante i lavori per la realizzazione della cantina, è proprio questa.

La colata lavica all’esterno

Mostrare già all’ingresso della cantina un ingrottamento lavico con una porzione di terreno di circa cm. 50 all’apice. Entrando in cantina ci sono due pareti con una sezione rettangolare incavata che mostra come nell’arco di pochi metri lo strato di terra aumenti fino ad un metro per poi scomparire, costringendo le piante di vite a cercare nutrimento nelle parti più profonde.

La colata lavica all’interno della cantina

All’interno della cantina vedo vasche in acciaio, in cemento e botti, oltre a qualche barrique, che ormai viene conservata come ricordo visto e considerato che l’uso di quest’ultima è stato abbandonato. Quelle in acciaio vengono utilizzate sopratutto per il bianco ed il rosso base, oltre che al rosato, fermo restando che a seconda del prodotto che si vuole avere, nonchè dell’annata per come è stata possono essere usate le vasche in cemento. Per i due cru viene fatto uso del tonneau e botte grande.

Le botti grandi

Dirigendosi per andare verso la sala di degustazione, si passa per un locale dove vengono conservate le bottiglie delle annate antecedenti, che costituiscono lo storico aziendale, al fine di vedere lo stato evolutivo dei vini e capire quali possano essere le effettive potenzialità di questi ultimi. Il quantitativo non è di quelli fuori dall’ordinario, ma considerando che è da poco tempo che Terra Costantino produce vini per essere imbottigliati, nel giro di qualche altro anno il numero di bottiglie aumenterà notevolmente, tenendo in considerazione che da quest’anno viene messo in commercio il cru dell’Etna rosso.

Bottiglie delle annate precedenti

Luca D’Attoma collabora con l’Azienda sia per la parte agronomica, sia per quella enologica, stabilendo di comune accordo con Fabio il prodotto che si desidera ottenere, poichè la politica aziendale è con idee chiare, mettere in commercio il vino quando è pronto e può dare la sua espressione migliore con il potenziale che ha. Tanto è vero che il credo per dare un prodotto che rispecchi quello che viene dato dalla terra nonché dalla vite viene fatto vedere, per quanto detto prima e trasmettendo e dicendo più di quanto si possa immaginare. Il quantitativo di bottiglie prodotto varia a seconda dell’annata ed oscilla fra le 25.000 e le 30.000 in un anno.

Ultime bottiglie messe in commercio

Dopo aver visitato il vigneto, il palmento e la cantina, si arriva alla sala di degustazione, dove vengono degustati i vini aziendali, che sono due bianchi, un rosato e due rossi.

Terra Costantino Etna bianco

Terra Costantino de Aetna 2015 – Etna bianco –                  80% Carricante, 15% Catarratto, 5% Minnella – 13,5% vol.

Di colore giallo paglierino. Complesso a naso, note torbate e iodate, tiglio, finale con sentore minerale. La mineralità viene confermata in bocca, è piacevole, con una buona freschezza ed una leggera sapidità. Progressione buona e persistenza discreta.

Terre Costantino rosato

Terra Costantino de Aetna 2016 – Etna rosato –              90% Nerello mascalese, 10% Nerello cappuccio –             12,5% vol.

Visivamente ha un colore rosa scarico, quarzo rosa. Olfattivamente si hanno profumi diretti di floreale, nota erbacea e lieve nota agrumata. Pur con 12,5% vol., la freschezza è bilanciata e non ha il sopravvento. Ben bilanciato. Lineare, godereccio con una sua struttura, più da rosso che non da bianco. Persistenza e progressione buone.

Terra Costantino Etna rosso

Terra Costantino de Aetna 2015 – Etna rosso –                       90% Nerello mascalese, 10% Nerello cappuccio –             13,5% vol.

Nel calice si presenta con un rosso rubino scarico. I sentori olfattivi sono molteplici, hunus, ciliegia acerba, note di grafite, more, finale con sentori erbacei. In bocca deve ancora trovare un equilibrio, per confermare quanto è stato sentito con l’esame olfattivo. Da aspettare ancora affinchè i tannini facciano parte del tutto in modo tale da fornire le potenzialità che esprime a naso. Progressione e persistenza sufficienti.

Terra Costantino Contrada Blandano – Etna bianco

Terra Costantino Contrada Blandano 2014 – Etna bianco –  75% Carricante, 25% Catarratto – 14% vol.

Il suo colore è un giallo dorato. Bouquet complesso ed affascinante. Note foume, sentori agrumati di pompelmo, la nota torbata che è piacevolissima ed intrigante. Pastoso in bocca, gran bella beva, sapidità alcolicità ed acidità che si bilanciano e non stancano. Bella struttura. Retronasale che fa sentire il contatto con il legno, ma non è invadente. Persistenza buona, bella progressione. Se il de Aetna bianco può considerarsi il fratello minore, Lui ovviamente, è quello maggiore, ma si riesce a capire una sorta di continuità fra il de Aetna bianco ed il Blandano bianco.

Terra Costantino Contrada Blandano – Etna rosso

Terra Costantino Contrada Blandano 2014 – Etna rosso – 90% Nerello mascalese, 10% Nerello cappuccio –          13,5% vol.

Rosso rubino lucente. Complessità di odori, che spaziano dalle note di pepe, alla resina, per andare ai gelsi, alla pietra focaia e la viola appassita. La sapidità in bocca si sente, la freschezza dà il suo contributo, con i tannini che controbilanciano le componenti descritte prima. Progressione notevole, persistenza discreta. Va aspettato, poiché il potenziale che ha, deve dare ancora il meglio.

Fabio Cristaldi

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