Degustazione

Valorizziamo il Grechetto : CENTOPERCENTOGRECHETTO

Il 4 Settembre 2015 si è svolta a Todi nel cuore dell’Umbria , presso la Cantina Roccafiore, l’iniziativa CENTOPERCENTO GRECHETTO , una tavola rotonda avente come scopo il confronto tra addetti ai lavori sul potenziale del vino Grechetto.

La tavola rotonda sul grechetto

L’iniziativa, che ha visto la partecipazione di produttori, giornalisti ed esperti del settore,  ha lo scopo di fare il punto sulla attuale realtà che sta vivendo questo vino e, se possibile,  trovare idee per poterlo valorizzare ancor di più. .
Il Grechetto  rappresenta l’altra faccia dell’anima bianca dell’Umbria, il degno avversario del  Trebbiano Spoletino, di cui abbiamo parlato in un articolo del mese di Marzo 2015                              ( http://vinodabere.blogspot.it/2015/03/il-trebbiano-spoletino-un-parente-del.html )
I lavori sono iniziati presentando questo vitigno ormai presente in Umbria con 2350 ettari e nell’alto Lazio con 120 ettari, definendolo un vino di sostanza, solido, poco aromatico , duttile e originale .

Filari di Grechetto

La sua duttilità scaturisce dalle varie espressioni che se ne possono ottenere, mediante macerazione prolungata sulle bucce,  affinamento in acciaio o in legno e persino creando un  buon vino passito.
Le caratteristiche fondamentali di questo vitigno sono una maturazione precoce, una bassa acidità e  un buon tannino. Normalmente lo troviamo sapido accompagnato da una nota amara finale, la sua rotondità la si ottiene da un buon bilanciamento tra le due componenti principali, il tannino e la sapidità.
Considerato una volta un  vino di benvenuto o  vino della domenica , veniva fatto in botti di castagno o rovere, e  offerto agli amici o agli ospiti di riguardo spillandolo direttamente dalla botte, gettando in terra le ultime gocce del bicchiere come omaggio ai defunti come da antica tradizione umbra.
La degustazione di 13 diversi tipi di Grechetto, rigorosamente alla cieca, di aziende Umbre e dell’alto Lazio , hanno permesso a produttori, giornalisti e ospiti, di rendersi conto della effettiva duttilità e potenzialità del vitigno visto che le espressioni provenienti dai diversi vini erano variegate, ma allo stesso tempo si è potuto constatare che pur avendo fatto tanta strada, tanta dovrà ancora esser fatta per valorizzare come merita questo vitigno.

l’enologo della Cantina Roccafiore , Hartmann Donà, che parla con un ospite

Un vino che oggi conta una produzione di circa 500.000 bottiglie annue , sommando quelle prodotte da tutte le cantine presenti  che rappresentano gran parte della sua produzione, non trova una precisa collocazione nel panorama enologico italiano e mondiale.
Si nota ancora la mancanza di una linea guida comune in tutti gli assaggi fatti, quel minimo comune denominatore che potrebbe essere l’arma vincente per la sua rivalutazione e promozione.
Oggi i singoli produttori hanno una loro personale visione sul Grechetto, chi lo considera un vino non impegnativo, chi al contrario da supporto alla cucina umbra e tante altre sfaccettature, in questo contesto Luca Boccarelli wine maker della Cantina Roccafiore, che proprio quest’anno compie i 10 anni di produzione, sorretto dalla famiglia si è addossato il compito di coinvolgere un elevato numero di produttori di questo vitigno per  farlo conoscere  nel Mondo, cosa che lui  sta già facendo da diversi anni per la sua azienda.
La tavola rotonda ha fatto emergere che la strada migliore è la valorizzazione della territorialità , mantenendo l’anima  di ogni singolo produttore che si evidenzierà in ogni singolo vino  e questo può risultare un valore aggiunto, in quanto la diversità ha sempre fatto bene e il Grechetto  grazie alla sua notevole duttilità ben si presta a tutto ciò.
Per portare a compimento questo progetto  sarà necessario un confronto continuo tra i diversi produttori, lasciando fuori le rivalità o qualunque altro sentimento negativo.

Latour a Civitella 2005
Latour a Civitella 2010
fiorfiore 2013

Questo non sarà un problema vista la disponibilità di tutti a raggiungere un così nobile obiettivo, i più giovani dovranno essere disposti ad ascoltare quelli che hanno già valorizzato individualmente  questo vino, parlo di Mottura con il suo Latour a  Civitella, che abbiamo assaggiato nelle annate 2010 e 2005 e che ha mostrato come la sapidità si sappia integrare con il tannino , emergendo con grande eleganza  in modo quasi impercettibile,  o lo stesso Fiorfiore 2013 di Cantina Roccafiore , dove all’assaggio si percepisce una sapidità molto pulita che si alterna alla nota amara finale tipica del Grechetto dando  al tannino ruolo di comprimario ma necessario .
Non dimentichiamo  le  idea proposte da  giovani produttori  nella vinificazione, che vedono nel vino l’anello di congiunzione con la tradizione umbra, sia nella storia che nella metodologia di vinificazione,  questo può risultare un aspetto importante per non dimenticare il passato di un vino cosi caro agli umbri se preso con estrema consapevolezza.

I presenti all’evento che si accingono alla degustazione alla cieca

Sarà proprio su questo confronto, che avrà seguito mediante incontri programmati, che si costruiranno le fondamenta per far spuntare le ali al Grechetto, facendolo giungere sempre più in quei paesi dove il concetto di vino è stato sempre presente , parlo in particolare di USA ed  EUROPA , perché questo vino non deve essere solo bevuto  ma capito, apprezzandone proprio questa mancanza di acidità, sapientemente sostituita da una spalla sapida orizzontale e ben sostenuta da quel tannino di cui è ricco il vitigno e che, se dosato con sapienza dal produttore considerando il momento più opportuno della vendemmia, lo eleveranno a livello di vini ora più blasonati.
Aspettiamo con ansia la prossima tavola rotonda sul Grechetto per gioire degli sforzi che tutti i produttori avranno fatto in questo tempo e per esaltare sempre più questo vino.
Daniele Moroni

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