Aziende

Un vitigno spagnolo ha trovato dimora in Toscana: Beconcini e il suo Tempranillo

Il tutto ha inizio nel 1954 quando Giuseppe Beconcini decide di acquistare il podere che aveva lavorato per tutta la vita, si continua con l’agricoltura, ma nel 1960 il papa Pietro intravede nel vino il futuro di questa azienda, sorta su terre particolarmente vocate alla viticoltura.
Terreni con impasti argillosi in collina e sabbiosi a fondovalle ma entra mbi ricchi di conchiglie fossili di origine marina.

le conchiglie fossili marine che troviamo nei terreni

Ma la vera svolta la si ha con Leonardo Beconcini, l’attuale proprietario quando decide di studiare le piante di vite presenti nelle terre dell’azienda.
L’entusiasmo e una grande curiosità lo spingono a cercare di scoprire quali varietà sono presenti sulle sue terre, e grazie alla collaborazione dell’Università Agraria di Milano e all’Istituto di selvicoltura di Arezzo, scopre che accanto al Sangiovese, al Canaiolo e alle altre varietà tipiche della zona , ve ne è una sconosciuta per la Toscana,

il tempranillo

Lo studio dura diversi anni e  nel 2004 mediante l’esame del DNA della vite si capisce che si tratta del Tempranillo, un vitigno autoctono molto diffuso in Spagna ma fino ad ora non presente in queste terre, naturalmente con le dovute evoluzioni genetiche che gli hanno permesso di adattarsi a queste terre.
Una spiegazione sulla presenza di questo vitigno  potrebbe venire dal fatto che in epoca romana ci  si trovasse in prossimità della località Ponte ad Elsa, il punto di snodo che dalla via Francigena porta verso Roma, la via Francigena era la strada che portava i fedeli nelle tre più importanti città religiose, Compostela ,Roma e Gerusalemme,  si presuppone che come da usanze del tempo, pellegrini spagnoli possano aver seminato il vitigno in queste terre e con il tempo sia poi stato trascurato dagli abitanti del luogo lasciandolo crescere secondo un evoluzione naturale.
A Leonardo questa scoperta appare come un ” segno “ : si chiede perché questo vitigno spagnolo si trova proprio sulle sue terre?
E come spesso accade, interpreta questa scoperta come la strada da seguire per lo sviluppo della sua azienda,

le uve nelle cassette

Leonardo si trova davanti un vitigno molto produttivo e poco soggiogabile, il che lo porta ad una raccolta leggermente anticipata delle uve che devono essere mature ma non troppo per avere la giusta acidità, l’uso dell’appassimento per 1 mese in cassette da 5 kg dove i grappoli vengono appoggiati senza che i chicchi si sovrappongano , fa perdere alle uve il 30% del peso iniziale , e questo permette di ottenere un vino da lungo invecchiamento, in quanto si mantiene l’acidità, che invece si perderebbe se l’uva maturasse troppo sulla pianta.

le vigne che discendono dalla collina

L’azienda si compone di 25 ettari di cui 12 vitati e 2 ad olivicoltura e si sviluppa su un intera collina che viene coltivata a diversi livelli in funzione del vitigno, il sangiovese sui crinali , il tempranillo e la malvasia nera sulla media collina e tutti gli altri vitigni sul fondo valle.

Eva Bellagamba e Leonardo Beconcini

E’ un impresa familiare dove lavorano fondamentalmente 2 persone, Leonardo, il vignaiolo  e Eva Bellagamba, la marketing director e compagna di vita.
Si producono circa 100.000 bottiglie l’anno, e il mercato di vendita è al 90% quello estero, il loro modo di lavorare è legato alla tradizione  non si disdegnando la consulenza di strutture di ricerca come le Università, perché Pietro considera il mondo un continuo divenire e la ricerca ne è elemento importante.
Parliamo dei vini assaggiati:

IXE 2012

IXE 2012 . rosso di Toscana
Tempranillo 100% , bottiglie prodotte 23.000, l’età delle vigne è 12 e 8 anni, il terreno è composto da fossili marini , la raccolta avviene nella prima decade di Settembre, affinamento 14 mesi in barrique e 6 in bottiglia.
Al naso frutta rossa poi sul palato la mineralità e sapidità lo rendono un vino con una sua identità.

Vigna alle Nicchie 2011 – 2006 – 2009

Vigna alle Nicchie 2006 – 2009 – 2011  – rosso di Toscana
Tempranillo 100% , bottiglie prodotte 3000, l’età delle vigne 90 anni, terreno composto da fossili marini , con una resa di 5 Kg a pianta che dopo un appassimento di 4 settimane si riduce del 30%,parliamo di una resa di 28q. per ettaro, vinificazione in cemento con lieviti indigeni, poi affinamento 24 mesi in barrique e 18 in bottiglia.
l’obiettivo è di ottenere un vino potente da lungo invecchiamento
entrambi i vini mostrano grande complessità al naso con frutta rossa e spezie in evidenza, l’acidità è ancora molto esuberante in entrambi, mettendo in evidenza  l’obiettivo di Beconcini,  in entrambi un finale di frutta rossa, vini che hanno ancora tanti anni davanti.

 

Fresco di nero 2014 – Toscana IGT                                                                                                       

Tempranillo 100%, 10.000 bottiglie prodotte, vendemmia anticipata alla terza settimana di Agosto, rimane tre giorni a contatto con le bucce, poi una fermentazione con estrazione che permette di non estrarre il tannino, infine affinamento in cemento, l’obiettivo è ottenere un vino fresco e beverino con una forte nota fragolosa dsia al naso che in bocca.

Reciso 2012
Reciso 2001

Reciso 2001 – 2006 –  2012 rosso Toscana IGT
Sangiovese 100% ,11.000 bottiglie prodotte, l’eta delle viti in parte 45 anni e in parte 20 anni, vinificazione in cemento con lieviti indigeni, poi affinamento di 18 mesi in rovere e 12 mesi in bottiglia. Un vino che mostra al naso note di frutta rossa matura e balsamiche e cioccolato , poi sul palato una bella freschezza e un  buon equilibrio. il 2012 è ancora molto giovane e deve trovare un suo equilibrio.
Daniele Moroni

Pietro Beconcini Agricola
Via Montorzo, 13/A
56028 San Miniato Pisa Italia
Telefono: +39 (0)571 464785
Fax: +39 (0)571 464785

Email: info@pietrobeconcini.com
http://www.pietrobeconcini.com

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PER INFORMAZIONI PUBBLICITARIE CONTATTARE LA REDAZIONE
To Top