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Taormina Gourmet 2016, le sorprese, le conferme e le curiosità.

Come ogni anno nel mese di Ottobre, il Taormina Gourmet, tenutosi presso l’Hotel Villa Diodoro Siculo nel magnifico panorama di Taormina ed organizzato da Cronache di Gusto, ha offerto tre giorni per poter ampliare le proprie conoscenze in ambito enologico e gastronomico, per appassionati, addetti al settore e wine lovers. In particolar modo per quello enologico, oltre alle varie verticali che sono state effettuate dal 15 al 17 Ottobre 2016, nelle giornate di Domenica e Lunedì era aperto il banco di assaggi con svariate aziende di quasi tutta l’Italia (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia) ed anche qualcosa di Francia, Germania, Austria, Slovenia e Nuova Zelanda. Approfittando di questi due giorni è stato possibile assaggiare diversi vini, trovando alcuni prodotti veramente interessanti, avendo delle conferme, in diversi casi delle sorprese ed in alcuni delle curiosità!

Ecco gli assaggi fatti per i vini più interessanti:

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Greco di Tufo – Azienda Agricola Bellaria

  • Greco di Tufo 2015 – Azienda Agricola Bellaria

Un colore giallo paglierino, con sentori a naso molto eleganti e non invadenti, ma di gran qualità (pietra focaia, sentori iodati, note agrumate appena accennate). Equilibrato in bocca con un bel retrogusto che lo caratterizza nella progressione che ha. Da pronta beva, oppure bere un pò più in la. – Sorpresa

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Vino della stella – Joaquin

  •    Vino della stella (Fiano d’Avellino in purezza) 2014 – Joaquin

Un colore giallo tendente al dorato cupo. E’ un vino di potenza e corposità fuori dall’ordinario. I suoi 14,5% vol. danno una sensazione delicata a naso di erba secca e con lievi accenni di vaniglia, ma in bocca si sente, con la freschezza che accompagna il tutto. – Sorpresa

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Bianco dell’isola – Joaquin

  • Joaquin dell’isola 2014 (Greco, Falanghina e Biancolella) – Joaquin

Già dal colore si può definire un orange wine, visto che è di un ambrato sfocato, dovuto alla lunga macerazione (6 mesi) sulle bucce. A naso ed in bocca cammina di pari passo. Note agrumate ed erbacee con sentore di canditi. In bocca è di carattere con una freschezza che lo contraddistingue. Di lunga durata. Molto interessante. – Curiosità

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Muscamento – Fischetti

  • Muscamento 2014 (Etna bianco) – Fischetti

Pur essendo davanti ad un Etna bianco di appena due anni (2014) si sentono profumi di camomilla e frutta esotica acerba (ananas), un’acidità non invadente. Aspettandolo darà belle soddisfazioni. – Conferma

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Terra delle fate – Feudo Disisa

  • Terra delle fate 2015 (Fiano) – Feudo Disisa

Si presenta con un giallo verdolino. E’ un fiano pieno e corposo, con un’acidità che lo fa diventare un vino per piatti seri. La componente alcolica non molto alta (12,5% vol.) fa si che i profumi vengano percepiti chiaramente con un corredo aromatico del fiano (erba secca e fieno) con i sentori di camomilla. – Sorpresa

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Taurasi – Azienda Agricola Bellaria

  • Taurasi 2009 – Azienda Agricola Bellaria

Rosso rubino tendente al granato. I sentori a naso sono molteplici, dai frutti a bacca rossa, all’humus, dai terziari in maniera non predomuiante, al cacao e tufo di caffè. Tannini che vengono bilanciati dall’acidità e dall’alcolicità. Di gran struttura, ottima persistenza e bella progressione. Legno calibrato bene. Gran vino. – Sorpresa

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Muscamento – Fischetti

  •  Muscamento 2012 (Etna rosso) – Fischetti

Rosso scarico. Sentori di origano, resina, grafite e piccoli frutti di bosco. Bella sapidità, tannini fittissimi e bella freschezza. Vino importante e di personalità, con una lunga vita davanti. – Conferma –

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Saia – Feudo Maccari

  • Saia 2013 (Nero d’Avola in purezza) – Feudo Maccari

Rosso granato. Buoni i profumi di frutta rossa (in particolar modo prugna), accompagnati da note di cappero. Tannini ancora da mitigare (ma è un 2013). Buona beva. – Conferma

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Nero Bufaleffy – Gulfi

  • Nero Bufaleffy 2010 (Nero d’Avola in purezza) – Gulfi

Il colore è un rosso ciliegia intenso. A naso si distingue in maniera pregevole, con note speziate e sentori di marmellata, per poi concludere con note molto delicate di vaniglia. In bocca è molto armonico, con tannini ed acidità. Gli anni giocano a suo favore (2010). Persitenza e progressione buone. Fatto bene il passaggio in legno. – Conferma

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Thalia – Tenuta di Aglaea

  • Thalia 2014 (Etna rosso) – Tenuta di Aglaea

Rosso rubimo scarico. Naso e bocca viaggiano di pari passo. Buon bouquet speziato, con note di terra bagnata e pietra focaia. Buona persistenza in bocca. Da aspettare. –  Sorpresa

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Annacare – Tenuta di Aglaea

  • Annacare 2012 (Etna rosso) – Tenuta di Aglaea

Nel calice ha un rosso melograno. Sentori di origano e di grafite, humus e frutta di bosco. Piacevolissimo in bocca, gran bella beva. Ottimo equilibrio. Il maggiore affinamento in botte ha dato qualcosa in più, inoltre che sia un millesimo 2012 non guasta. – Sorpresa

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Turpino 2011 – Agricola Querciabella

  •   Turpino 2011 (Cabernet franc, Merlot e Syrah) – Agricola Querciabella

Un rosso porpora intenso fa capire che è un vino importante a vista. Elegante a naso, carezzevole in bocca, anche se ancora qualche anno servirà per poterlo apprezzare al meglio – Conferma –

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  • Perricone 2014 – Tenute Orestiadi

Rosso porpora. Bei profumi, cacao, caffè, nocciola, macchia mediterranea, vengono esaltati dal fatto che l’affinamento è in acciaio e lo si capisce solo ed esclusivamente dalla retronasale. Ancora necessita di tempo per i tannini che sono astringenti. Una particolarità di questo vino sta nel fatto che viene fatto fare un leggero appassimento delle uve sulla pianta. – Sorpresa

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Terra di lavoro – Galardi

  • Terra di lavoro 2014, 2013 e 2012 (80% Aglianico, 20% Piedirosso) – Galardi

Producendo questo vino soltanto erano in degustazione i millesimi 2014, 2013 e 2012. Seguendo quest’ordine è stato possibile denotare lo stato evolutivo di questo blend. E’ un vino da invecchiamento, ma già il 2012 è piacevolissimo, il passaggio in legno ha smussato i tannini, rendendolo pastoso in bocca. Anche per le altre annate da una sensazione di pienezza in bocca, ovviamente dando una maggiore presenza dei tannini. A naso il primo sentore è di pietra focaia e le note balsamiche, che fanno spazio ai terziari e per poi ritornare a note erbacee. Bella persistenza e buona progressione. Vino universale. – Conferma

Fabio Cristaldi

1 Comment

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  1. VinidiSicilia

    27 ottobre 2016 at 06:32

    Interessanti segnalazioni.

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