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Progetto NEW GREEN REVOLUTION: Caprai e l’Associazione Grandi Cru di Montefalco

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NEW GREEN   REVOLUTION

Il progetto NEW GREEN REVOLUTION è stato ideato e sviluppato dalla ASSOCIAZIONE GRANDI CRU DI MONTEFALCO.
Trattasi di un Associazione è costituita da un gruppo di aziende produttrici di Sagrantino che hanno deciso di perseguire  strade più “ moderne” per continuare a fare viticoltura in modo “sostenibile”.

Le aziende aderenti sono  differenti tra loro per dimensione e storia produttiva, ma hanno nella produzione sostenibile l’obiettivo comune.

Tali aziende sono: Armando Caprai, Adanti, Antonelli San Marco, Antano, Perticaia, Scacciadiavoli, Tabarrini.

Mi sono recato per saperne di più proprio da colui che è stato il promotore di questo progetto Marco Caprai,  che a partire dagli anni ‘90 ha creduto nel Sagrantino e si è prodigato per farlo conoscere in tutto il Mondo, attraverso una ricerca continua dell’eccellenza produttiva e un impegno costante nell’innovazione del processo, ponendo quelle basi per avviare espansione in tutto il Mondo di questo vino e del suo territorio.

Lo scorso anno, proprio per raccogliere la sfida lanciata dall’EXPO 2015,  si è lanciato nell’idea New Green Revolution, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, un  protocollo di produzione vinicola ecosostenibile, nato dall’applicazione dei principali standard internazionali di produzione sostenibile, provenienti in particolar modo da California, Cile ed Australia.

Un percorso che ha come fine ultimo il miglioramento della sostenibilità ambientale, economica e sociale, che identifica in modo esauriente le linee guida di aziende da sempre rivolte ad innovazione e sperimentazione pur nel rispetto degli antichi valori.

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forme di allevamento dei vigneti

Il protocollo ha come fine l’uso delle ultime scoperte scientifiche, applicabili alla realtà vinicola, che permettano un utilizzo sempre minore di quei prodotti necessari alla vigna in momenti di difficoltà.

La sperimentazione di nuove forme di allevamento del vigneto, lo studio delle condizioni climatiche mediante l‘istallazione di stazioni  metereologiche all’interno delle vigne, permette al vignaiolo di conoscere con esattezza il momento e il luogo giusto per effettuare gli opportuni trattamenti in vigna.

Marco Caprai crede che l’efficienza che può scaturire da una moderna tecnologia  sia un valido supporto ad un agricoltura sempre più sostenibile.

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macchina brevettata per il lavoro in vigna

La Conduzione tecnica del vigneto spinta ad alto livello, con macchinari altamente tecnologici che muovendosi tra i filari hanno il compito di svolgere solo le lavorazioni strettamente necessarie, hanno subito modifiche dallo stesso Caprai per permettere loro di muoversi agevolmente e con precisione lungo i pendii dove sono site le vigne.

Le stesse stazioni metereologiche presenti tra i filari permettono un analisi più approfondita delle necessità delle vigne, dando la possibilità al vignaiolo di studiare con maggior precisione eventuali fenomeni che possano scaturire da diverse condizioni climatiche.

Questo sistema mediante un continuo monitoraggio delle vigne applicato a tecnologie sempre più evolute, permette una riduzione dell’uso di risorse, in quanto i necessari prodotti vengono applicati soltanto dove necessario.

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lavorazione in vigna con macchine

In questo contesto, altamente tecnologico, l’uomo viene ad avere un compito fondamentale, pur diverso rispetto al passato, esso deve muoversi all’interno della vigna, controllare e segnalare mediante un dispositivo munito di GPS,  problematiche ove sussistessero, al sistema informatico che provvederebbe ad elaborarle e a tenerle sotto controllo, per intervenire in modo mirato, da poter cosi permettere un risparmio di prodotto ed un uso non sconsiderato all’interno di tutta la vigna.

Tutta questa tecnologia nessita di operai-vignaioli altamente specializzati, essi dovranno essere preparati sin dai primi studi universitari, a saper effettuare le tipiche lavorazioni in vigna e a saper gestire le informazioni che il sistema informatico gli fornisce come supporto.

I giovani oltre a documentarsi mediante i corsi universitari dovranno andare in vigna a constatare personalmente ciò che apprendono, per esser in grado di fondere insieme tecnologia e manualità  in quanto solo così potranno dare le giuste direttive alle macchine che hanno il compito di ottimizzare il lavoro manuale.

La tracciabilità del lavoro svolto dall’uomo all’interno della vigna ne permette non solo un aumento di produttività, ma una maggior responsabilità, con riferimento al lavoro che viene svolto all’interno della vigna, in quanto il sistema monitora il lavoro che ciascuno svolge giornalmente.

Il protocollo permette anche una precisa tracciabilità sull’utilizzo dei prodotti, sul lavoro e la sicurezza di ogni singolo operaio-vignaiolo.

Un attento e ponderato lavoro permette la conservazione dei paesaggi e delle biodiversità presenti sul territorio dove la new green revolution viene attuata, inoltre essa può divenire un ulteriore risorsa per la comunità che la ospita in riferimento al terroir e all’economia locale.

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la cantina di Caprai

Dopo avermi parlato del suo progetto, con disappunto, Marco Caprai mi fa notare che poche aziende del territorio del Sagrantino hanno aderito a tale protocollo, come se non credessero ai benefici che ne scaturiscono.

Francamente non credo che la non adesione sia legata al non credere ai risultati che Marco mostra, penso che l’innovazione a servizio di una buona agricoltura metta tanta paura  se non si possiede un elasticità  legata ad esperienze personali, che vedano coinvolta tale innovazione,  si avranno sempre preconcetti a tal proposito e si sarà poco propensi a lanciarsi in questa nuova avventura che tanti successi sta ottenendo potrebbe conseguire.

Daniele Moroni

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