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Podere le Ripi si afferma a Montalcino per la qualità del suo Brunello

Un’azienda che nel mio taccuino ha visto una crescita esponenziale negli ultimi anni è sicuramente il Podere Le Ripi di Francesco Illy. La generosità di Simone Montagnani mi ha permesso di assaggiare tutte le etichette in commercio e anche una chicca del recente passato.

L’azienda nasce circa vent’anni fa, quando Francesco Illy rileva 56 ettari senza vigne a Castelnuovo dell’Abate, tra l’abbazia di Sant’Antimo e il castello di Velona, nella zona sud-est della denominazione, e reimpianta. La prima annata di Brunello è la 2003. In anni più recenti acquista la tenuta del Marchesato degli Aleramici a Castiglion del Bosco, con terreni di natura diversa, di origine fluviale, ad ovest del Comune. Sono gli impianti che oggi danno vita al secondo Brunello aziendale, il Cielo d’Ulisse, mentre l’etichetta storica, Lupi & Sirene, viene ricavata dagli appezzamenti intorno alla cantina. Tutti i vini, oggi affinati nella suggestiva “cantina aurea”, un edificio a spirale realizzato “a mano”, con mattone e malta, secondo i principi della bioarchitettura, sono curati dall’enologo Giovani Stella.

 

Si parte con un cosiddetto supertuscan, l’Amore e Follia Igt 2015, 98% syrah: naso su bei toni di terra bagnata, menta, spezie, torba, palato dominato dal frutto dolce, l’annata è stata calda e si sente anche se denota una discreta acidità e un tannino aggraziato. Due anni e mezzo di legno, grande e piccino, tostato e non. Poi il Brunello Le Ripi 2013: etichetta che viene venduta solo in sede, le uve comunque provengono in gran parte da Castiglion del Bosco ed è in sostanza un clone del Cielo d’Ulisse. Olfatto floreale ed ematico, beva fresca e snella, ben supportata da una struttura agile e da un grazioso scheletro acido. Chiusura lunga sui frutti di bosco e sull’arancia. Bello.

Il Brunello Riserva Cielo d’Ulisse 2012 odora di tabacco, caffè e spezie orientali e mostra un tannino imponente, frutto maturo, molta ciccia e qualche spigolo, abbastanza in linea con i caratteri del millesimo. Sembra meno pronto del precedente. Il Brunello Riserva Lupi & Sirene 2013, presentato in anteprima (uscirà a inizio 2019) è il frutto di una singola vigna di Castelnuovo dell’Abate. Profumi ancora vinosi, lato minerale e affumicato, terra e bacche nere. Tannino vivo e dispettoso, lieve scodata alcolica in bocca ma bella maturità di frutto, sui toni del mirtillo, e lunga scia sapida in persistenza, molto pura. Preciso e pulito, promette bene.

Poi Simone mi regala la possibilità di assaggiare il Brunello Lupi & Sirene 2006, e devo confessare che il palato è più convincente dell’olfatto, che tarda ad esprimersi. Dopo un’adeguata areazione emergono note delicate di fiori appassiti, sottobosco, vaniglia, zucchero a velo; il sorso invece è molto più immediato, giovanissimo, evoca suggestioni quasi faustiane. Il tannino è ora in splendido equilibrio, quasi cremoso, e il lungo finale è segnato dalla china e dall’agrume scuro. A distanza di qualche minuto l’impressione è che il bicchiere migliori nei profumi e perda un po’ di tensione in bocca.

A finire, il Bonsai Igt 2015 (che fino a qualche anno fa era un Rosso di Montalcino). È frutto di una vigna di cui si è molto parlato in passato, famosa perché la più “densa” d’Italia, con 62.500 piante per ettaro. Naso in cui prevalgono note eteree e balsamiche, poi terra, tabacco e violetta; in bocca è ricco e dolce, in linea con i caratteri dell’annata, con un buon contrasto di acidità. Sulle prime sembra meno complesso dei Brunello ma riemerge in chiusura con una bella scia di sale e agrumi.

Nell’ormai affollatissimo panorama dei produttori di Montalcino, Podere Le Ripi si conferma un indirizzo da non trascurare nei prossimi anni.

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