Aziende

PIETRADOLCE l’azienda sull’Etna che ha vinto il titolo di miglior rosso d’Italia

Molte volte nella vita si iniziano a fare le cose per orgoglio, per curiosità, per riportare in auge i ricordi. Bene tutto questo è il biglietto di presentazione dell’azienda Pietradolce di Michele Faro, sita in Castiglione di Sicilia. Un’azienda che è andata a progredire costantemente e che in meno di dieci anni è riuscita ad ottenere con il suo vino di punta il “Vigna Barbagalli”, il titolo dato dal Gambero Rosso di vino rosso dell’anno.

La cantina è in fase di completamento ed è stata costruita con un impatto ambientale prossimo allo zero!

La pietra lavica non è usata solo per ornamento, ma sopratutto come materiale isolante per garantire la giusta temperatura al deposito che si trova nel seminterrato della struttura che mostra la sua imponenza sin dall’entrata della proprietà.

Un investimento ben fatto,con minime modifiche sull’ambiente circostante, il che tutela il territorio vulcanico etneo (a tal proposito, vedasi l’articolo “Il perché dell’appetibilita’ del mondo vinicolo. Un mercato che conosce poco la crisi!“) e garantisce un valore aggiunto in quanto diviene parte integrante del paesaggio come stabilito dall’Ente Parco dell’Etna.

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Le vigne di Nerello

 Anche per le vigne è stato applicato questo principio. Infatti molti terrazzamenti sono quelli originari.

La coltivazione utilizzata è quella ad alberello, con basse rese (da un massimo di Kg. 1,2 per le vigne nuove, fino ad una resa di Kg. 0,8 per pianta per Vigna Barbagalli).

Il tutto si trova ad una quota di m. 800 s. l. m. a salire, fino ad arrivare a poco meno di m. 900 s. l. m. per il vigneto che fornisce le uve del vino rosso dell’anno. Il sesto d’impianto varia da circa 5000 viti per ettaro per le vigne nuove, fino ad arrivare a 10000 piante per ettaro per un vigneto che ha un secolo di vita e per il quale sia l’ubicazione che l’impianto stesso rendono obbligatoria la sola mano d’opera manuale.

Giuseppe Parlavecchio, agronomo e braccio destro di Michele Faro, durante il tour per le vigne, mi spiega tutte le peculiarità delle vigne dove si produce il Pietradolce bianco, rosato e rosso, l‘Archineri bianco e rosso ed il Vigna Barbagalli. Arrivati a Vigna Barbagalli mi mostra le piante di vite con un secolo di vita, e proprio per portare rispetto alla loro lungimirante età devono essere coltivate assecondandole e non viceversa. Il tutto spiega il risultato ottenuto con il vino che nasce da Vigna Barbagalli.

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le viti passione di Michele Faro

L’azienda scaturisce da una passione che Michele Faro ha ereditato da suo nonno, e proprio grazie a questa passione è scaturito tutto ciò che ho potuto vedere.
Quando nasce, l’azienda produce soltanto il vino Archineri, ma basta solo qualche anno che si intuisce la potenzialità  dei vino e si scommette sulla sua evoluzione.
Si avvia la produzione del Vigna Barbagalli e giusto per non lasciare “spazi vuoti” nel mercato e per soddisfare le esigenze del consumatore nasce anche il Pietradolce rosato.

La vinificazione dei vini viene fatta in maniera classica, con fermentazione in acciaio ed affinamento in tonneau di II e III passaggio per i rossi (Pietradolce rosso, Archineri rosso,  Vigna Barbagalli) con una permanenza che  varia a seconda del vino. Il tutto viene seguito da Michele Faro e da Giuseppe  Parlavecchio, con la consulenza di Carlo Ferrini.
I vini degustati sono stati:

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Pietradolce rosato 2014

 PIETRADOLCE rosato  2014

14% – 100% nerello mascalese vinificato in rosato
Un colore rosa tenue e delicato, tendente all’ambrato.
Olfattivamente è delicato ma con un suo fascino, ciliegia, sentori di frutta candita e macchia mediterranea.
In bocca entra con eleganza, con una bella freschezza ed un buon corpo (stiamo parlando di un rosato), nonché una bella persistenza.
Curiosità: l’etichetta rappresenta il grafico di un sismografo, giusto per rimanere in tema vulcanico.

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Archineri bianco 2014

 ARCHINERI bianco 2014 

13,5% – 100% carricante
Visivamente si presenta con un colore giallo verdolino.
A naso si ha un profumo ed un bouquet pronunciato. I sentori sono di banana, un sentore sulfureo e di nota iodata oltre alla pietra focaia, fiori di campo.
Un’acidita’ pronunciata ed una sapidità che si sente, buona la persistenza.
Qualche anno ancora e sarà una bella sorpresa da degustare.

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Pietradolce rosso 2014

  PIETRADOLCE rosso 2014 

14% – 100% nerello mascalese
Un colore rosso scarico e penetrabile con un unghia violacea.
A naso è da sentire e risentire. Un bouquet ed una finezza che sono difficili da descrivere. Humus, pepe, rosa canina, un buon assemblamento fra primari, secondari e terziari.
Assaggiandolo si ha una bella persistenza in bocca, bella sapidità, considerato che si parla di un 2014 i tannini non sono particolarmente aggressivi.

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Archineri rosso 2013

 ARCHINERI rosso 2013

100% nerello mascalese
Il colore è un rosso scarico e trasparente.
A naso è molto intrigante con note di pietra focaia e sentori di melograno e gomma arabica.
In bocca esprime la “sua” personalità ed un buon corpo.  Ha una buona freschezza, non eccessiva ed una buona armonicita’, che sarà ancora migliore fra un po’ di tempo. Una persistenza buona. Ottimo bilanciamento fra legno e vino.

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vigna Barbagalli 2012

 VIGNA BARBAGALLI 2012

15% – 100% nerello mascalese
Un rosso rubino con unghia violacea senza residui.
Un bouquet di una complessità e “signorilità” unica, delicato. I sentori sono notevoli, dalla liquirizia, al pepe,  frutta sotto spirito, cenere di camino, per ritornare a quelli di macchia mediterranea.
In bocca è sublime, dando sensazioni uniche, una sapidità da grande vino, una personalità non invadente e che non stanca. Una persistenza infinita senza avere una tannicita’ invadente.  Si ha la conferma di un assemblaggio da manuale.

Da bere subito o da aspettare. Cosa si vuole di più? A Voi la scelta!
Un’ultima considerazione va fatta, dicendo che se per un buon barolo si è disposti a spendere, perché non farlo per un Etna rosso che è il vino rosso dell’anno? Va considerata la mano d’opera che è solo manuale, l’età delle piante (100 anni!!). Serve altro?

Fabio Cristaldi

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