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‘Nzemmula, un vino per stare insieme. Vini Ferrara Sardo.

La curiosità verso Vini Ferrara Sardo viene fuori un giorno al ristorante, guardando la carta dei vini e vedendo scritto ‘Nzemmula (che in dialetto siciliano significa insieme) con affianco la gradazione alcolica (15,5%!!). Degustandolo durante il pranzo, si sente che è un Etna rosso diverso dal solito.

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le viti di Nerello mascalese

Bruno Ferrara Sardo si trova “catapultato” nel mondo del vino grazie ad un lascito ereditario, una vigna sita nel territorio di Randazzo (CT) contrada Allegracore e spinto dai ricordi della sua infanzia e con la voglia di volere scommettere sulle sue potenzialità, decide di tenerla e di avviare una piccola produzione di vino. Le difficoltà non mancano, la vigna è poco più di un ettaro, il che equivale a dire produzioni di scala “non industriali”, ma amatoriali. Nelle annate buone (generalmente quelle pari, 2012, 2014) si ha una produzione di circa 4.000 bottiglie, mentre la media generica si aggira sulle 3.000. Su questi numeri si basa l’acquisto delle bottiglie, delle capsule, delle etichette, che vanno sempre acquistate in numero maggiore rispetto a quanto viene prodotto,  purtroppo sono leggi di mercato che “impongono” ai piccoli produttori un quantitativo minimo che diviene molto spesso una spesa inutile. Ma nonostante ciò, la voglia, l’esperienza ed il credere in un qualcosa fa sì che si ottengano buoni risultati.

Il credo principale dell’azienda è: un impatto ambientale prossimo allo zero,  per questo si usa zolfo e rame in bassissime quantità. L’età delle viti si aggira sui 50 anni ed il sesto di impianto è di 5.000 piante per Ha. Fin qui nulla di eccezionale, ma è dalla vendemmia in poi  che entra in gioco la volontà e la decisione del proprietario.

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il vecchio casale

Bruno Ferrara Sardo effettua la vendemmia ricercando l’equilibrio fra le componenti delle uve, al fine di ottenere un prodotto eccellente, non ci potrà mai essere una data precisa per effettuare la vendemmia, l’unico punto di riferimento è che essa inizia quando gli altri finiscono, solo allora le uve dello ‘Nzemmula iniziano ad essere raccolte.

Il suo narrare mi riporta indietro nel tempo e la passione che mette nella narrazione lo porta ad evidenziare anche i piccoli dettagli delle vendemmie e vinificazioni fatte con il nonno, da cui Bruno ha appreso quello che non conviene fare e quello che è giusto fare per ottenere un prodotto sempre migliore possibile.

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le vigne

La vigna si trova ad una quota di m. 720 s.l.m. e guardando attentamente il terreno si carpisce che in esso c’è qualcosa di diverso, denota una certa “grassezza“, che rappresenta  il giusto “quid” per ottenere vini pastosi e con struttura e gradazione alcolica notevole.

La vinificazione viene effettuata presso altri produttori, con la speranza che entro il 2016 possa essere completata ed avviata una cantina propria che ne permetta la pressatura, la conservazione e l’imbottigliamento in loco. Durante la fase di pressatura e vinificazione le direttive vengono date da Bruno, al fine di ottenere un prodotto genuino e che sia più naturale possibile. Allo stato attuale il vino fa affinamento in acciaio per un periodo che va dai 12 ai 16 mesi e con un affinamento in bottiglia che può essere di 4 – 6 mesi. Non è escluso in futuro un affinamento in legno, ma in botti di castagno di capacità di 20 – 30 ettolitri.

Ovviamente un lotto di terreno di poco più di un ettaro permette la produzione di un unico vino, che in quanto tale viene seguito e prodotto con tutte le attenzioni possibili ed immaginabili. Richiamando quanto detto all’inizio per il quantitativo di bottiglie prodotte in un anno, i prezzi lievitano poiché spesso i grandi numeri facilitano i produttori in grande. In virtù di ciò è necessario spendere qualcosa in più per un prodotto che è quasi amatoriale, ma allo stesso tempo molto particolare (nelle schede dei vini assaggiati lo si capirà meglio).

Fermo restando che la volontà c’è ed i desideri non mancano ed in merito a ciò la speranza di Bruno Ferrara Sardo è quello di ampliare il vigneto e produrre anche un vino bianco. Ma non un Etna bianco, ma bensì il Timorasso! Fa enorme piacere discutere con persone così, che intercalate nel loro lavoro, lo svolgono con passione e con dei sogni, dei desideri che sono da traino un pò per tutti, perché bene o male ad ogni desiderio c’è una materializzazione.

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‘Nzemmula 2013 -2012

‘Nzemmula 2013     Nerello mascalese in purezza con tracce di Nerello cappuccio 14,5%

Ha un colore accattivante, un rosso rubino vivo. A naso si sente humus, prugna, liquirizia. Ritornando a sentire il bicchiere si sente la nota di marasca. I sentori di tutto quello che si sente sono lineari, non invadenti, puliti e non opulenti. In bocca è diretto con dei buoni tannini ed una freschezza che si fanno sentire, ma con eleganza. Buona persistenza e discreta progressione.

‘Nzemmula 2014     Nerello mascalese in purezza con tracce di Nerello cappuccio (16%) – campione non ancora in commercio

Il suo colore è un rosso rubino carico. Nota iodata, frutta sotto spirito, marasca, una lieve tonalità di liquirizia, fanno sentire olfattivamente la personalità di questo 2014. Successivamente si sente a naso una nota di inchiostro di china. In bocca è sontuoso, anche se fra qualche anno sarà eccezionale. Tenendolo in bocca si sente la sapidità, una bella componente alcolica (16%!!) con tannini ed acidità che controbilanciano. Rotondità e pastosità che sono una bellezza. Buono stato evolutivo, ottima persistenza.

‘Nzemmula 2012     Nerello mascalese in purezza con tracce di Nerello cappuccio 15,5%

Si presenta visivamente con un colore rosso quasi purpureo. A naso è una magnificenza, un bouquet che è complessità allo stato puro. Gomma arabica, carrubo, humus, liquirizia, noce moscata, per andare all’uva sultanina. Assaggiandolo in bocca si traduce quello che si è sentito a naso. In bocca si sente prima la salinità, poi l’acidità e poi l’alcolicità (15,5%). Una volta deglutito ancora lascia una pienezza in bocca, che poi dà una progressione da vero fuoriclasse. Una retronasale che dà la conferma che pur non facendo legno lo stato evolutivo è in continua evoluzione.

Fabio Cristaldi

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