Toscana

Nittardi: l’azienda vinicola chiantigiana appartenuta a Michelangelo

Incastonata nel cuore del Chianti Classico troviamo l’azienda vinicola Nittardi, un tempo di proprietà di uno dei più grandi artisti italiani: Michelangelo Buonarroti.

Oggi questa tenuta, situata tra Castellina in Chianti e Panzano a 500 metri di altitudine, è di proprietà della famiglia Femfert, che la scoprì durante un viaggio nel 1981.  Proprietari di una galleria d’arte ubicata a Francoforte  furono colpiti dal fascino vinicolo-artistico di questo territorio tanto da arrivare a rilevarne la proprietà.

Leggendo le antiche carte scoprirono che Michelangelo Buonarroti, mentre viaggiava nel Chianti e progettava migliorie alle mura della repubblica fiorentina, ne fu talmente affascinato che nel 1549, durante i lavori alla Cappella Sistina decise di acquistarla e di fare dono al Papa Giulio II di quel vino che lo aveva tanto colpito.

Stefania Canali e Peter Femfert, gli attuali proprietari, hanno deciso di ripercorrere le orme dell’illustre proprietario di un tempo. A differenza del lontano passato i vini non provengono solo dalle colline del Chianti Classico , ma anche dalla tenuta ubicata in Maremma. Così le prime bottiglie di Nectar Dei, il vino più rappresentativo dei vigneti della Maremma, sono state date in regalo a Papa Benedetto XVI, che ha oggi come allora ha apprezzato e gradito tale dono, tanto da acquistarne annualmente un certo numero di bottiglie per uso personale.

Stefania Canali e Peter Leon (al centro)

Oggi è il figlio di Stefania e Peter, Léon Femfert , ad aver preso in mano le redini dell’azienda. Un passato in Cile, presso l’azienda biodinamica Casa Lapostolle ed  esperienze in cantine in Borgogna, Stati Uniti e Germania, gli hanno permesso di acquisire le conoscenze per avventurarsi in questo cammino, supportato dall’enologo interno Antonio Spurio e dal consulente Carlo Ferrini.

La tenuta si compone di trentadue ettari di vigneti, suddivisi in due territori diversi: uno di 12 ettari tutti nel comune di Castellina in Chianti e altri 20 nella parte di Maremma a sud di Grosseto, tra Scansano e Magliano.

Nella zona del Chianti Classico si coltivano Sangiovese, altre varietà autoctone e una piccola vigna di Merlot. In Maremma troviamo: Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot, Cabernet Franc, Syrah, Vermentino, Roussanne e alcune varietà sperimentali.

I vigneti sono ad alta densità con 6.660 piante per ettaro ed hanno la certificazione Bio. Un percorso intrapreso da molto tempo come conseguenza ad un approccio rispettoso dell’ambiente e del territorio. Nella proprietà si scorgono oltre alle vigne, campi seminativi, vegetazione di macchia, boschi di conifere e alberi di olivo che creano pennellate uniche e autentiche, in grado di ricreare quel mondo dove la famiglia Femfert ha sempre vissuto.

Ma parliamo dei vini che abbiamo assaggiato al ristorante Il Ceppo di Roma:

Chianti Classico DOCG -Belcanto 2015

Chianti Classico DOCG -Belcanto 2015

 

Chianti Classico DOCG – Belcanto 2015 (90% Sangiovese – 10% Canaiolo, Colorino, Malvasia Nera e altre 4 varietà; gli 8 vitigni sono rappresentati da 8 pietre in etichetta)

12 mesi di affinamento in legno e 4 mesi in vasche di cemento prima di essere messo in bottiglia. Profumi floreali,  frutta rossa (ciliegia) e macchia si accompagnano a note di spezie e a ricordi balsamici. Sapido e fresco, dal sorso dinamico e progressivo, chiude con note di pepe nero, ciliegia e lampone.

Chianti Classico DOCG - Casanova di Nittardi 2016 - Vigna Doghessa

Chianti Classico DOCG – Casanuova di Nittardi 2016 – Vigna Doghessa

Chianti Classico DOCG – Casanuova di Nittardi 2016 – Vigna Doghessa (100% Sangiovese)

Con questo vino Nittardi vuole rendere omaggio a Michelangelo e alla sua arte, infatti sin dall’inizio degli anni ’80 l’etichetta viene creata da un artista che cambia ogni anno. Quest’anno è stata la volta di Alan Jones che ha però creato due opere anziché una. Così si è deciso di fare una tiratura limitatissima di bottiglie a cui associare all’etichetta il dipinto in eccesso.  14 mesi di affinamento in legno e 4 in vasche di cemento, per un vino che riesce ad esprimere benissimo il territorio.Note di frutta rossa, fiori e spezie ci introducono ad una beva dinamica con un tannino vibrante. Il finale gioca su ricordi di pepe e note balsamiche.

Chianti Classico Riserva 2015

Chianti Classico Riserva 2015

 

Chianti Classico Riserva 2015 (95% Sangiovese – 5% Merlot)

La prima annata di questa etichetta risale al 1985. Affina 24 mesi in tonneaux poi 6 mesi in vasche di cemento. Prima di andare in commercio affina 12 mesi in bottiglia. Sentori di ciliegia e susina matura si accompagnano a ricordi di spezie, macchia e agrumi, ed anticipano una chiusura su toni balsamici, ed un sorso dinamico e progressivo.

 

Maremma Toscana DOC Ad Astra 2015 (40% Sangiovese – 25% Cabernet Sauvignon – 20% Merlot – 5% Syrah – 5% Cabernet Franc – 5% varietà diverse)

A 14 mesi in barriques e tonneaux nuove (10%) ed usate,  seguono alcuni mesi di affinamento in cemento, poi 4 mesi in bottiglia prima di andare in commercio. Ematico speziato e avvolgente. Sapido ma con tendenza amara nel finale.

 

Toscana IGT -Nectar Dei 2008

Toscana IGT -Nectar Dei 2008

 

Toscana IGT Nectar Dei 2008 (55% Cabernet Sauvignon – 20% Petit Verdot – 15% Merlot – 10%varietà diverse),

24 mesi in barrique e tonneaux, poi 6 mesi in vasca di cemento per terminare con un affinamento di 12 mesi in bottiglia prima di essere commercializzato. Sentori di ribes, lampone e fragoline di bosco accompagnano note speziate e  di cuoio. Vino di grande impatto gustativo, con un tannino vigoroso ed elegante al tempo stesso, chiude con un finale di spezia e liquirizia.

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