Toscana

MONTESCUDAIO un vino che ha dovuto lottare nel tempo per conquistare il suo spazio

 

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In provincia di Pisa, in un territorio situato a pochi km dal mare e  compreso nel comprensorio di  7 comuni: Montescudaio, Montecatini val di Cecina,  Riparbella, Casale Marittimo, Castellina marittima, Guardistallo e Santa Luce   è stato costituito, ben 40 anni fa, nel 1976 il Consorzio di Montescudaio che ha portato  alla nascita della relativa  DOC  con denominazione  vino rosso, bianco e, primo in Toscana, Vin Santo.

Non tutti sanno, io l’ho scoperto solo in questi giorni, che parliamo di uno dei 10 territori toscani  dove è stata trovata la vite silvestre, il progenitore dei vitigni autoctoni italiani. Essa che ha sempre trovato il suo habitat naturale lungo le sponde dei fiumi,  in questo territorio proliferava e cresceva bene.

Nonostante queste ottime premesse e nonostante sin dall’antichità il vino sia sempre stato considerato uno status symbol  legato alla sua antica sacralità di “Nettare degli Dei”, i terreni di Montescudaio, pur se particolarmente vocati alla coltivazione della vite, non sono  riusciti, in passato, ad ottenere quella valorizzazione che gli spettava di diritto.

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vecchie bottiglie di Montescudaio

Nel 1400 erano poco considerati sia da Pisa che da Firenze, città da sempre rivali, che non posero mai sotto la loro ala protettrice questi luoghi.             Cosi  quando l’intera Toscana conobbe il suo periodo di grande splendore, questi luoghi faticavano ad emergere  e a sorreggere la loro economia, fu  la Chiesa che acquistò pian piano le terre che si andavano spopolando, per coltivare quella vite silvestre ormai addomesticata e maritata con alberi da frutta, che serviva  per produrre il vino necessario alla Santa Messa.

Solo nel 1700 con la venuta degli austriaci si ha una svolta nella viticoltura di questa zona, in quanto i terreni iniziano a esser tolti alla Chiesa per esser dati ai privati. Erano territori in cui la mezzadria non esisteva  e con la sua introduzione, tra le prime in Toscana, inizia l’esperienza vinicola privata.

Le ricche famiglie iniziano a piantare viti e a rivalutare queste zone, erano terreni che venivano pagati poco e proprio per questo erano invitanti per fare affari.

Nel 1800 la proprietà terriera privata era aumentata del 30% rispetto al passato, tuttavia la trasformazione dei terreni in questa  coltivazione portava ad un aumento del  loro valore  e quindi ad un aumento delle tasse, il che portò ad un successivo rallentamento della crescita dell’espansione dei terreni vinicoli.

Con l’arrivo della fillossera, che distrusse le viti quasi ovunque, queste zone furono le prime ad adoperarsi alla sostituzione delle barbatelle originali con quelle americane ad essa resistente.

Tuttavia continuò a non esservi un  notevole sviluppo della viticoltura, il vino di Montescudaio era considerato il rosé di Bolgheri e venduto a damigiane e non in bottiglie, solo agli inizi del 1968 si decide di dare  nuova linfa a questo settore, si iniziano a produrre le prime bottiglie e il 6 Ottobre 1968  ha luogo la prima sagra del vino di Montescudaio, con l’intento di mettere in contatto produttori e consumatori, oltre agli stand di assaggio vi era musica in ogni parte della festa e il tutto generò un grande successo di pubblico.

I produttori iniziarono a parlare di associazione che  divenne pian piano un consorzio con l’adesione delle aziende dei comuni limitrofi.

Infine nel 1976 nasce la DOC di Montescudaio e quel giorno fu grande festa per tutto il territorio.

I vini a cui fu riconosciuta la DOC furono il   Rosso, il   Bianco e il Vin Santo, uno dei primi in Toscana. Per  ottenere questo vino si coglievano le uve più sane, le si ponevano su tralicci in luoghi particolarmente areati, aspettando la tramontana, e si pregava aspettando che il vino divenisse in essere e quando questo avveniva si faceva una grande festa.

 

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i vini in degustazione

Parliamo dei vini assaggiati

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Sopra 2013 – Colline di Sopra

Sopra 2013Colline di Sopra

al naso mirto, lavanda, lampone, spezie dolci, in bocca una bela acidità un vino equilibrato ed elegante di facile beva.

Campo dei Pari 2012Pakravan Papi

Note mentolate ed erbacee, balsamico, spezie dolci, il tannino è irruente bella sapidità e persistenza.

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Guadipiani 2012Fontemosi

Al naso frutta rossa spezie, il tannino è presente con una nota vegetale che persiste bella freschezza

Castello Ginori 2012Marchesi Ginori Lisci

al naso note di viola, lampone e frutta rossa, poi spezie dolci, cacao e vaniglia, in bocca una tannino elegante e una nota alcolica che si sente.

 

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Principe Guerriero SAN 2012 – Pagani de Marchi

Principe Guerriero SAN 2012Pagani de Marchi

al naso note scure, poi macchia mediterranea, viola e frutta matura, il tannino è importante e si sente una bella nota sapida.

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ReRosso 2010 – Podere Morazzano

ReRosso 2010Podere Morazzano

al naso grande complessità, menta, mirto, spezie, ambra, il tannino è elegante ma persistente, bella acidità e persistenza, troviamo note erbacee.

Rosso delle Miniere 2008Fattoria Sorbaiano

frutta rossa, note dolci, nota fumé, poi cioccolato il tannino è ancora presente, un vino interessante.

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Vin Santo 2009 – Fattoria Santa Maria

Vin Santo 2009

note di miele, scorsa d’arancia, albicocca, tanta materia. in bocca una bella acidità ne garantisce la beva, poi torna mela cotogna, nocciola, e scorsa di arancia.

Daniele Moroni

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