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Masterclass di spumanti siciliani a SICILIA IN BOLLE

In una magnifica cornice offerta dallo stupendo paesaggio di Realmonte (AG), grazie alla Scala dei Turchi e ad un’organizzazione molto attenta nelle giornate di domenica 1 e lunedì 2 luglio 2018, si è svolta presso il Madison Trattenimenti la quarta edizione di Sicilia in Bolle. Due giorni che hanno fatto scoprire ancor di più quello che è in grado di fare e di offrire l’enologia siciliana. Uno degli argomenti trattati nella prima giornata è stato il confronto fra una realtà conosciuta e confermata, quella degli spumanti del Trento D. O. C., con una nascente e sempre in continua crescita (basti pensare che le vendite del primo semestre del 2018, è pari a quelle di tutto l’anno 2017): la Sicilia degli spumanti. L’interesse è stato notevole e dopo soli due giorni circa dalla pubblicazione della notizia delle Masterclass, già c’era il sold out!

La prima Masterclass è stata quella sugli spumanti siciliani, che ha fornito la dimostrazione di come la grande duttilità ed il continuo crescere del “continente” siculo  riguardi anche la spumantizzazione, che sta mostrando una sua personalità.

Sei gli spumanti assaggiati, ognuno con proprie caratteristiche ed altrettante personalità: 1. Planeta – Carricante; 2. Destro – Saxanigra Rosè; 3. Tasca d’Almerita – Contessa Franca; 4. Porta del Vento – Mira; 5. Marco De Bartoli – Terza Via Riserva V. S.; 6. Vinisola – Shalai.

Planeta – Carricante 2015 – Metodo Classico

Perlage fine con discreta persistenza. Nel calice si presenta visivamente con un color giallo paglierino. Note floreali (sambuco e gelsomino in maniera tenue), per continuare con sentori agrumati ed un finale di salvia. Una delicata freschezza lo rende abbastanza duttile. Non lunghissimo, ma ben bilanciato. Buona la corrispondenza gusto – olfattiva.

Destro – Saxanigra Rosè 2012 – Nerello Mascalese – Metodo Classico

Intenso e finissimo il perlage. Sentori di pietra focaia, fragola, viola appassita, finale con note di carrubbo. Molto profondo. Fresco e con buona struttura. Grande persistenza e progressione. Di personalità.

Tasca D’Almerita – Contessa Franca 2011 – Chardonnay – Metodo Classico

Perlage fine. Lo Chardonnay si fa sentire con note burrose che anticipano il pan di Spagna e sentori erbacei, lievi accenni di nespola. Permane 60 mesi sui lieviti. Rotondo ed avvolgente, fresco ed elegante. L’equilibrio è il suo punto forte. Buona la persistenza.

Porta del Vento – Mira 2015 – Cataratto – Metodo Classico

Perlage persistente, il suo colore nel calice è giallo verdolino. Fiori d’acacia e note agrumate, frutta candita e finale di cera lacca. Buona la corrispondenza gusto – olfattiva. Grande struttura e ottima freschezza. Avvolgente con sorso dinamico e progressivo.

Marco De Bartoli – Terza Via Riserva V. S. – Grillo – Metodo Classico

Uno spumante che deve essere capito ed apprezzato per il concetto che esprime. V. S. sta per Vecchio Samperi un Marsala leggendario di Marco De Bartoli, che viene aggiunto in piccole quantità in questo spumante, fornendogli delle caratteristiche diverse dai classici spumanti. Un quadro organolettico con un perlage fine e persistente, con sentori di uva passa e mela cotogna, con un finale iodato. Grande personalità, con freschezza ed una buona struttura.

Vinisola – Shalai 2016 – Moscato d’Alessandria – Metodo Charmat

Perlage persistente. Le note aromatiche del vitigno hanno il sopravvento. Al naso si sentono il floreale e l’uva sultanina. Sapido, fresco e scorrevole, con un finale di scorza d’arancia caramellata. Armonico e con una bella progressione. Molto piacevole.

Alcuni partecipanti hanno evidenziato che gli spumanti trentini hanno una certa continuità ed invece questa sorta di filo conduttore venga a mancare nelle bollicine siciliane. La risposta è presto data. Le uve utilizzate per il Trento D. O. C. sono principalmente lo Chardonnay ed il Pinot Nero, poi seguono il Pinot Bianco ed il Pinot Meunier. A seconda delle zone di coltivazione e di produzione, oltre alle percentuali utilizzate per la cuvée, ogni spumante assume caratteristiche diverse. Fermo restando che le caratteristiche del vitigno possono variare, ma non vengono totalmente stravolte, perchè lo Chardonnay conserverà sempre le sue note ed aromi primari. Passando agli spumanti siciliani ed in particolar modo a quelli degustati nella Masterclass, si evince chiaramente una cosa, sei spumanti, sei vitigni diversi (Carricante, Nerello Mascalese, Chardonnay, Cataratto, Grillo, Moscato d’Alessandria), cinque terroir diversi (gli spumanti di Planeta e Destro vengono dall ‘Etna, anche se si può tranquillamente dire che l’Etna è l’isola nell’isola), quindi guai se ci fossero delle somiglianze, visto quanto detto fino ad ora. E probabilmente è proprio questa differenziazione e varietà che rende la spumantistica siciliana così interessante.

 

 

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