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L’Etna degustata dall’altro versante. Masseria Setteporte.

Quando sentivo dire a mio padre che il territorio etneo è unico, credevo che esagerasse, ma con il passare degli anni ho capito che quello diceva corrisponde a Verità!  Che sia un territorio bello lo si sa , ma che  sia allo stesso tempo anche generoso sono riuscito a verificarlo soltanto nel tempo.

Oggi durante la mia visita ad un azienda che si trova sul versante di Sud – Ovest dell’Etna, praticamente quasi l’opposto di quello di Castiglione di Sicilia e di Randazzo, ” un fascio di luce in un cielo buio e scuro, mi ha evidenziato il concetto che mio padre ha sempre cercato di trasmettermi “.

In questa zona l’irraggiamento solare è maggiore alla norma e se poi consideriamo che si è su un territorio vulcanico con colate laviche differenti da un luogo ad un altro, le caratteristiche del territorio e le sue risorse sono sempre pù evidenti.

L’azienda Masseria Setteporte si trova nel territorio di Biancavilla, in provincia di Catania. La superficie vitata è di Ha 14,70 che per Gennaio 2017 dovrebbero essere ampliati ad Ha 20. Di questi, Ha 13,70 sono per la coltivazione di vitigni a bacca rossa (Nerello mascalese in maggioranza e Nerello cappuccio) e per Ha 1 è coltivato il Carricante. In una minima parte di superficie (circa Ha 1) le piante di vite sono coltivate ad alberello, per Ha 7 le viti sono a cordone speronato e per la parte restante vi è l’alberello “assistito” come mi viene detto da Piero Portale, proprietario dell’azeinda. La particolarità della vigna è una notevole pendenza che ne complica la lavorazone, infatti la quota varia dai m. 660 s.l.m. a m. 800 s.l.m.. Il sesto d’impianto medio è di 4.000 piante per Ha e l’età delle viti dai 41 agli 8 anni.

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il paesaggo dietro le vigne

L’attività viti – vinicola ha inizio molti, molti anni or sono, poiché i terreni sono stati tramandati da generazione in generazione, inizialmente si vendeva vino sfuso e le uve a chi ne faceva richiesta, ma un giorno Piero si pone la domanda “E se facessi quello che fanno gli altri? Se iniziassi a produrre, ad imbottigliare ed a commercializzare?” Da quel momento ha inizio la sua avventura.

Anche perché cosciente delle potenzialità del terroir e del fatto che sul versante di Sud – Ovest il vino assume caratteristiche che lo differenziano da tutti gli altri. Infatti nel versante Sud – Ovest si è iniziata la coltivazione delle vigne in modo sperimentale, in quanto ritenuto terreno non vocato, ma la tenacia ha permesso di passare ad una fase più concreta negli ultimi anni. Tanto per dare un esempio immediato, se per un Etna rosso prodotto nel versante di Nord – Est è consigliabile il consumo dopo circa 3 – 4 anni, per il versante di Sud – Ovest si può dire che un Etna rosso dopo 2 anni può essere degustato, ma ciò non significa che non possa ancora stare.

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la vigna

 

Da attento produttore e uomo di mondo, Piero Portale, durante la degustazione dei suoi vini, fa portare un’altra bottiglia di Etna bianco, poiché la prima bottiglia aperta la sente “non sua” e lo dice con grande modestia ed avendo ragione, visto che ormai i suoi vini li considera come figli e che pertanto deve conoscere alla perfezione. Allo stesso tempo da persona attenta ai mercati ed alle richieste, mi fa notare che bisogna tutelare il patrimonio del vino etneo, senza millantare una realtà che sta crescendo, ma che deve essere seguita con attenzione, al fine di evitare inconvenienti avvenuti in passato con i vini siciliani e pertanto cercando di fare squadra per far crescere quello che il territorio etneo dà, ma con le dovute cautele per evitare potenziali implosioni.

Ritorniamo alle politiche aziendali, ultimamente l’azienda si avvale dei consigli di Federico Curtaz ed allo stato attuale ha in commercio un bianco e due rossi di cui uno è senza solfiti ed a breve sarà messo in commercio un Etna rosso SELEZIONE, per come ha tenuto a sottolineare Piero Portale e non CRU, ma per quest’ultimo è bene saperlo aspettare.

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N’ettaro 2015

N’ettaro 2015 12% – Carricante in purezza

Il colore è un giallo scarico. A naso è molto profumato con un bel bouquet, i sentori sono di origano, agrumi, sentori floreali, acacia e mela golden. Un sapore deciso, fresco e con una sapidità che non dispiace. In bocca è pastoso, di corpo. Retronasale che conferma quanto sentito a naso. Buona persistenza.

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Etna rosso Masseria Sette Porte 2014

Etna rosso Masseria Sette Porte 2014 14,5% – Nerello mascalese 95% e Nerello cappuccio 5%

Un rosso purpureo brillante è il suo colore nel calice. La lacrimazione nel bicchiere è fitta e lenta. Ha un bouquet complesso, con sentori di carrubo, rosa appassita, mora, erbaceo, prugna, alloro e pepe. In bocca è di notevole personalità, pastoso, ben equilibrato, che anche dopo essere stato deglutito lascia il “segno” in bocca. La retronasale dà un buon riscontro di quanto si era sentito prima nel calice. Bella persistenza, ottima progressione.

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Etna rosso Masseria Sette Porte 2014

 

Etna rosso Masseria Sette Porte 2014 senza solfiti 13,5% – Nerello mascalese 90% e Nerello cappuccio 10%

Si presenta visivamente con un rosso rubino carico. I sentori a naso sono di cera lacca, nota iodata, pietra focaia e rosa appassita. In bocca è lineare e fluente. Elegante e non invadente. Fresco in bocca e bilanciato con i tannini. Piacevole la retrolfattiva, discreta la persistenza.

Etna rosso Masseria Sette Porte SELEZIONE 14,5% – Nerello mascalese 100% – campione non ancora in commercio

Il suo colore è un rosso purpureo. A naso si sente che è ancora “giovane” e lo si deve aspettare. I sentori sono ancora molto vinosi e che sovrastano gli altri che pian piano vengono fuori. In bocca è ancora con tannini agressivi. Bisogna aspettarlo ancora.

Fabio Cristaldi

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