Sardegna

Le vigne ed i vini di Capichera raccontati da Fabrizio Ragnedda

La storia dell’azienda vinicola Capichera è realmente il racconto di un vero e proprio successo. Agli inizi degli anni ’70 la famiglia Ragnedda decide di impiegare i terreni destinati al pascolo nella viticoltura. Nel 1980 Fabrizio Ragnedda (che si occupa di vigna e cantina) seguito quasi subito dal fratello Mario (che segue il commerciale), prende in mano l’azienda e nel 1981 nasce la prima etichetta. Si uniscono più tardi gli altri 4 fratelli e la madre. Nell’arco di 10-15 anni il marchio Capichera si diffonde in tutto il mondo portando in alto la bandiera della Sardegna e del Vermentino.

Aumentano via via le etichette, e si comincia anche a produrre vini rossi, in particolare da uva Carignano, che viene per la prima volta impiantata in Gallura. E così nascono vini ambiziosi e strutturati come Assajè e Manthenghja.

Abbiamo incontrato Fabrizio Ragnedda per capire meglio i segreti di questo successo.

Fabrizio passa gran parte delle sue giornate nelle vigne, con le quali vive un rapporto di vera e propria simbiosi.

Fabrizio Ragnedda davanti alle vigne di Palau

I vigneti sono situati prevalentemente su tre corpi, uno vicino alla Tomba dei Giganti (meta di visite frequenti dei turisti) dal quale si realizza il Capichera, uno a ridosso della cantina da cui si realizza il Vigna ‘Ngena ed i vini rossi, ed uno a Palau che dà luogo alla Vendemmia Tardiva.

Grande attenzione alle vigne dunque in tutti i periodi dell’anno. Ed il risultato è evidente nel calice. I vini dell’azienda vanno dall’ottimo all’eccellente e non c’è prodotto della gamma che non sia convincente.

Oggi vi parliamo delle nuove annate dei vini bianchi dell’azienda. Dei rossi (che non sono affatto da sottovalutare) parleremo più in là.

 

Ed ecco le nostre sensazioni:

Lintori Bianco 2017: anche quello che nasce per essere il vino più semplice in casa Capichera ha la sua personalità e struttura. Ha ricordi salmastri e di frutta secca.

Vermentino di Gallura Vigna ‘Ngena 2017: mineralità, sapidità ed avvolgenza sono al centro dell’assaggio, seguite da lunghezza iodata e salmastra. Una grande annata per il Vigna ‘Ngena.

Capichera 2016: alle note minerali si affiancano sentori di fiori e frutti bianchi fino a comporre un bellissimo ed articolato quadro organolettico. Complesso ed elegante.

Capichera VT (vendemmia tardiva) 2015: il VT presenta la sua consueta struttura ed è, come sempre, il vino in cui la macchia mediterranea con i sentori di ginepro, cisto e mirto, la fa da padrona. Il sottofondo suona le note della mineralità e miele.

Santigaini 2013: l’ampiezza di questo vino fa veramente impressione, con sentori che vanno dalla frutta secca al granito, dagli agrumi ai fiori bianchi, dalle erbe officinali alla pietra focaia. La materia poi è imponente e rende il Santigaini indimenticabile. Un Vermentino che non tradisce le ambizioni (il prezzo supera i 100 euro).

 

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