Aziende

Le Olimpiadi di Rio 2016 e il Vino di Lidio Carraro

La storia vinicola brasiliana ha le sue origini con l’emigrazione della comunità italiana in questo paese tanti e tanti anni fa.

Essa giunta in queste terre hanno constatato che questo immenso territorio aveva le potenzialità per costruire una nuova viticoltura che prendesse spunto dall’antica tradizione italiana.

Consideriamo che in quel periodo, gli emigrati avevano la necessità di sopravvivere e costruirsi un nuovo futuro  e, come ogni italiano che ha varcato i confini della propria patria, ha saputo vedere quali erano i settori che meglio rispondevano ad un sviluppo futuro, anche  non  competenti in materia  hanno cercato di sfruttare le viti presenti nel territorio , sino ad allora completamente trascurate, cercando di far nascere una fonte di sostentamento economico.

Con l’arrivo della Filossera , la grande piaga che si è abbattuta nel mondo vinicolo, li ha portati ad importare dall’America le viti americane , cabernet sauvignon, merlot e chardonnay i principali vitigni,  non riuscendo però ad ottenere vini di alta qualità.

Soltanto nel 1990 i viticoltori della Sierra Gaucha , la zona più vocata alla viticoltura di tutto il Brasile, hanno deciso di fare il salto di qualità e di importare da Francia e Italia le viti tipiche di questi paesi  e la loro filosofia di lavorazione in vigna e in cantina, cercando in tal modo di dare un nuovo impulso alla viticoltura locale.

13331092_980449295409375_1869285308720592467_n

il Brasile e le sue zone vinicole

Oltre alla Sierra Gaucha si sono scelte le zone più a Sud del Brasile in prossimità del Tropico del Capricorno, dove le temperature risultano essere più fredde rispetto al resto del paese, infatti in alcune zone a Nord si riescono a fare ben  due vendemmie l’anno, con la presenza di 4 stagioni ben distinte come nei luoghi dove la viticoltura ha il suo massimo splendore.

La diffusione dei vigneti in zone tra loro diverse sia per composizione del terreno sia per clima ha portato ad ottenere una diversificazione dei vini, ma  soltanto da pochi anni si è riusciti a valorizzare il vino brasiliano, cambiando sia le tecniche di vinificazione che di produzione,  oggi appaiono molto più moderne e si è puntato sulla  valorizzazione dei vigneti internazionali come il Cabernet, il merlot, lo chardonnay e  altri.

Questo ha permesso ha permesso ad un settore economico che fino a qualche anno fa  ad esclusivo appannaggio degli stati vicini come Cile e Argentina, di sviluppare con decisione  e cercare di riconquistare il mercato interno fondamentale per la crescita della viticoltura.

Dobbiamo considerare che pur con una notevole popolazione il vino è poco bevuto dai brasiliani , sia per motivi legati al clima, fa molto caldo, sia per un fattore economico, il suo costo è spesso elevato, sia per un aspetto culturale, il vino in Brasile è considerato un Status Simbol , bevuto dalle persone agiate e non dalla gran parte della popolazione che vige in uno stato di povertà.

Proprio per questo motivo Governo e Aziende da alcuni anni hanno deciso di volgere i loro sforzi verso questo settore, che appare essere di notevole importanza per l’economia di questo Stato  e  non deve in alcun modo essere terra di conquista per aziende vinicole straniere.

13412991_980449122076059_8475757320489026950_n

Monica Rossetti racconta l’azienda


Il Governo
ha attuato delle restrizioni doganali che portano a pagamento di dazi, che variano da zona a zona, con lo scopo di scoraggiare l’importazione del vino dall’estero. Questi dazi sono spesso pari al 100% del prezzo del vino importato , talvolta anche superiori.

Le aziende hanno contribuito diversificando i loro prodotti, proponendo alla popolazione brasiliana vini più semplici sia nella beva, più freschi, che nel prezzo, dunque più consoni alle loro possibilità e ai loro gusti.

Si vuole cambiare il concetto per cui il vino è un prodotto di nicchia e deve essere bevuto dalla gente ricca, esso deve essere bevanda anche per i più poveri  e a tal proposito sostituire o integrare il consumo di birra che fino ad oggi l’ha fatta da padrone tra le fasce di reddito più basse.

Quale miglior veicolo per far conoscere un prodotto poteva esser trovato se non con le Olimpiadi di Rio 2016, esso permette di porre il vino brasiliano all’attenzione di tutta la popolazione mondiale,  nasce il progetto FACES che ha visto i primi barlumi con i Mondiali di Calcio svolti sempre in Brasile nel 2014 , con esso si vuole  mostrare la freschezza e giovinezza del nuovo Brasile attraverso il vino.

Vengono così creati vini di facile beva, che si affiancano a quelli tradizionali, e gli spumanti, l’alfiere di questo messaggio è l’azienda LIDIO CARRARO , nata nel 2001 e si è distinta da subito in questo settore con una produzione vinicola di alto livello, e proprio grazie a loro si vuole trasmettere il messaggio che anche in Brasile si possono ottenere grandi vini che esprimano il ” gusto Brasile  espressione di quello che tutti considerano il polmone del Mondo.

Lidio Carraro è un azienda a carattere familiare che ha utilizzato le nuove tecniche  per adattare i vitigni alle terre più vocate, si è puntato ad uno studio approfondito del territorio per ottenere i massimi risultati nel vino.

La loro è una filosofia PURISTA che prevede lavorazioni importanti in vigna e il non uso dei legni in cantina, ricercando nei vini quella acidità che permette loro di affinare per molto tempo in bottiglia.

Sono state sostituite le vecchie vigne a tendone con quelle a spalliera , ricercando la differenziazione dei vini con tecniche di lavorazione non omogenee su filari appartenenti agli stessi vigneti di grandi estensioni , ottenendo cosi delle zonizzazioni all’interno di uno stesso vigneto che poi caratterizza i diversi vini prodotti.

In questo modo l’azienda riesce a produrre circa 20 etichette pur tutte con ottima qualità e grazie a ciò si è garantita la fama di eccellenzza nel panorama vinicolo mondiale con diversi riconoscimenti.

13332814_980450245409280_8929499324105540315_n

Ambasciatore del Brasile Ricardo Neiva Tavares e Monica Rossetti

Il suo enologo la Sig.ra  Monica Rossetti che oltre a svolgere il suo ruolo nelle vigne e in cantina si è resa disponibile a promuovere i vini e il Brasile in tutto il Mondo.

Questa volta si è travata a Roma presso l’Ambasciata del Brasile a piazza Navona , che ha visto  lo stesso Ambasciatore Ricardo Neiva Tavares accogliere con entusiasmo  l’azienda negli storici palazzi ed esser presente durante l’evento anche se per pochi minuti.

Quale luogo  poteva accogliere la divulgazione di un cosi importante messaggio per il mondo vinicolo brasiliano, se non la loro Ambasciata visto che sarà per i prossimi mesi il più importante Ambasciatore nel Mondo intero di un territorio, di una cultura , di un modo di essere.

Veniamo ora ad i vini che ho potuto assaggiare durante l’evento:

DSCN0463 (2)

 Faces 2015 – Chardonnay 

questo vino fa un anno di bottiglia prima di andare in commercio e ci fanno notare che è stata già imbottigliata l’annata 2016, infatti si ha una vinificazione senza macerazione sulle bucce, unaa pressatu lavorazione con unra soffice dei grappoli e un imbottigliamento quasi immediato. Profumi di mela , pera, fiori bianchi e frutta tropicale, vino fresco , sapido di facile beva con un retrogusto di mela e pera, rappresenta il vino che dovrebbe sostituire la birra nei consumi interni del Brasile anche grazie al suo costo

PAX  2012- Tannat

Vino creato per le Olimpiadi, è il vino della pace ,  con la sua forza ed eleganza deve rappresentare al meglio questo evento.

Le uve vengono raccolte a mano solo quando si ritengono pronte, mature e leggermente disidratate in modo che i tannini non siano assolutamente acerbi, ciò permette al vino di durare nel tempo. Questo richiede più raccolte, dato che vengono colti solo i grappoli con le caratteristiche richieste, poi il vino rimane 40 giorni a macerare sulle bucce e dopo un affinamento di circa 18 mesi in acciaio continua la sua maturazione in bottiglia dove può rimanere anche 10 anni dove si sviluppano le note terziarie.

Al naso note di frutta rossa matura, ciliegia, prugna, spezie dolci, liquirizia e note fume.

Il tannino è ben presente ma non aggressivo con una bella nota acida che fa pensare al suo lungo divenire nel tempo, poi spezie dolci e ciliegia e grande concentrazione, nel finale una leggera nota sapida che ne mostra la giovinezza

Quorum 2008 – Merlot. Tannat. Cabernet franc e Cabernet Sauvignon

E’ il vino più importante dell’azienda, al naso giungono note erbacee, frutta rossa, liquirizia e spezie dolci. Al palato troviamo un tannino rotondo che mette in evidenza l’eleganza di questo vino, poi una bella acidità e spezie dolci che ne caratterizzano il finale.

Vino che nasce su un terreno basaltico di origine vulcanica che gli trasferisce tutte le sue caratteristiche.

Ti aspettiamo a Rio 2016, Lidio Carraro e buona fortuna.

Daniele Moroni

 

 

 

 

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PER INFORMAZIONI PUBBLICITARIE CONTATTARE LA REDAZIONE
To Top