Aziende

L’azienda la Biagiola e le sue anfore di Cocciopesto

il sito archeologico della Biagiola

 

La giovane azienda  “La Biagiola” ubicata nel territorio  di Sovana (Sorano, GR),   non ha nel vino il suo unico tesoro, essa è anche custode di un sito archeologico che presenta la particolarità di essere pluristratificato: su una villa arcaica di origini etrusche  si trovano incamerati i resti di una villa romana di età imperiale; le strutture romane furono riutilizzate nell’Alto Medioevo per una necropoli longobarda, che ha restituito corredi tombali di grande ricchezza e interesse.

sito archeologico pluristrato

Si tratta di un giacimento archeologico di estremo interesse in un’area già conosciuta per le sue necropoli etrusche, i castelli e le chiese medievali. Il sito è stato individuato dai Volontari del Gruppo Archeologico Torinese, ed è oggetto di un progetto di ricerca sotto la Direzione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana.

vasche di decantazione

la base di un antica anfora

 

 

 

 

 

La presenza di antiche vasche di decantazione associate ad anfore di antichissima età ,di cui possiamo vederne la base, ci fanno pensare che questi luoghi sono stati con etruschi e romani adibiti alla produzione di olio e vino.

Cosi quasi a voler continuare questa tradizione Carla Scigliano e il suo socio Leonardo Santarelli hanno deciso di produrre  un bianco affinato in anfora di cocciopesto, risultando oggi  la prima azienda in Italia a commercializzare un vino bianco prodotto in questo materiale che, come testimoniano ritrovamenti nell’area archeologica, già veniva usato in antichità come materiale di isolamento.

le anfore in cocciopesto

Trattasi di una tecnica di vinificazione  che riaffiora dal passato – pensiamo che è la seconda più antica, successiva solo all´utilizzo delle pelli di animali – che sta riscuotendo uno straordinario successo anche nel presente. Sono delle anfore alte circa un metro e 50 e 2 metri, realizzate con la tecnica del “colombino”, che consiste nell´aggiungere al manufatto non più di 10-15 centimetri ogni giorno. Questo perché il peso della terra bagnata nella parte più alta, nel momento dell´asciugatura, andrebbe a cadere. Invece così facendo si crea un struttura solida e con  diversificazioni di pressione.

Il Cocciopesto  ha manifestato una ottimale micro ossigenazione, rendendo il vino particolarmente pulito ed armonico.  Ha anche la caratteristica di offrire  una alta resistenza,  una notevole inerzia termica e garantisce al vino un evoluzione ottimale grazie alla sua forma ovoidale.
Un ultimo elemento da non sottovalutare è l´economicità: un´anfora in terracotta costa circa € 9000,00  ma la sua durata è  elevata.

la grande anfora di cocciopesto

I contenitori in Cocciopesto DRUNK TURTLE,  utilizzati dalla Biagiola sono realizzati con tecniche artigianali, usando materie prime selezionate,derivanti dall’impasto crudo composto da frammenti di laterizi macinati ( coccio ), sabbia, legante cementizio e acqua. Alla fine del processo di asciugatura naturale, il materiale mostra una notevole microporosità che porta ad esaltare, nella vinificazione e nel successivo processo di affinamento, le qualità organolettiche, arricchendo e amplificando l’aroma del vino.

La Biagiola utilizza le anfore in cocciopesto esclusivamente per un vino bianco, Vermentino, gli altri  suoi vini provengono da vitigni autoctoni (Sangiovese, Alicante,  aleatico, viognier  ), coltivati a basso impatto su terreno vulcanico estremamente fertile, con presenza di pomice, basaltico e ceneri .

le viti di vermentino

Il sistema di allevamento delle viti è a guyot per i bianchi e a cordone speronato per i rossi,  con un estensione totale delle vigne di 8,5 ettari di cui circa 4,5 per il solo sangiovese, completa la coltivazione dei terreni un  oliveto di 1,5 ettari che permette all’azienda di produrre un olio molto interessante.

Parliamo dei vini assaggiati , Carla mi ha messo a disposizione tutti i suoi vini e di alcuni anche annate diverse permettendomi di valutare al meglio la produzione.

i vini della Biagiola

Matan 2016 – maremma toscana DOC – (85% Vermentino – 15% Viognier)                                            il nome  proviene dalla parola etrusca  “vaso per bere e mangiare”  e ben lo rappresenta , si percepiscono da subito note agrumate e fiori bianchi, che fanno da apripista ad  acidità e sapidità ben equilibrate tra loro.

Matan 2013

Matan 2013 – maremma toscana DOC – (85% Vermentino – 15% Viognier)                            l’evoluzione del precedente dove note di idrocarburi e fumé si aggiungono a quelle agrumate e floreali, una bella acidità introduce note di lime e  spezia, bella persistenza abbinata ad un finale di mandorla amara.

Cocciopesto 2015

Cocciopesto 2015  –  (60% Vermentino – 40% Viognier)                                                                       prima annata in commercio per questo vino di cui si producono appena 1200 bottiglie annue , fa 18 mesi in anfora di cocciopesto e messo in bottiglia senza essere filtrato, nel bicchiere appare pulito, note agrumate di fiori bianchi e fumè ci introducono ad un assaggio dove una bella acidità esalta note  di frutta esotica e di agrumi.

Pesna 2015

Pesna 2015 – ( 100% Vermentino)                                                                                                                     il  vino fermenta in Tonneaux di primo passaggio con Lieviti indigeni e viene lasciato invecchiare sulle feccie per 12 mesi in legno.  Note di vaniglia, fumé, fiori bianchi e spezie incorniciano una bella acidità.

Tesan 2016

Tesan 2016  -maremma toscana rosso DOC – (60%Sangiovese – 40% Alicante)                              note dolci di marasca matura e frutta rossa fanno da apripista ad un vino di bella beva con una buona acidità anche se ancora molto giovane.

Alideo 2013

Alideo 2013 – toscana rosso IGT – (100% Sangiovese)                                                                  Scaturisce da una selezione in vigna delle uve provenienti vigne più vecchie dell’azienda, sentori di spezie, frutta rossa e ciliegia sotto spirito introducono un vino di grande equilibrio dove una nota dolce ben si integra con un finale di pepe nero.

Alideo 2012

Alideo 2012  – toscana rosso IGT -(100% Sangiovese)                                                                              un vino che mostra  bene la differenza con l’annata  2013;  note di ciliegia e  spezie li  accomunano ma un tannino scalpitante e mai domo lo rendono intrigante nella sua irruenza, finale speziato e persistente, un vino con tanta strada da fare.

Daniele Moroni

 

 

 

 

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