Degustazione

La sfida tra il VIN COTTO e il PORTO TAWYN

Cucina e Vini , da sempre alla ricerca di nuove sfide enogastronomiche, ha proposto , in collaborazione con un famoso ricercatore e affinatore di formaggi romano, La Tradizione, una sfida tra 2 vini che rientrano nella definizione di ” vino dolce”  diversi tra loro, in virtù di  una storia ben distinta che li caratterizza profondamente .
Parliamo del ” vino cotto ” di Marramiero e del “ Dow’s Old Tawyn Ports 20 anni “.
Per meglio scoprire differenze e affinità, li si è confrontati mediante il loro abbinamento con formaggi di diversa provenienza, struttura e caratteristiche, che ne hanno messo a dura prova la loro capacità di  esaltare o peggiorare le proprie caratteristiche.
Iniziamo con il descrivere i due vini:

portovinocotto1

vin cotto LIVIA

– Il vino cotto di Marramiero – Livia – in onore della mamma del patron dell’azienda , che tanto lo ha desiderato e richiesto , proviene dalla tradizione abruzzese e marchigiana.Lo si definisce ” una bevanda alcolica proveniente dalla fermentazione del mosto cotto d’uva e il mosto d’uva tradizionale “.
La sua nascita deriva dalla necessità che si aveva nei tempi passati di conservare il vino e questo lo si otteneva mediante la concentrazione degli zuccheri.
Oggi come allora si pone il mosto d’uva sulla fiamma viva fino a concentrare gli zuccheri, mediante una riduzione di 2/3 della massa iniziale.
Marramiero ricerca in questa fase la caramellizzazione più che la concentrazione degli zuccheri.
Dopo questo procedimento, il mosto rimasto viene prima fatto raffreddare e subito dopo, mediante la ricolmatura delle barriques, si ricompone la massa iniziale con mosto fresco.
La sua successiva fermentazione avviene sempre in barrique di legno chiaro ( melo, pero, acacia, frassino ) con differenti capacità, aggiungendo lieviti selezionati proveniente dalla fermentazione dell’anno precedente e conservati mediante liofilizzazione.
Si ottiene un vino che inizia il suo affinamento  sulla “ madre ” utilizzando ” il metodo Solera ” cioè un ricolmamento della barriques più vecchia con vino dell’annata precedente , e cosi via per ogni altra annata seguente fino a giungere a quella attuale.
La produzione di questo vino di 13,7° proviene da uve Montepulciano ed è limitata a 1900 bottiglie di 0,375l l’anno con un costo in enoteca di € 30,00.
– L’altro vino è il Porto tawyn 20 anni , un vino prodotto dalla miscelazione di diverse annate con maturazione di tipo ossidativa per molti anni in legno , in cui acquisisce complessi aromi e un intenso colore , l’età di questi vini è stabilita dall’età media di tutti i vini utilizzati nella miscela.
Le note degustative dei due vini :
vin cotto : al naso frutta rossa matura, leggera nota alcolica e note eteree finali , oltre ad una nota       fumè
Porto Tawyn : al naso ciliegia sotto spirito ,spezie frutta secca tabacco nota eterea

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Analizziamo l’elemento caratterizzante di questa simpatica sfida, l’abbinamento con i formaggi selezionati da Cucina e Vini
Il primo formaggio il Bitto 2009 , fatto con latte intero a cui viene aggiunta una piccola parte di latte di capra e all’assaggio ci mostra note burrose e di nocciola, vede il Vin cotto trovare un abbinamento migliore, in quanto non si fa sopraffare dal sapore intenso del formaggio riuscendo a mitigarlo e a renderlo più delicato.
il secondo formaggio il Blu di capra fatto integralmente con latte di capra, formaggio più delicato del primo ,vede il Porto uscirne vincitore, anche se con questo formaggio sarebbe stato meglio abbinare un passito di uve bianche
il terzo formaggio il Blu di bufala, ci troviamo di fronte ad un formaggio con una bella nota sapida tipica del latte di bufala , che ha trovato nell Porto il miglior abbinamento.
quarto formaggio il Blu di pecora, in questo caso sono evidenti le note burrose e di nocciola , il Vin cotto sembra abbinarsi meglio
L’ultimo formaggio il Blu in vinacce , appartiene alla famiglia dei gorgonzola, e viene affinato direttamente dallaTradizione nelle sue stanze di affinamento.
Abbiamo in questo caso grandi sorprese, principalmente dal formaggio che risulta essere veramente molto buono,  poi si constata che l’abbinamento con i due vini è altrettanto interessante anche seguendo strade diverse tra loro,
Il Vino cotto con questo formaggio sembra ringiovanire, le note di frutta matura si trasformano in frutta fresca, mentre con il Porto vengono fuori note di fragola, lampone e melograno, non presenti inizialmente.
L’ assaggio di entrambi  ha veramente stupito tutti i presenti e ha diviso le opinioni su quale fosse più apprezzato in sala.
Questi giochi  permettono di scoprire nuovi orizzonti, attraverso a cibi e vini i, e spingono la nostra conoscenza oltre quella staticità che al dunque è il termine di una normale vita.
Daniele Moroni

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