Aziende

La natura è vino. Vignaioli Naturali.

Vite, vita, natura. Un trio che ben si addice alla manifestazione svoltasi a Roma nelle giornate di Sabato 19 e Domenica 20 Novembre 2016 presso il Westin Excelsior di Via Veneto. La vite è una cosa viva ed allo stesso tempo è vita e quest’ultima ha bisogno della natura, ecco il perchè dico che tutto si addice alla perfezione per Vignaioli Naturali 2016, evento organizzato ogni anno da Tiziana Gallo. Il tutto si è svolto con un’organizzazione curata in ogni minimo dettaglio, avendo la massima disponibilità da parte del personale, fermo restando il grande merito da riconoscere all’organizzatrice dell’evento, che non solo è riuscita a riunire tanti vignaioli naturali, non solo italiani, ma anche internazionali. Tanto è vero che nel pomeriggio di Sabato l’affluenza di persone è stata notevole, quasi causando difficoltà nel muoversi all’interno delle sale dove si trovavano i banchi d’assaggio. In poche parole una manifestazione che stupisce positivamente sempre, essendo all’altezza di portare delle novità e per giunta di un certo livello. In due sale dell’Hotel Westin Excelsior c’è stato l’imbarazzo della scelta, da chi e da dove iniziare, per avere la conferma che nella maniera meno alterata possibile, si possono ottenere vini (dai fermi, a quelli spumantizzati) di alto livello, andando da quelli più beverini, per arrivare a quelli più importanti ed impegnativi. Il concetto però è univoco per tutti, cioè utilizzare tecniche di coltivazione, trattamenti, processi di vinificazione quanto più naturali possibili, per far si che il prodotto finale sia quanto più sincero possibile. Molte sono state le sorprese, da quelle nazionali, a quelle internazionali che di seguito vengono descritte.

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I Clivi

Friuli Venezia Giulia – I Clivi

Siamo nella zona molto vicina al confine con la Slovenia, che tutto o quasi tutto venga fatto fare alla natura lo si capisce dall’età dei vigneti che va dai 60 agli 80 anni, i vini assaggiati (tutti bianchi) hanno carattestiche ben precise che si differenziano dai vini che si ottengono con uve analoghe utilizzate da altri.

  • Ribolla gialla 2015

Il colore è un giallo verdolinio molto tenue. I sentori sono lineari, erbaceo, fieno, erba secca, sentori tenui di agrumi. In bocca si ha un riscontro di quanto sentito a naso, un’acidità piacevole e delicata. Progressione discreta e persistenza nella media.

  • Malvasia 2015

Colore giallo paglierino. a naso è elegante, non è invadente, non sembra quasi di bere un vino ottenuto da vitigno aromatico. Buona beva, in bocca è lineare. Discreta la persistenza.

  • Verduzzo 2015

Il suo colore è un giallo verdolino. I sentori a naso che si sentono in maniera inequivocabile sono l’erbaceo di erba falciata, la nota gessosa e la nota iodata. In bocca c’è la sorpresa. Già ad un primo assaggio si sente pastosità e personalità. Una progressione notevole con un ritorno di note muschiate che persistono a lungo. Conoscendo la “scorbuticità” del Verduzzzo si deve dire che è un bel vino.

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Pinner 2015 – Cavallotto

Piemonte – Cavallotto

Anche per questa azienda non ci sono dubbi, la naturalità che “l’uva richiede per diventare vino, per le quattro fasi che sono necessarie, ossia: vinificazione, invecchiamento, imbottigliamento, affinamento.” Questo è quanto detto dall’azienda. Il Piemonte, è terra di rossi? Bene, si assaggia un rosso…, ma vinificato in bianco!

  • Pinner  2015 – Pinot nero vinificato in bianco

Un giallo dorato è il “suo” biglietto visivo. I profumi sono di pietra focaia, canditi, miele. Degustarlo in bocca è un piacere, mineralità, struttura, bel bilanciamento fra le varie componenti. Sembra di assaggiare uno champagne “fermo”. Progressione notevole, bella persistenza.

Rimanendo sempre in Piemonte ed assaggiando un bianco di cui le caratteristiche sono da rosso, il Timorasso ed un rosso che non è fra i più conosciuti in questa regione, la Croatina, sempre e comunque interessante.

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La Romba 2015 – La Colombera

 

Piemonte – La Colombera

Una politica aziendale nel pieno rispetto della natura e del prodotto, tanto è vero che le vigne più giovani producono il vino che viene venduto sfuso.

  • Derthona  2015 – Timorasso

Colore giallo dorato. La giovinezza non gioca a favore di questo vino, infatti i profumi non sono nitidi, frutta a polpa bianca, canditi, un accenno di erbaceo. Lo stato evolutivo promette bene. In bocca è rotondo, corposo. Anche qui vale quanto detto prima, il tempo darà un bel vino.

  • La Romba 2015 – Croatina

Ha un colore rosso rubino. Il bouquet è chiaro, sentori di china, frutta a bacca rossa, lievi accenni di note speziate. Elegante e lineare in bocca, buona freschezza che lo contraddistingue. Un vino polivalente. Persistenza buona, progressione discreta.

Liguria – Santa Caterina

Per un’azienda che si trova in una delle aree più naturali in assoluto, fra le colline ed il mare, il rispetto per la natura da parte del produttore, si può definire un dovere. Infatti iniziando per eredità, si producono vini nel pieno rispetto della natura oltre che del prodotto finale. Essendo in Liguruia è d’obbligo l’Albarola.

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Poggio al bosco 2014

  •  Poggio al bosco 2014 – Albarola

Un giallo paglierino tenue nel calice. I profumi sono delicati ma ben decifrabili, nota iodata, fieno, macchia mediterranea, camomilla e finale di sacco di juta. Signorile a palato, un bilanciamento ben riuscito, ovviamente non è un vino impegnativo, ma polivalente si. Da aperitivo a piatti delicati a base di carni bianche o anche di verdure.

Lazio – Azienda Vitivinicola Carlo Noro

Se quello che viene detto (ma soprattutto scritto) da un’azienda è quanto segue: “Di questa terra dobbiamo rispettarne le leggi biologiche oggi ancora in parte sconosciute; dobbiamo curarla, poiche’ l’uomo in questi ultimi 50 anni ha deturpato l’intero territorio agricolo applicando ad esso l’agronomia convenzionale. L’essere umano non ha capito che la natura non la si deve combattere con le leggi dettate dalla scienza meccanicistica connessa all’agroindustria.”, non penso bisogna aggiungere altro in merito a natura e rispetto per l’ambiente! Essendo nel Lazio il Cesanese del Piglio non può e non deve mancare ed in aggiunta una Passerina per par condicio.

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Collefurmo 2013 – Costafredda 2014

  • Collefurmo 2013 – Cesanese di Affile

Rosso rubino brillante. Sentori di spezie, pietra focaia, humus, resina di pino, accenni di zenzero. In bocca fa sentire i suoi tannini che non sono ancora “smussati” del tutto, ma con il tempo troveranno assieme alla freschezza ed all’alcolicità il giusto equilibrio. Buona persistenza e progressione. Ancora un altro anno e inizierà a dare il meglio.

  • Costafredda 2014 – Passerina del Frusinate

Un giallo paglierino carico ha nel calice. I sentori sono decisi, ben marcati ed accattivanti. Nota iodata, pietra focaia, erbe officinali, impossibile non dire che non sia una Passerina del Frusinate. A palato è pastosa, bella sapidità e nota minerale, bilancia bene l’acidità. Progressione e persistenza che lo contraddistinguono.

Lazio – Piero Ricciardi e Lorella Reale

Utilizzo di sole sostanze naturali e concimazione dei terreni tramite sovesci e sostanze organiche per dare il giusto alle piante di vite e perchè queste si possano esprimere in maniera quanto più naturale possibile. In questo caso di può dire a tutto Cesanese, poichè ho degustato tre Cesanese di Affile, ognuno con caratteristiche ben precise, ma che allo stesso tempo erano da filo conduttore l’uno, verso l’altro.

  • Neccio 2014 – Cesanese di Affile

Rosso rubino scarico. Olfattivamente è di carattere e di personalità, con note terrose, cenere, grafite, pietra focaia. In bocca non lascia delusi da quanto sentito a naso, la nota minerale è presente, con un finale salmastro. Buona beva. La retrolfattiva non fa sentire il passaggio in legno. Grande persistenza e notevole progressione.

  • Càlitro 2014 – Cesanese di Affile

Rosso granato. A naso è complesso, i sentori anche in questo caso sono molteplici, dalla nota di pietra focaia, al carrubo, per poi passare alla nota foumè. Corrispondenza fra olfatto e bocca, buona pastosità, tannini di sostanza e sapidità che si fa sentire. Progressione e persistenza notevoli.

  •  Collepazzo 2014 – Cesanese di Affile

Un rosso rubino lucente. Si discosta dai primi due. Qui i sentori sono di frutta a bacca rossa, erbe officinali, oltre alla pietra focaia ed il finale di resina. Bevibilissimo, rotondo e fresco, non è stancante, pur avendo struttura e pastosità, ma lineari. Bella persistenza e discreta progressione.

Basilicata – Cantina Madonna delle Grazie

Il “credo” è quello dei ricordi passati e di continuare ad applicare gli stessi sistemi e pratiche di coltivazione e di vendemmia, al fine di avere dei prodotti genuini e rispettosi dell’ambiente. Questa è la filosofia della Cantina Madonna delle Grazie, che essendo in una regione che per i vini è famosa per l’Aglianico del Vulture, produce anche un Aglianico vinificato in bianco.

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Leuconoe 2014

  • Leuconoe 2014 – Aglianico vinificato in bianco

Ha un colore giallo paglierino tenue. A naso conserva le note minerali e di pietra focaia, aggiungendo connotati di erba di campagna ed accompagnate con sentori di zenzero. A palato conserva la sua corposità, con una freschezza che deve essere di un bianco. Persistenza e progressione discrete.

Sardegna – Cantina Canneddu

La Sardegna è il regno del Cannonau e per l’appunto la Cantina Canneddu, produce solo Cannonau. Le parole per rimanere in tema con la manifestazione dei Vignaioli Naturali sono: tradizione e rispetto verso la natura, i loro terreni ed il loro vino non subiscono alcun tipo di trattamento chimico.

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Zibbo 2015

  • Zibbo 2015 – Cannonau

Si presenta visivamente con un rosso rubino vivo. A naso si sente la macchia mediterranea, il mirto, l’erba balsamica, una nota lieve di liquirizia. In bocca fa sentire il suo carattere, con tannini ben marcati, freschezza che controbilancia e l’alcolicità che dà quel giusto mix. Rimane per parecchio tempo in bocca, avendo anche una bella progressione.

Spagna – Clos Lentiscus

Non solo Italia, ma anche qualche nazione neo – latina. Questa azienda non fa uso di pesticidi e di diserbanti, ma utilizza sistemi di coltivazione antichi dal piantare e fare alcuni trattamenti a seconda delle fasi lunari, se non sono metodi antichi questi! Dell’azienda Clos Lentiscus mi ha colpito soprattuto uno spumante.

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Clos Lentiscus – Blanc de Blanc Classic Brut Nature

  • Clos Lentiscus – Blanc de Blanc Classic Brut Nature

Colore giallo paglierino, perlage fine e persistente. Lieviti e pan di spagna, sono i primi sentori a naso, poi viene fuori la frutta candita e la frutta a polpa bianca (pesca). In bocca si ha la sorpresa, pastoso ed avvolgente. deglutito si ha una bella freschezza in bocca, per poi avere il vero colpo di scena con una progressione eccezzionale e con un ritorno in bocca di sesamo.

Fabio Cristaldi

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