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La Calabria questa sconosciuta : Azienda Ferrocinto ( CS )

La Calabria è una regione poco conosciuta nel panorama vinicolo internazionale, l’unica zona che il consumatore tende a ricordare di questa regione è Cirò con il suo omonimo vino. Per il resto sembra esserci deserto, per molti versi ciò è dovuto a una mancanza di stimoli  in questo settore dell’agricoltura che ha influenzato negativamente il consumatore locale il quale mai ha preteso vini di un certo spessore da queste terre.

Oggi pia piano la situazione sta cambiando, con grande stupore scopro che un azienda, in provincia di Cosenza, ha cercato modificare questo stato  lanciandosi in un impresa con tante incognite ma grandi aspettative, utilizzando i terreni di proprietà situati in un  luogo incontaminato che da dimora alla cantina: il territorio del Pollino.

la dimora Ferrocinto

Stiamo parlando di Ferrocinto azienda di antiche origini, che deve il suo nome ad un edificio dalla caratteristica forma di fortino, con pianta quadrangolare e torri semicircolari disposte agli angoli,  ubicata sulla sommità di una collina sita nel centro della proprietà.

Costruita nel 1847 dal Barone Girolamo Salicuti nei terreni siti ai piedi del Massiccio del Pollino, oggi parco naturale, Ferrocinto è divenuta nel tempo “faro” di un’agricoltura dedita alla coltivazione degli alberi da frutta e solo ultimamente convertita per una piccola parte alla viticoltura.

I terreni che circondano l’azienda,  sono per l’85% utilizzati per la coltivazione di alberi da frutta e per il 15% in vigneti, questo genera  non soltanto la qualità ma anche la giusta atmosfera  per godere al meglio dei prodotti che vi nascono, così in questa piana circondati dalle montagne si ha l’impressione di trovarci nelle Ande peruviane.

le vigne

Le vigne sono coltivate biologicamente con defogliazione manuale e diradamento dei grappoli in eccesso , attualmente si hanno 40 ettari distinti da vitigni a bacca rossa e bianca, con ulteriori 10 ettari da poco impiantati.

Si era partiti prendendo in considerazione principalmente i vitigni a bacca rossa , poi ci si è accorti che questi territori erano anche vocati per accogliere le viti a bacca bianche generando nel tempo ad una sostituzione dei vitigni con un incremento delle stesse.

Oggi l’azienda produce circa 450.000 bottiglie , principalmente dei suoi vitigni tipici il Magliocco canino, l’Aglianico per i rossi e il Mantonico per i bianchi, non rinunciando a piantare anche vitigni internazionali fortemente richiesti dalla clientela estera.

 

Luigi Nola

Spetta all’amministratore dell’azienda  Luigi Nola  il compito di evidenziare’ che questa azienda, di proprietà della famiglia Salituri,  è  organizzata sulla base di una “gestione manageriale” dove il pareggio economico  diviene uno degli elementi fondamentali, il che significa che i prezzi dei vini sono legati da subito ad una giusta remunerazione di ogni processo di vinificazione, e proprio perché fatto con attenzione e passione deve essere ripagato nella giusta misura,  questo è il fondamento per una lunga durata di un azienda

Conseguentemente  a questa politica manageriale l’azienda ha la possibilità di  divenire giusto appoggio per le micro-economie della zona. Cosi i piccoli viticoltori, con vigne inferiori all’ettaro, che non possiedono strutture proprie,  in quanto antieconomiche, possono utilizzare la cantina Ferrocinto per vinificare autonomamente, senza sobbarcarsi  spese che li porterebbero a fare un vino di scarso livello o nella peggiore delle ipotesi ad abbandonare le vigne.

Questo atteggiamento fa onore alla famiglia Salituri, gli attuali proprietari, in virtù di un loro appoggio ad una economia vinicola quasi completamente sconosciuta, da queste parti, sino a qualche anno fa.

i terreni rossicci

L’azienda si serve di Marco Monchiero come consulente esterno e Stefano Coppola come enologo interno, entrambi intenti a sfruttare appieno quelle vigne  ubicate su terreni ricchi di ferro e magnesio che  conferiscono al paesaggio un colore rossiccio e garantiscono una bella spinta nei loro  vini.

Parliamo di alcuni vini che l’azienda produce e che ho potuto assaggiare:

Pollino bianco 2015

Pollino bianco  2015 – terre di Cosenza – 

scaturisce dal vitigno che l’azienda ha ritenuto  capace di adattarsi a questo territorio, il Montonico,  tanto da prendere il posto di viti a bacca rossa  , da subito note di frutta esotica, una bella freschezza dote di  una buona acidità la fa da padrone, vino equilibrato nel complesso con una buona persistenza.

 

Dolcedorme 2016

Dolcedorme 2016- rosato –

vino rosato da uve di aglianico, nato per la prima volta nel 2008 da problemi tecnici nella vinificazione, non si è fatto il rosso di aglianico perché non lo si riteneva all’altezza, quindi si è optato per un rosato,da allora visti i buoni risultati l’azienda ha impiantato delle vigne proprio per fare questo vino. Note di ciliegia, fragola e rosa giungono al naso, una buona nota minerale e un finale di ciliegia interessante lo rendono piacevole.

Pollino Magliocco 2015

Pollino Magliocco 2015 

da uve Magliocco che dopo aver fatto acciaio, vedono il legno delle barrique per qualche mese, belle note terziarie giungono al naso tra cui emerge la vaniglia e le spezie dolci,  i tannini presenti non sono invadenti , un po corto nel finale.

Magliocco 2015

Magliocco 2015

da uve Magliocco , vino vinificato esclusivamente in acciaio, rappresenta l’espressione della viticoltura della zona di Cosenza, un vino di bella beva, non aspettiamoci fuochi d’artificio perché non ha questo fine, vuole far conoscere questo territorio a chi non lo conosce, note di viola, mora e spezie dolci ne fanno da apripista, sul palato un buon tannino fa da cornice ad una bella beva, finale di mandorla amara che non dispiace.

Daniele Moroni

 

 

 

 

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