Sicilia

IL VIGNETO SOMMERSO – GURRIDA –

” L’ambiente che ci circonda è talmente imprevedibile e capace di adattarsi a situazioni cosi estreme che spesso nessuno riesce ad immaginare di cosa esso è capace. “

La capacità che hanno gli esseri viventi presenti sulla nostra terra sono immense, l’evoluzione è sempre stata il cardine della vita di tutti gli esseri viventi, proprio per questo anche nella vite è presente questa capacità di adattamento ai fattori climatici e territoriali che le danno dimora.
Ho visto e sentito storie riguardo alla capacità delle viti di adattarsi a diversi eventi climatici, ma mai avevo avuto la possibilità di vedere una vite accettare e utilizzare come risorsa l’allagamento dei terreni ove essa vive.
Innanzitutto dobbiamo chiederci:
– può un vigneto rimanere sommerso per parecchi giorni l’anno, dipende dai fattori climatici, e dare uve da vino?
– l’ acqua rimanendo a contatto per diversi giorni con le radici può influire negativamente sulla qualità della pianta e sui frutti che da essa si generano?
Il prima risposta che ci viene da pensare è un netto NO! ,  tuttavia  in Sicilia, in un contesto di divisione fra i Nebrodi e l’Etna, in prossimità del lago Gurrida,  esiste un vigneto di antiche origini, che nel periodo invernale, viene completamente invaso dalle acque di questo lago e così vi rimane per diversi giorni, fino a che il lago decide di ritirarsi nel suo confine naturale .
La vigna si trova in un contesto dove avviene il maggiore afflusso delle acque proventi proprio dai monti Nebrodi.
Il tutto prende origine (probabilmente) in data 1536, quando a seguito di una delle tante eruzioni dell’Etna il torrente Flascio viene deviato e si viene a formare il bacino naturale del lago Gurrida.
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Lago  Gurrida

Il lago si trova ad un’altitudine che si aggira intorno a m. 1.000 s.l.m., la vigna si trova a quota m. 800 s.l.m., questo fa capire come oltre ad una sorta di inondazione, vi sia anche un’afflusso d’acqua sotterraneo mediante un sistema di vasi comunicanti.
Tutto questo viene avvalorato anche dagli studi geologici, che attestano come il terreno sia a strati vulcanici e quello  in cui sorge la vigna sia scistoso ed argilloso.
A nulla servono gli argini che sono posti tutto intorno alla vigna, perché il lago è il signore di quei luoghi e nessuno, uomo compreso, può opporsi al suo volere.
Da questa realtà si può evincere come le acque allaghino il vigneto per buona parte dell’anno, si va da fine Ottobre sino al mese di Aprile, anche se ultimamente gli allagamenti del vigneto siano divenuti altalenanti e questo può spingere a far nascere tanti misteri su questa vigna.
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il vigneto quando non è sommerso

Il primo che ci viene in mente è la capacità di queste viti di sopravvivere ad innondazioni invernali che spesso durano anche mesi e di adattarsi a condizioni estreme e allo stesso tempo fantastiche.
Si perché la vista di queste vigne  immerse completamente nelle acque, con l’Etna spesso innevato alle loro spalle,  fanno pensare a qualcosa di surreale e allo stesso tempo fantastico.
Difficile dire quali siano le vere ragioni di questa meraviglia della natura, l’unica cosa certa è che la vite è un patrimonio che deve essere conservato proprio per la grande capacità della vite di adattarsi.
Infatti una possibile spiegazione  alla sopravvivenza nel tempo di queste vigne potrebbe essere dovuta alle particolare composizione delle acque del lago Gurrida, che essendo parzialmente frizzanti hanno garantito un particolare apporto di ossigeno alle piante anche se sommerse.
L’estensione del vigneto è di Ha 40 e la parte sommersa è di circa Ha 25, mentre l’estensione del bacino Gurrida è di Ha 300.
Si dice  che questo vigneto sia stato impiantato nel 1800  per volere dell’Ammiraglio Nelson e sopravvissuto alla terribile filossera, ma se il corso del torrente Flascio fu modificato nel 1536 a seguito di eruzione vulcanica, come può esser vero tutto ciò?
Le alternative possono essere due, o il vigneto era presente prima del 1536 (ed in questo caso si è di fronte a piante con quasi 500 anni di vita!!), oppure fu impiantato in un periodo dell’anno in cui la zona dove si trova il vigneto, non era inondato (ipotesi assai remota, ma non impossibile).
L’unica cosa certa è che ancora oggi si vedono  sopravvivere  ceppi  con l’originale franco di piede che producono vini di  notevole spessore.
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parte del vigneto sommerso oggi


” Parliamo del vitigno che si trova nella vigna sommersa, il Granache o Alicante, anche su questo vi sono “leggende” in merito. “

Con buona probabilità l’utilizzo di questo vitigno è legato al fatto che questa era la varietà più comune della zona,  fermo restando quanto detto prima, ricordiamo le date (1536, o 1800?), senza che vi fossero stati particolari studi da parte degli enologi dell’Ammiraglio Nelson.
Alla fine dopo tanti misteri vi sono delle certezze, partendo dal periodo della potatura, che avviene nel periodo in cui la vigna inizia ad “asciugarsi.
Continuando con le fasi di lavorazione per ottenere il prodotto finale, viene istintivo chiedere se la gradazione alcolica superiore ai  14% , sia una coincidenza, oppure una cosa voluta,
La risposta è la seconda in quanto ritengono che per ottenere un buon vino, le  gradazioni alcoliche non debbano essere inferiori. questo perché siamo in presenza di un lago, il che equivale a dire rilascio di calore nei periodi più freddi e assorbimento di calore nei periodi più caldi! Il tutto si traduce con un andamento climatico abbastanza stabile che non fissa gli aromi e marca le uve in maniera “decisa”.Così aumentando il grado alcolico con rese basse si riesce avere una concentrazione di tutti gli elementi caratteristici delle uve maggiori e non solo, ma con un periodo di longevità maggiore.
Parliamo dei loro vini, che io e Fabio abbiamo potuto degustare con grande difficoltà ,dato che ormai sono vini quasi introvabili.
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Victory etichetta rossa 2001

Victory etichetta rossa 2001 14% , da uve alicante
Il colore è un rosso tendente al granato, trasparente e senza residui. L’effetto Marangoni fa denotare una “consistenza” alcolica con lacrime che scendono lentamente.
Man mano che si apre a naso fa sentire la sua personalità con un bouquet che si amplia e si arricchisce. Liquirizia, grafite, viola appassita, sono i primi sentori olfattivi che vengono fuori, per poi tornare cenere e resina e nota ematica. Con il passare dei minuti si apre ulteriormente dando a naso sentori di erbe officinali (eucalipto) origano e lieve traccia di idrocarburi.
In bocca ha predominanza la freschezza, con lievi segnali di cedimento (sono passati 15 anni!!), però è lineare, sinuoso, con la “spalla” acida che ha una forma di predominanza su alcol e tannini.
La retronasale fa sentire impercettibilmente il passaggio in legno. La persistenza è discreta, ma… la progressione ed il ritorno in bocca sono le sue carte vincenti.
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Victory etichetta nera 2002


Victory etichetta nera 2002 14,5% da uve alicante

A discapito dei suoi 14 anni il colore è un rosso rubino che vira lievemente al granato. A naso è potenza allo stato puro, liquirizia, confettura, humus, goudron e note terziarie come pepe e grafite, cuoio e caffè. Avvolgente ed elegante in bocca con una gradazione alcolica che si fa sentire e che accompagna l’acidità che ancora conserva. Il tutto si completa con una mineralità che persiste e progredisce e fa “largo” a sensazioni mentolate e di eucalipto. La retronasalesi conferma il passaggio in barrique che si è amalgamato perfettamente con gli aromi primari. Una persistenza che non finisce mai!!   

Fabio Cristaldi e Daniele Moroni

2 Comments

2 Comments

  1. MAURIZIO GILY

    maggio 31, 2016 at 11:39 am

    Ciò è molto interessante. Se la radice è europea (piede franco) non è neppure molto strano, visto che la vite selvatica europea spesso cresce proprio lungo le sponde di fiumi e torrenti e non di rado in zone sommerse per lunghi periodi dell’anno. Fatto che tra l’altro pare impedire alla fillossera di completare il ciclo. Improbabile comunque che il vigneto abbia più di un secolo. Se avesse cinquecento anni i tronchi dovrebbero avere un diametro di 50 cm o più.

    • Fabio

      maggio 31, 2016 at 11:49 am

      Alcune piante hanno un diametro che oscilla fra c. 30 e cm. 50. E’ sicuro che il vigneto abbia almento un secolo di vita

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