Marche

Il Verdicchio della Tenuta di Tavignano

Il tutto ebbe inizio da un sogno, quello di ” diventare produttori e di avere un proprio vino “.

Quale appassionato di vino non ha questo sogno nel cassetto! Sogno difficile da realizzare, ma non impossibile, perché l’ostacolo più grande scaturisce dal dover cambiare il nostro stile di vita , frenetico e senza più stimoli.

Non pensate che divenire proprietari di una azienda vinicola sia una passeggiata, ma il vero stimolo proviene dall’appagamento di veder realizzato qualcosa di insperato nel tempo passato e questa emozione spinge ad andare avanti e superare tutti gli ostacoli che si incontrano lungo il cammino.

Questo è proprio quello che è accaduto ai coniugi Stefano Aymerich di Laconi e Beatrice Lucangeli quando decisero di acquistare la proprietà di 230 ettari nel 1990.

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i vigneti della tenuta di Tavignano

Parliamo di una tenuta sita a Tavignano ad un altitudine di 300 m, nella parte più a Sud di Jesi , i vigneti godono dei venti provenienti dall’Adriatico e di escursioni termiche che permettono alle uve di essere sane. A Verdicchio sono destinati 16 ettari, allevati a cordone speronato con una densità di 2.500 piante per ettaro.

Andare controtendenza, allontanarsi dalle mode del momento rinunciando ai vitigni internazionali che stavano invadendo ogni parte dell’Italia, per puntare sul Verdicchio, il vitigno principe dei Castelli di Jesi, e cercare di realizzare un vino di alto livello.

Proprio con questo fine vide la luce il Misco un Verdicchio in purezza  capace di durare nel tempo e di sviluppare quelle caratteristiche che ho avuto modo di apprezzare in questo vitigno.

Negli ultimi 2 anni l’azienda si è avvalsa di nuove energie, in particolar modo nella figura di Ondine de la Feld, nipote di Stefano Aymerich, che forte di un esperienza nel settore della progettazione e design , ha portato nuove energie ed idee in questa sfida, cercando di far conoscere il Verdicchio della tenuta di Tavignano in tutto il Mondo.

Si sono convertiti nel 2015 all’agricoltura biologica e hanno iniziato a sperimentare diverse modalità di vinificazione, per ottenere anche vini frizzanti e vini macerati, cercando in questo modo di adeguarsi alle nuove scelte della viticoltura moderna.

Parliamo del loro Verdicchio il Misco riserva

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MISCO

vino che fa acciaio e 18 mesi di affinamento in bottiglia, al naso sentiamo la frutta bianca matura, note di anice stellato e mandorla, poi all’assaggio si riscontra una bella sapidità e mineralità   con una buona persistenza.

Questo vino ha linee guida molto simili nelle tre annate assaggiate devo dire che il tempo lo ha reso molto più gradevole e importante

Daniele Moroni

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