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IL TREBBIANO SPOLETINO; l’altra faccia di Montefalco


Marze di Trebbiano spoletino

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Arrivato a Montefalco per l’anteprima del Sagrantino 2011 , trovo tra i banchi di assaggio un vino bianco che alcuni produttori propongono tra tra un assaggio e l’altro di Sagrantino e Montefalco rosso.
E’ un vino di cui non avevo mai sentito parlare : il Trebbiano spoletino.
Francamente pensavo che il Trebbiano lo si trovasse soltanto in Abruzzo e in Toscana, e questa scoperta mi ha spinto a saperne di più.
Mi viene narrato che a dispetto di tutto ha origini antiche, conosciuto sin dai tempi dei romani; il suo nome potrebbe scaturire da  “Trebula”, ossia fattoria ( Plinio il vecchio , nei suoi scritti lo descrive un “Vinum Trebulanum”), e secondo questa interpretazione, starebbe per “vino di paese  o  casareccio”.
Veniva bevuto durante la giornata perchè considerato un vino non impegnativo, i pastori lo portavano con loro quando accompagnavano il gregge nei campi.  
Veniva bevuto durante la giornata perché considerato un vino non impegnativo, i pastori lo portavano con loro quando accompagnavano il gregge nei campi.  
Soltanto nell’ultimo decennio è stato. preso in seria considerazione da diversi viticoltori che ne hanno intravisto le  sue grandi potenzialità .

Le più vecchie bottiglie le ho trovate presso l’azienda  Tabarrini   conservate nella sua cantina privata. Era il vino prodotto dai nonni e proveniva da vitigni che esistevano da sempre  nulle terre  della famiglia e risalenti  agli anni 1940

 i vecchi Trebbiani Spoletini di Tabarrini 

 Il Trebbiano spoletino è un vitigno che si lascia facilmente plasmare , permettendo ad ogni produttore di vinificarlo secondo la sua filosofia aziendale.
Per questo ringrazio 
     ANTONELLI,  DI FILIPPO,  PARDI,  PERTICAIA e TABARRINI;       

Coloro che sono andato a trovare, nei due giorni della manifestazione, in cantina e che mi hanno dato la possibilità di degustare, oltre all’annata recente di questo vino anche alcune  vecchie annate  che mi hanno permesso di farmi un idea delle reali potenzialità di questo vitigno e di individuare , in modo evidente, la loro singola ” anima” che trasmettono  in ogni loro vinificazione.
Il Trebbiano spoletino è croce e delizia per le aziende che lo producono, viene raccolto alla fine di Ottobre, primi di Novembre, subito dopo la vendemmia del Sagrantino , e per questo coloro che si sono avventurati per questa strada, se da una parte sono stimolati da questa esaltante sfida dall’altra si trovano a continuare per diversi giorni una vendemmia che poteva essere giunta a termine.

Ma andiamo con ordine e vediamo cosa ci hanno riservato gli assaggi a partire dalle ultime annate.                                                        

     
                                                                    TABARRINI
                                                       
Tabarrini Adarmando 2012

                                             

             

Tabarrini – Adarmando 2012
al naso fiori e frutta bianca, un vino con bella mineralità , lungo e sapido con un delicato finale di nespola.
Tabarrini – Adarmando 2013
trattasi di un assaggio da vasca , il vino è ancora in progress, la nota affumicata è ben distinta , e già mostra le sue potenzialità.
Tabarrini Adarmando 2007 e 2004

 Tabarrini – Adarmando 2007
nel bicchiere un colore oro brillante, al naso fumè , salamoia e camomilla, in bocca miele , sciroppo di pesca e cedro candito con un finale lungo e sapido con note di idrocarburi.
Tabarrini – Adarmando 2004
elegante al naso, note di erbe officinali e clorofilla, ancora fresco.
In bocca miele con finale agrumato,una bella sapidità e una leggera nota di idrocarburi nel finale.
                                         

                                                               PERTICAIA

Trebbiano spoletino  Perticaia 2014 – 2012 – 2007

Perticaia – Trebbiano Spoletino 2014
prodotte 20.000 bottiglie , al naso frutta ( pesca , albicocca, frutta tropicale ) e fiori
( camomilla ); in bocca una bella mineralità con note agrumate che si integra con sentori di mela renetta e pera degana. Un vino con belle potenzialità
Perticaia – Trebbiano Spoletino 2012
al naso fiori bianchi , rosa, , pesca , camomilla e note di smalto.
in bocca una bella sapidità che avvolge note di camomilla e mandorla; un vino pieno con una notevole acidità e persistenza , in cui il finale risulta impreziosito da una scia agrumata.
Perticaia – Trebbiano Spoletino 2007
al naso pietra focaia , frutta secca , camomilla , erbe officinali, in bocca ritroviamo la camomilla con una bella sapidità , il finale è di timo e idrocarburi
                                                           ANTONELLI
Trebbiano Spoletino Antonelli 2013

 Antonelli – Trebbiano Spoletino 2013
vino prodotto con botti vecchie austriache da 25 hl, il naso è complesso con note di erbe officinali , fiori bianchi pietra focaia e spezie, in bocca frutta gialla (pesca sciroppata) e frutta secca (mandorla) precedono una chiusura lunga e sapida.
Trebbiano Spoletino Antonelli 2007

Antonelli – Trebbiano Spoletino 2007
Prime annate di produzione. le botti sono nuove, al naso si percepisce la vaniglia del legno, la pietra focaia, la frutta bianca i fiori bianchi e una nota alcolica , all’assaggio note di agrumi canditi accompagnano una decisa sapidità. Un vino di notevole struttura.
Per quanto riguarda i vini di Pardi e Di Filippo, abbiamo avuto l’opportunità di partecipare ad una verticale comparata delle due produzioni;  di seguito i nostri commenti per ciascuna serie.
                                                                  PARDI

                               

Trebbiano Spoletino Pardi 2014 – 2013 – 2012 – 2011

 Pardi – Trebbiano Spoletino

2014
 – al naso fiori bianchi in bocca frutta gialla e agrumi
2013 – al naso fiori bianchi e frutta matura, nota affumicata e erba cipollina, in bocca pesca gialla con  finale di menta
2012 – al naso salvia , caffè , citrico, in bocca note agrumate e frutta secca
2011 – note di fiori e frutta gialla, in bocca grande mineralità , notevole persistenza e complessità.
                                                             DI FILIPPO

Trebbiano Spoletino Farandola Di Filippo – 2014 – 2013- 2012 – 2011

Di Filippo – Farandola – Trebbiano Spoletino

2014
 – naso floreale e aromatico, miele e banana che ritroviamo anche in bocca
2013 – naso complesso e minerale con note di fiori e menta , in bocca nespola e frutta secca ( mandorla  cruda )
2012 – bel naso   floreale e fruttato; in bocca persistente nota agrumata con mandorla
           tostata nel  finale
2011 – al naso elegante e delicato con note di miele , kiwi e agrumi, il tutto accompagnato da una  magnifica acidità che invita alla beva

Come concludere questa avventura cosi inaspettata ma entusiasmante.
In un territorio , quello di Montefalco, da sempre vocato per i suoi vini rossi, si sta facendo luce un  bianco che senza dar fastidio ai suoi blasonati fratelli sta conquistando , in coloro che sono i veri artefici della produzione del vino, un posto di rispetto.
Qualcuno è  ancora fortemente legato al vino rosso di Montefalco .
Pur producendo questo  bianco con eccellenti risultati, è infastidito, da questo inaspettato successo, come colui che pur allenando due atleti della medesima squadra, vede quello che non è il suo preferito avere grandi prospettive.
Ma questo è l’uomo e dobbiamo apprezzarlo perché è  così .
Infatti oggi più di ieri, diversi viticoltori iniziano a credere sempre più nelle sue potenzialità , ed in lui investiranno la loro storia, la passione e le conoscenze , per farlo crescere e raggiungere i livelli che potrebbero essere a lui consoni
Per questo alcuni , più di altri , hanno iniziato a sperimentare su questo vitigno, sul modo di vinificarlo, un esempio ne è Di Filippo che ha iniziato a studiare una tecnica di vinificazione che parte da una macerazione sulle bucce di oltre 86 giorni ,con lieviti indigeni, i barrique molto vecchie,  con il fine di ricercare un evoluzione dei tannini presenti e rendere questo vino complesso e allo stesso tempo piacevole. Ho avuto la fortuna di assaggiare questa prova e devo dire che ne risentiremo parlare nel tempo. 
  
di Daniele Moroni 
con la collaborazione di Carlo Bertilaccio per gli assaggi e Roberto Fasuloper l’elaborazione delle fotografie

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