Degustazione

Il Trebbiano d’Abruzzo un vino molto longevo

Avevo alcuni anni fa avuto la possibilità di assaggiare una vecchia bottiglia di Trebbiano d’Abruzzo di Valentini ed ero rimasto molto sorpreso nello scoprire che questo vino bianco avesse la possibilità di mantenersi vivo per più di 30 anni.

Allora avevo pensato che gran parte del merito fosse dovuto al suo artefice e alla sua filosofia nella vita e in vigna, che permette a questo vino di durare nel tempo.

Ma quando, al Vinitaly, mi è stata offerta la possibilità di partecipare ad una verticale di vecchie annate di Altare, il Trebbiano d’Abruzzo dell’azienda Marramiero, nella mia testa è  balenata la possibilità di capire se fosse Valentini il vero artefice della longevità di questo vino oppure se la durata nel tempo è una caratteristica insita nel vitigno stesso.

A conti fatti devo ammettere che il trebbiano per la sua acidità ben si presta a durare nel tempo, ma devo anche constatare che l’enorme fama di  Francesco Paolo Valentini  nel fare il vino è certamente ben meritata.

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Torniamo alla degustazione a cui ho partecipato, innanzitutto ottenere un trebbiano così longevo non dipende soltanto da un lavoro in cantina, ma occorre progettare il raggiungimento di questo obiettivo, iniziando proprio dalla vigna, cercando di portare la sua resa per ettaro a circa 60 q.

Questa riduzione  deve essere fatta gradualmente, in quanto è la vigna  che deve produrre questo quantitativo e non una cernita dei grappoli durante la raccolta. Il raggiungimento di questo obiettivo avviene negli anni e mai drasticamente per non stressare il vigneto e per permettergli di uniformarsi pian piano a questa nuova richiesta fatta dall’uomo.

La verticale a cui ho partecipato riguardava il trebbiano d’Abruzzo Altare nelle annate 199419951996 1997, si tratta di un trebbiano che fa una macerazione a freddo sulle bucce e una pressatura molto soffice per non rompere le bucce .

Il vino rimane in affinamento in barrique di rovere, la particolarità di questo vino è legata al fatto che le barrique sono ogni anno nuove, e provengono da produttori diversi e con un grado di tostatura dei legni sempre diversa.

Questa particolare procedura permette di non avere mai una linea guida uniforme sui vini, ed amplifica ancor di più le diversità che scaturiscono dalle diverse vendemmie legate al clima tipico dell’annata.

L’azienda è molto orgogliosa di questa sua scelta in quanto gli permette di ottenere un vino sempre diverso e questo è da sempre il suo obiettivo.

In base agli assaggi fatti ho constatato che il tempo non ha mitigato completamente l’influenza della barrique sul vino e nei vini assaggiati, pur se trascorsi circa 20 anni, i profumi che scaturiscono dal legno la fanno ancora da padrone.

Iniziamo a descrivere i vini assaggiati:

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Altare 1994

Altare 1994 – Trebbiano d’Abruzzo – Marramiero

le note del legno sono ancora evidenti, profumi di camomilla, banana, vaniglia si percepiscono nettamente, in bocca la nota acida è ancora evidente e si integra con una parte sapida, garantendo al vino freschezza e una bella struttura , si percepisce ancora una nota alcolica.

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Altare 1995

Altare 1995 – Trebbiano d’Abruzzo – Marramiero

nel bicchieri mostra un giallo dorato molto intenso , in questo caso le note del legno si sono affievolite lasciando spazio a note di frutta secca e albicocca, si nota una leggera ossidazione che non infastidisce, la nota sapida è molto piacevole e ben si integra con l’acidità, un finale di mandorla, con un vino molto interessante per la sua età.

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Altare 1996


Altare 1996
 – Trebbiano d’Abruzzo – Marramiero

in questo caso la nota che scaturisce dal legno è evidente, note  di banana sono evidenti, all’assaggio la sapidità è notevole pur se unita a profumo di vaniglia , leggera nota alcolica finale

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Altare 1997


Altare 1997
 – Trebbiano d’Abruzzo – Marramiero

al naso il legno c’è sempre, note di camomilla, banana,  fiori secchi sono ben evidenti, all’assaggio la nota legnosa si affievolisce , una bella sapidità e persistenza lo rendono gradevole.

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Anima 1996


Anima 1996
 – Trebbiano d’Abruzzo – Marramiero

questo vino fa affinamento in acciaio e bottiglia , note di fiori secchi, banana , all’assaggio appare avere un bell’equilibrio tra acidità e sapidità, una bella persistenza e un finale di mandorla.

Dama 1997 – Trebbiano d’Abruzzo – Marramiero

Questa è la grande sorpresa della degustazione, parliamo del vino base dell’azienda, 12° , affinamento in acciaio e bottiglia per 3 mesi, prezzo in enoteca € 6,00 , il vino c’è ancora note floreali e di banana al naso, una bella acidità e sapidità meno accentuata e una chiusura di mandorla che ne fanno la sorpresa di questa batteria di vini.

Tutto fa pensare alla capacità del vitigno di durare nel tempo e l’ultimo vino conferma la mia idea che l’affinamento in legno , per i vini bianchi, non gli conferisce un ulterire sostegno per durare nel tempo .

E’ l’acidità che permette ad un vino di durare a lungo e il Trebbiano d’Abruzzo ne ha da vendere come ci ha confermato il Dama 1997 assaggiato per ultimo.

Daniele Moroni

 

 

 

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