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Il nuovo Brunello di MONTALCINO 2011

L’edizione 2016 di Benvenuto Brunello   festeggia i 50 anni della nascita del Consorzio e ha evidenziato che la nuova annata in commercio, la 2011, sembra non temere il confronto con la blasonata  riserva  2010, che fino a poco tempo fa si pensava la mettesse in ombra.

L’export continua il suo trend ascendente, anche spinto dall’enorme successo mediatico scaturito dalla vendemmia precedente, esso assorbe il 70% della produzione, con gli Stati Uniti a farla da padrone.

Il successo dei vini prodotti a Montalcino fa da traino a tutto l’indotto, l’enoturismo è in crescita di oltre il 20% rispetto all’anno precedente, le cantine, come afferma il Presidente del Consorzio Fabrizio Bindocci, risultano essere prive di bottiglie e il valore dei terreni intorno a Montalcino ha raggiunto la cifra di € 500.000 per ettaro.

La ciliegina sulla torta a tutte queste splendide notizie è una vendemmia 2015 che a detta di produttori ed enologi appare essere molto promettente, forse oltre le canoniche 5 stelle che vengono conferite annualmente, per la straordinaria qualità delle uve.

 

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il Chiostro di S. Agostino.

Parliamo dell’annata 2011 e della riserva 2010, che operatori del settore e stampa hanno potuto assaggiare nel cinquecentesco Chiostro di S. Agostino.

Iniziamo dal Brunello 2011 per il quale si nota l’altissimo livello medio ormai raggiunto dai produttori, trovare un vino non all’altezza a Montalcino sta diventando veramente difficile. Va dato merito ai produttori di aver saputo gestire un annata calda come la 2011, ottenendo vini molto freschi e bevibili, mantenendo le caratteristiche tipiche del Brunello.

Questo notevole sforzo da parte delle aziende ha portato spesso durante gli assaggi a conferire all’annata in commercio risultati superiori alla riserva 2010. Questo appare un risultato positivo anche se nutro dei dubbi sulla longevità di quest’annata, che risultando già pronta alla beva, fa pensare che il tempo, elemento essenziale per l’evoluzione di un vino, questa volta non lo sarà.

Tuttavia non bisogna mai dare nulla per scontato perché per esperienza ho avuto nel tempo tante e tante sorprese che hanno contraddetto le mie parole.

Occorre dire che non tutti hanno mancato l’appuntamento con la riserva 2010 e questo permette di apprezzare il sapiente uso dei legni da parte di alcune aziende, che sono riuscite a valorizzare il vino con un anno in più di evoluzione.

Ne elencherò alcune:

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Brunello Riserva 2010 – Sesti

Brunello Riserva 2010 – Sesti

Questo Brunello esce soltanto nelle annate giudicate all’altezza e rappresenta nell’etichetta un fenomeno astronomico avvenuto durante l’anno, al naso si sentono note speziate, frutta rossa e prugna, all’assaggio da il meglio di se, entra in punta di piedi, con un tannino elegante, poi esplode con tutta la sua forza, mantenendo un bel equilibrio e permanendo per molto tempo.

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Brunello Riserva 2010 – Fattoi

I loro brunelli hanno uno dei migliori rapporti qualità/prezzo a Montalcino, pur apprezzando la loro annata 2011, ritengo che la riserva 2010 sia riuscita ad affinare le qualità tipiche del loro Brunello. Al naso le spezie e le note di frutta rossa sono accattivanti, ma è all’assaggio che si percepisce la differenza con l’annata in corso, il tannino è elegante e la nota speziata non risulta essere preponderante come nella 2011, tanta materia e grande persistenza.

Per quanto riguarda gli assaggi del Brunello 2011 che maggiormente mi hanno colpito sono:

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Brunello 2011 – Corte dei Venti

Brunello 2011 – Corte dei Venti 

Un vino che aspettavo sin dallo scorso anno visto che avevo potuto assaggiarlo dalla botte e mi aveva notevolmente colpito, confermo oggi la mia impressione, al naso frutta rossa, amarena, tamarindo profumi terziari, in bocca il tannino si fa sentire pur restando gradevole, è presente una grande persistenza. Un brunello bevibile nell’immediato.

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Brunello 2011 – Ventolaio

Brunello 2011 – Ventolaio 

Non è la prima volta che lo assaggio e anche stavolta mi convince, al naso frutta rossa matura, macchia mediterranea, mirto e tabacco, in bocca succoso intervallato da note balsamiche e un bel tannino, persistente.

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Brunello 2011 – Salvioni

Brunello 2011 – Salvioni

Oltre al Brunello una nota anche per il rosso 2014, che ad un primo assaggio, non vedendo l’etichetta avrei confuso con il brunello, ma il punto forte è il brunello che segue la stessa strada del rosso, pieno, avvolgente con note speziate e frutta che affascinano e un tannino elegantissimo.

 

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Brunello 2011 – Pian delle Querci

Brunello 2011 – Pian delle Querci

Un Brunello che non conoscevo e mi ha stupito positivamente, è uno di quelli che mi fa percepire ulteriori miglioramenti con un giusto affinamento in bottiglia, elegante, corposo, con tante note, dalla frutta rossa alle spezie, una grande freschezza che ti ammala.

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Brunello 2011 selezione 2011  – Prime donne – Cinelli Colombini

Brunello 2011 selezione 2011 Prime donne – Cinelli Colombini

In questo caso parliamo di una selezione dell’azienda, un Brunello vecchio stampo con un tannino potente, mai domo  ma non aggressivo, le note speziate e fruttate sono ben presenti  e ben si integrano con le caratteristiche di questo vino.

I miei sono soltanto alcuni assaggi, tanti non sono stati citati pur essendo ottimi vini,  ma talvolta le scelte sono dolorose. Spero di avere ancora grandi difficoltà nel futuro quando assaggio i Brunelli, perché il livello continua a migliorare.

Daniele Moroni

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