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Il Morellino della Famiglia Bargagli al Wine & Food in Progress 2018

Tra le tante realtà presenti al Wine & Food in Progress, manifestazione organizzata nelle giornate delle 1 e 2 dicembre alla Stazione Leopolda di Firenze, non poteva mancare l’Azienda Provveditore della Famiglia Bargagli.

A narrarci della loro antichissima storia è Cristina, quarta generazione, donna vulcanica dalle mille iniziative ben supportata dal padre Alessandro.

Fare vino a Scansano non è semplice, soprattutto quando si vuole puntare alla massima qualità. Il terreno è aspro, duro da lavorare e sofferente per le frequenti siccità di un clima sempre più caldo rispetto al passato.

Il termine “Morellino” nasce dall’ omonima razza di cavalli usati in agricoltura dai contadini maremmani, ma ne rappresenta bene anche il loro carattere, apparentemente ombroso e riservato, che sembra tramandarsi ai prodotti della terra.

Il vino di Scansano non gode di quella acidità nerboruta del territorio ilcinese e forse pecca nel confronto con l’eleganza setosa del Chianti Classico; ma allora perché renderlo degno di nota e menzione?

Forse la caratteristica più peculiare sta nell’espressione del suo frutto, una espressione sincera, concreta, succosa per l’appunto.

In questo quadro dal 1920 i Bargagli coltivano ettari ed ettari di frutteti e vigneti, ed in passato non hanno trascurato neppure la cura del bestiame da allevamento.

Ma è solo dal dopoguerra che si è iniziato a fare sul serio; Alessandro, figlio di Irio alla cui memoria fu dedicata l’etichetta del rosso base, ha donato anima e corpo alla ricerca continua della perfezione e Cristina ha invece apportato i necessari cambiamenti imposti dal progresso scientifico.

Perché la tradizione non può viaggiare disgiunta dalle innovazioni tecnologiche e manageriali.

Cristina però ha introdotto un’altra grande novità, puntando sulla produzione di vini bianchi, tra i quali un Vermentino ed un Sauvignon in purezza, nonché il Casaiolo che completa la gamma in origine composta soltanto dai 3 rossi (Irio, Provveditore e Primo).

Sia il Sauvignon che il Vermentino vengono vinificati con l’uso della criomacerazione. Toni caldi, come calda è la terra in cui crescono le uve, alla cieca si potrebbero confondere per lunghe macerazioni sulle bucce. Naso molto intenso e profondo, declinato più su fiori bianchi ed erbe aromatiche per il primo e frutta a polpa matura quasi tropicale il secondo, entrambi legati da un apporto minerale che in bocca libera grandi sensazioni fresche e saline.

Peccato per una persistenza non molto lunga, seppur gradevole e che esprime grande equilibrio tra durezze e morbidezze. Tutto non si può avere dalla vita (e dunque neppure dal vino).

I rossi rappresentano efficacemente il concetto stesso di Morellino di Scansano DOCG. Degno di nota, “ubiquitario” in ogni palato, è senza ombra di dubbio “Il Provveditore” –  annata 2015: grande massa colorante rubina, all’olfatto prevale una ciliegia matura, ben accompagnata da violette e tostature di cacao, sigaro e pepe nel finale. Gusto agrumato, tannino possente dalla lunga capacità evolutiva. Vini che sembrerebbero giovani anche dopo molti anni.

Questa volta abbiamo avuto la fortuna di assaggiare anche il “Primo” (2015), ovvero la Riserva, prodotta soltanto nelle migliori annate. Qui la purezza del Sangiovese del campione precedente cede il passo ad una piccola quantità di Alicante e Cabernet Sauvignon (15% del totale), per dare più equilibrio e prontezza di consumo. L’uso della barrique dona sensazioni vanigliate, fissa il colore verso un granato mattone e crea le premesse per l’esaltazione dell’amarena sotto spirito e della liquirizia, complice anche  un’ottima componente alcolica.

“Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare” si dice e l’Azienda Provveditore sta giocando davvero bene la propria partita per crescere e vincere in un territorio impegnativo come quello del Morellino.

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