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IL MERANO WINE FESTIVAL 2014, L’EVENTO

il palazzo del 

Partecipare al Merano Wine Festival è diverso che partecipare alle varie manifestazioni enogastronomiche che si svolgono in tutta Italia. Ciò è dovuto all’insieme di tanti fattori;  la città , Merano , che ubicata in mezzo alle montagne e con un fiume che le scorre in mezzo ti appaga solo per questo, del viaggio che ogni singolo degustatore deve fare da luoghi più o meno lontani ,

il padiglione principale del Kurhaus

 il luogo , ove si svolge questo evento , il palazzo del Kurhaus, sito di una bellezza unica, con le sue vetrate, con le balconate che si affacciano sulla sala principale e dove  trovano luogo tanti banchi di assaggio dove i produttori, accuratamente selezionati da colui che ha inventato questo evento Helmut Hoch, propongono a tutti i visitatori i loro prodotti , l’atmosfera , siamo prossimi alle festività del natale

le vie di Merano

e già si inizia a vedere nei negozi e  in tutto l’ambiente circostante le avvisaglie di questo bellissimo periodo, le persone, sembra che in questi giorni ,tutti o quasi amanti del vino  si riuniscano in questi luoghi per assaggiare durante l’intera giornata ed andare a rilassarsi la sera fino a notte inoltrata , alle stupende   terme che  la città mette a disposizione e nei vari  ristoranti , che con la loro tipicità difficilmente li deludono. E proprio in questo contesto si incontrano gli amici che non vedevi durante l’anno, perché vivono in città diverse dalla tua , e con i quali hai la  possibilità di condividere la gioia di un momento magico , almeno per noi appassionati.

negozi in versione natalizia

Parliamo ora dell’evento, sin dalla presentazione fatta a Roma in Ottobre mi chiedevo del perchè fosse stata introdotta la manifestazione CULT 2014  nel Pavillon des Fleur all’interno del Kurhaus progettato nel 1873, durante la giornata del venerdi e solo per poche ore con la partecipazione delle più storiche aziende dell’enologia italiana , che presentavano alcuni loro prodotti che meglio le rappresentavano, solo dopo aver assistito a tutta la manifestazione e averci riflettuto non poco sono riuscito a capire che Helmuth Kocher è una persona con un intuito e intelligenza fuori dal comune, in quanto ha dato, in questa manifestazione,  molto spazio  al ” nuovo “ che si affaccia  nel mondo enologico. Tra questi i vini di molti paesi dell’Est europeo, in particolar modo quelli della Romania , che vantavano un nutrito gruppo di produttori, ben guidati da Marinela Vasilica , una donna che ha deciso di promuovere la sua terra di origine in tutto il mondo., e proprio a tal proposito occorreva bilanciare la novità con ” la storia ” e” la tradizione” , ed in questo è riuscito veramente bene proprio grazie a CULT 2014 dove ha invitato i pionieri del vino italiano , riuscendo in questo modo a ritornare alle origini di questa manifestazione dove pochi erano i produttori presenti anche se molto rappresentativi,  cos^ quest’anno ne sono stati invitati solo 41.

formaggio in paglia e formaggi

Il Merano Wine Festival non è solo vino ma anche gastronomia, la Gourmet Arena , racchiude produttori di prodotti alimentari di diverse tipologie , sempre scelti con evidente cura, la Beer passion ambiente dove troviamo una notevole selezioni di birrifici provenienti da tutta Italia ed anche in questo caso in un settore che ultimamente sta espandendosi a macchia d’olio troviamo una qualità veramente elevata.
Sono stato molto incuriosito in questo padiglione culinario da uno stand che proponeva ai visitatori piante, bacche e frutti da utilizzare nella cucina e provenienti da ogni parte del mondo. Molte piante non erano essiccate ma fresche e l’assaggio dei loro sapori ha portato la mia anima a viaggiare in ogni luogo pur rimanendo con il mio corpo immobile.

lo stand delle piante aromatiche provenienti da tutto il mondo

Torniamo all’elemento più importante del Merano Wine Festival, il vino: i produttori erano veramente tanti, ma questa volta ero ben organizzato, il primo giorno sono andato ad assaggiare i vini biodinamici, che sono stati un pochino penalizzati dal fatto che in contemporanea si svolgesse CULT,
tuttavia proprio per la non eccessiva affluenza di pubblico sono riuscito ad assaggiare con tranquillità vini molto interessanti. Quelli che più mi hanno colpito sono stati il Chianti di Fontodi, il Montepulciano e il pecorino di Orsogna winery e un vino che ricordo con tanto affetto il passito di Pantelleria  Sangue Oro.

passito di pantelleria Sangue d’oro

Questo vino prodotto da Carole Bouquet, la famosa attrice,  lo avevo assaggiato tanti anni fa quando la signora Bouquet lo aveva presentato in anteprima in un bellissimo hotel di Roma, ed averlo assaggiato nuovamente oltre che a rinnovare la convinzione che trattasi di un vino buonissimo, mi ha fatto tornare alla mente una cena  bellissima che ho fatto allora con mia moglie.

Tra i vini assaggiati durante la manifestazione ricordo con piacere  i vini del collio di Renato Keber che ha improvvisato per me il mio amico Daniele una piccola verticale del suo Sauvignon 2004-2005-2006. La passione che mette questo uomo nel fare i suoi vini ti appaga sia quando li assaggi , sia quando lo ascolti mentre li descrive , spiegando con grande cura l’ attenzione che lo  spinge ogni anno a lavorare sia in vigna che in cantina per creare grandi vini.

Renato Keber e i suoi sauvignon 2004-2005-2006

Un altro vino che mi ha colpito è stato il Brunello Biondi Santi 1983, devo dire che appena ho notato la presenza di tale bottiglia , dovevo assaggiarla sopratutto per fugare un dubbio di un mio caro amico Roberto che,  proprietario di una bottiglia identica , era dubbioso se ricolmarla nuovamente dando seguito ad un bando della Biondi Santi. Ora posso suggerirgli :” sbrigati Roberto a farlo  ! E’ un vino che merita veramente. “

Brunello Biondi Santi 1983

Nomino ancora i Barbareschi di Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Grasy , per i vini veramente pregevoli dove  la simpatia e la competenza del suo proprietario con il suo modo di fare affabile e gentile ti fa credere di  non trovarti nel padiglione ma nella sua cantina.
In particolare con il Barbaresco Gaiun 2008 siamo di fronte a un vero “classico” della denominazione, proveniente dal cru della Martinenga (detenuto in monopòle): la consueta armonia all’olfatto e al palato si coniuga con una notevole struttura e ricchezza di frutto. Fresco ed equilibrato anche il finale.

barbareschi – tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Gresy

Nomino  altri vini che mi sono particolarmente piaciuti , Chianti classico Monsanto 1968
un vino che non tradisce mai, i vini di Monsanto sono sempre buonissimi e vengono a risultare un simbolo del chianti classico, l’opportunità di assaggiare un annata cosi vecchia ti fa riflettere che quando un vino è ben fatto ha la possibilità di durare tanti e tanti anni e di emozionarti comunque quando lo assaggi,

3l Brunello Madonna delle Grazie del Marroneto

Il brunello del Marroneto, Madonna delle Grazie, un vino avvolgente, complesso, che vuole rimanere nella bocca di chi lo assaggia per fargli scoprire tutte le sue sfaccettature. ,  dove il solo stare in presenza di Alessandro Mori ,il proprietario ti ripaga della visita al suo banco di assaggio. Alessandro è proprio un ciclone, forse per questo lo troviamo sempre circondato da  molta gente , ci è venuto a trovare con la sua compagna il giorno prima quando sono andato a cena la sera , insieme a diversi amici, presso la birreria Forst, un luogo che chi viene a Merano non può trascurare, e devo dire che la sua presenza  è  stata notata da tutte le persone presenti in modo veramente simpatica.

I Baroli di Vajra meritano una menzione , veramente molto buoni, sono vini improntati all’eleganza, i Varja sono vignaioli appassionati e attenti a quello che fanno , ma allo stesso tempo molto discreti , approcciandosi ai degustatori con un modo per nulla invasivo, aspettando opinioni piuttosto che dare loro notizie esaltanti dei loro vini che con estrema facilità potrebbero fregiarsi ds appellativo di ” Fantastico”.

i vini di Vajra

Potrei  parlare all’infinito dei vini che mi hanno colpito, ma non voglio andare oltre perchè  la piacevolezza di qualcosa è sempre soggettiva e io non voglio in alcun modo influenzare nessuno.
A presto Merano, al prossimo anno , aspettando di emozionarmi ancora come è accaduto questo anno.

Daniele Moroni
Foto di Roberto Fasulo

gli assaggi

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