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Il Mandrolisai di MEANA si presenta a Roma a Hostaria Nomentana

Nel mese di Marzo 2016 a Roma  l’Hostaria Nomentana, un ottimo ristorante sardo romano,  ha accompagnato l’azienda vitivinicola Sarda Meana nella sua prima uscita a  Roma, dove ha presentato  il suo tipico e unico vino: il Mandrolisai

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Nome che contemporaneamente  identifica una zona tipica del centro della Sardegna e un vino  e si perché  Mandrolisai  per i sardi rappresenta entrambi.

Alle pendici del monte Gennargentu, in una zona che vive sopratutto grazie alla produzione di vino ed esprime  l‘anima selvaggia della Sardegna, ricca di una natura incontaminata, con la tipica vegetazione mediterranea  che circonda e coccola queste antiche viti, dove le alte temperature estive e  un territorio in cui l’asperità delle terre si fonde con le antiche tradizioni, mettono a dura prova le capacità  dell’uomo nel produrre un vino di grande spessore.

L’azienda Meana nasce dalla comune volontà di due produttori Francesco Podda Fracy Zedda che con il loro consulente di marketing, Giovanni Mura, del Consortium Sardynia Wine Group, CSWG,  uniti dalla stessa passione hanno voluto recuperare i ricordi dei loro avi e dare  nuova luce alle vecchie vigne che sono state il loro terreno di gioco quando erano ancora  piccoli e spensierati e vedevano quei grappoli perfetti trasformarsi in un vino espressione di una vita  piena di bellissimi ricordi.

Questo territorio così duro e allo stesso tempo così dolce,  gli ha permesso di affermarsi nel mondo del lavoro e nella vita di tutti i giorni   e proprio per ricambiare tutto ciò che è stato dato durante l’infanzia e  ha temprato i loro caratteri, hanno deciso di recuperare quelle vigne che prima il nonno e poi il padre hanno coltivato con tanto amore e di dare a questo vitigno il posto che effettivamente gli spetta.

Sia per riconoscenza, sia  per l’importanza che esso ha nella storia e nella tradizione degli abitanti che lo vivono da sempre e che stava pian piano affievolendosi.

I vigneti di antico impianto, dai 60 ai 90 anni, allevati ad alberello si sviluppano sulle colline degradanti del Gennargentu su un terreno di natura scistosa, avvolti nel silenzio di una natura incontaminata e ricca dei profumi tipici di queste terre,  coccolati dal calore di quel sole che  in questi luoghi è il Re .

Qui il Cannonau, il Bovale sardo e la Monica hanno trovato un luogo ideale per crescere e questo  ha permesso di creare quel connubio di uve che è il Mandrolisai.

Tutte le uve vengono raccolte a mano, controllate con attenzione e beneficiando di un escursione termica che investe le colline di 600-700 metri, dove hanno dimora le vigne, di raggiungere una maturazione eccellente.

Considerando le straordinarie capacità di questi luoghi, la vera sfida di  Podda e Zedda,  è stata quella di produrre, oltre al vino DOC, un vino biologico perché sembrava di snaturare le  tradizioni vinicole  che ancor oggi hanno difficoltà a recepire questo modo rigido di lavorazione della vigna.

Questo perché le normali tecniche di lavorazione  e da sempre utilizzate in questa regione, come gli interventi contro eventuali parassiti, non sono considerate un elemento di interferenza sulla normale gestione  del vigneto, ma un rispetto della lavorazione tradizionale.

L’enologo, Antonio Manca, condividendo pienamente questo loro intendimento ha individuato la metodologia più opportuna per meglio cogliere e sviluppare le caratteristiche naturali del Mandrolisai.

Con un lavoro attento paziente e di grande professionalità è riuscito a cogliere appieno l’essenza intima delle uve di questi vitigni e definire questo Pareda biologico, vino di grande eleganza ed assolutamente naturale.

Esso è l’altra faccia del Mandrolisai DOC, che con la sua potenza e nota selvaggia è l’emblema di questi territori.

I due vini che scaturiscono da un medesimo  uvaggio, pur con lavorazioni in cantina diverse  ci dimostrano che questo territorio può avere due aspetti, uno dolce ed gentile, il BIO,  l’altro potente e rude, ma entrambi non si sminuiscono a vicenda, anzi si esaltano,  e questo mi ha colpito molto durante la presentazione del vino perché il successo ottenuto  tra coloro che lo bevevano è stato lo stesso, spesso divisi ma concordi nel dire che si tratta di una importante realtà e che merita di essere divulgata, perché questa è la vera Sardegna.

Parliamo ora dei vini in degustazione,

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PAREDA  2014 –  Terra dei Nuraghi – IGT

Pareda IGT  2014 – Isola dei Nuraghi IGT – cantina Meana

ottenuto da uve bovale, cannonau e monica, vino viene vinificato in acciaio poi un mese di botte grande di castagno prima di affinare in bottiglia, al naso le note tipiche della macchia mediterranea si percepiscono distintamente, sul palato le ritroviamo nuovamente, riemerge il mirto il ginepro e frutta rossa, il tannino è gradevole e permette al vino di essere bevuto con piacere

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PAREDA BIO  2014 – Isola dei Nuraghi IGT

Pareda Bio 2014 – Isola dei Nuraghi IGT – cantina Meana

ottenuto da uve bovale, cannonau e monica, è l’altra faccia del Mandrolisai, ritroviamo le note di macchia mediterranea a cui si aggiunge una bella nota mentolata che da al vino una bella freschezza sin dall’olfattiva, in bocca ci si stupisce il vino è elegante, quasi non sembra avera alcuna parentela con il Mandrolisai, fresco, gradevole, di grande beva. Un tannino gradevolissimo pur facendo percepire il suo spessore, una grossa sorpresa, ho provato ad abbinarlo al pesce e devo dire che non ha sfigurato perché ha lasciato che il piatto si esprimesse al meglio .Lo definirei un primattore ma anche un gregario se l’occasione lo necessita.

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Pareda DOC 2014 – Mandrolisai DOC – cantina Meana

ottenuto da uve bovale, cannonau e monica, Questo vino rappresenta perfettamente il territorio del Mandrolisai, fa una vinificazione di un anno in botti di Castagno, prima di affinare in bottiglia, appena aperto si percepisce la natura selvaggia di quelle terre, il ginepro, il mirto, le erbe speziate esplodono in ogni dove, in bocca la sua potenza è tanta, ma senza disturbare, sembra un culturista i cui muscoli sono scolpiti in proporzioni tali che ne esaltano la figura senza infastidire, un piacere berlo e con il porceddu sardo ha trovato l’abbinamento perfetto.

Daniele Moroni

Azienda Agricola Meana
via Roma n. 119
Meana sardo ( NU)

Hostaria Nomentana
via Nomentana n. 429
00199  Roma
tel  06 8621 8185

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