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Il gelo di fine Aprile 2016 ha messo in grosso pericolo la vendemmia nel Nord Europa e in Italia

Il mese di Aprile è il mese centrale della Primavera meteorologica, ed è quello classicamente interessato da vaste oscillazioni della temperatura, ed anche da una notevole piovosità, soprattutto al Nord Italia, dove, in alcune zone (specie al Nord Ovest) è considerato il mese più piovoso dell’anno assieme a Novembre.

Finora Aprile ha mostrato soprattutto il suo lato migliore della Primavera, con temperature elevate e tempo gradevolmente caldo.

Ma le previsioni del Centro di Calcolo Europeo mostravano un grosso cambiamento climatico che sarebbe avvenuto a partire dalla terza decade del mese di Aprile e così è stato.

Una imponente discesa di aria fredda  a partire dal 23 aprile, si è riversata su tutto il Continente europeo cambiandone completamente lo scenario termico.

Le mappe sperimentali di questo modello matematico utilizzato mostrerebbero infatti una persistenza di tempo instabile con anomalie termiche negative anche per buona parte del mese di Maggio, e, forse, fino alla fine di tale mese.

Sino ad oggi sembra che  queste previsioni,  ancora allo stato sperimentale, sono state confermate. Chiediamoci quali conseguenze possono avere sullo stato vegetativo delle vigne questi freddi cosi intensi.

Innanzitutto il primo stato vegetativo della pianta verrebbe distrutto, il che la costringerebbe a iniziare dall’inizio, con conseguente ritardo sulla crescita delle uve, ritardo che avrà certamente ripercussioni sulle vendemmie anche perché negli ultimi anni il clima  è cambiato rispetto al passato.

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La notte del 27 di Aprile 2016 sarà ricordato dai vignaioli , sopratutto quelli del Nord Europa, come una data che difficilmente scorderanno, sopratutto in Borgogna nella Cote d’Or, dove le temperature al di sotto dello zero hanno completamente bruciato i teneri germogli ancora indifesi.

Neppure i vigneron più datati ricordano un evento cosi terrificante, alcuni ricordano la gelata del 1981, che ha portato in gran parte della francia ad una produzione di vino che non ha raggiunto l’eccellenza.

I vigneron francesi vedono colpite le proprie vigne indistintamente , il gelo ha bruciato le tenere foglie , creando notevoli danni allo stato vegetativo delle piante.

In Italia i danni non sono meno ingenti, in Abruzzo oltre 500 ettari sono stati colpiti dal gelo che ha messo a dura prova la prossima vendemmia.

A breve si avrà una conta dei danni e quali zone italiane sono state interessate da questo evento straordinario,  occorre aspettare e vedere se le previsioni fatte dallo studio meteorologico europeo, che prevede freddo ancora per gran parte di Maggio 2016 avranno riscontro e questo risulterà essere un problema per la viticoltura, o se saranno smentite dai fatti.

Attendiamo con impazienza e trepidazione gli eventi, sperando che tutto vada per il meglio.

Poi i vignaioli cercheranno, grazie alla loro esperienza, di rimediare come meglio possono.

Daniele Moroni

 

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