Abruzzo

Il Feuduccio di Santa Maria d’Orni: una piccola oasi tra mare e monti

Sulle colline abruzzesi poste alle pendici del monte Majella da cui si possono vedere il mare Adriatico e il Gran Sasso  trova dimora la tenuta il Feuduccio di Santa Maria d’Orni.

Un’azienda vinicola che per la vicinanza ai monti e al mare usufruisce di un microclima ideale per la coltivazione della vite e i vini prodotti ne sono espressione.

Tutto iniziò nel 1995 quando Camillo Lamadetto si innamorò di questo luogo e  iniziò ad edificare sui terreni acquistati, iniziando dalla cantina che dagli appena 100 metri quadrati che si erano pensati inizialmente si trasformò in una struttura di circa 5000 metri quadrati, incastonata nella roccia con 5 livelli di cui 3 interrati. Successivamente vennero fatti gli impianti delle vigne di Montepulciano e Pecorino.

Camillo, di origine italo-venezuelana, ha voluto che questa azienda divenisse nel tempo espressione per il suo amore per l’Italia, tanto da trasmettere questa passione al figlio Gaetano che nel 2015 ne ha rilevato la conduzione insieme a Rocco Cipollone,  che attualmente ne è l’amministratore, con l’intento di dare un nuovo impulso all’azienda.

Le vigne, circa 60 ettari, si trovano quasi tutte in prossimità della cantina, che posta sulla sommità di una collina, sembra divenire il vertice di una piramide totalmente coperta dai vigneti.

In vigna si utilizza esclusivamente la lotta integrata ai  parassiti, tanto che sopra le bottiglie è apposto un certificato che lo testimonia. Si vuole in questo modo evidenziare che il vino prodotto scaturisce da un’agricoltura sostenibile.

L’azienda si avvale per la vinificazione di un consulente esterno Romano D’Amario, che insieme a Rocco Cipollone e al cantiniere gestiscono ogni fase della lavorazione aziendale.

Le uve giungono in cantina e vengono inviate nei serbatoi d’acciaio, dove avverrà la fermentazione per gravità, scendendo da botole ubicate sotto il patio che avvolge la struttura dove sono collocate la sala di degustazione e gli uffici e da cui si può godere di un panorama fantastico, per finire nel piano sottostante in serbatoi in acciaio senza alcun intervento meccanico. I serbatoi, suddivisi in due parti tra loro comunicanti, permettono che il vino dopo la fermentazione si trasferisca nella parte sottostante in modo completamente indipendente lasciando ogni residuo nella parte dove è avvenuta la fermentazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Montepulciano continua il suo affinamento in tonneaux, una scelta aziendale che sta portando alla eliminazione delle barrique e delle botti grandi, in quanto si ritiene che con i giusti legni e tostature ben studiate il tonneaux possa permetter al Moltepulciano un’evoluzione ed equilibrio ottimale. Gli altri vini finiscono in contenitori di acciaio di dimensioni non troppo grandi al fine di avere una suddivisione per parcella dei vini stessi.

L’azienda  presenta una sala dove vengono stoccate le bottiglie di tutte le annate prodotte dei diversi vini. Questo garantisce uno storico del vino che permette di seguirne l’evoluzione nel tempo.

Ma passiamo all’assaggio dei vini:

Pecorino 2017 Fonte Venna

Da vigne di appena 15 anni si ottiene questo vino dove note floreali e fruttate anticipano sapidità e freschezza, rendendolo molto gradevole.

Pecorino 2017 – Feuduccio

Le vigne hanno circa 25 anni e il vino che se ne ottiene rispecchia in pieno la loro maturità, si presenta con note floreali e pesca gialla, poi tanta ricchezza all’assaggio accompagnata da sapidità e freschezza e da un finale lunghissimo.

Pecorino Usonia 2017 (Anteprima)

Non ancora in commercio questo vino ci mostra come il Pecorino possa esprimersi a grandissimi livelli, esplosivo al primo impatto con fiori e note di pesca gialla che invadono il nostro naso. Ricco, sapido con un acidità ben presente e un finale di mandorla interminabile.

Rosato 2017 – Fonte Venna

Profumi di ciliegia ci introducono ad un vino sapido e fresco, con un piacevole finale di frutti di bosco.

Cerasuolo 2017 – Feuduccio

Rispetto al Fonte Venna ci troviamo di fronte a un vino più complesso dove ricordi di rosa e ciliegia la fanno da padrone. Ricchezza, sapidità e una bella spinta acida gli permettono di confrontarsi con vini blasonati della stessa tipologia. Un finale di ciliegia completa il quadro organolettico.

Montepulciano d’Abruzzo 2015 . Fonte Venna

Un vino che  dopo un affinamento per pochi mesi in legno ritorna in acciaio dove vi rimane prima di essere imbottigliato. Accattivante al primo impatto con spezie dolci, frutta rossa e china in evidenza. Dinamico e di ottima beva con un finale lungo di spezia. 

Montepulciano d’Abruzzo 2014 – Feuduccio

L’utilizzo di tonneaux di secondo-terzo passaggio gli conferiscono complessità. Frutta, spezia, caffé e cioccolato anticipano ricchezza gustativa ed tannino levigato. Finale di spezia dolce lunghissimo.

Montepulciano Riserva Ursonia 2013

Da singole parcelle di Montepulciano (Sopralonga e Brecciato) nasce la Riserva dell’azienda.Spezia, caffé, frutta rossa e una nota fumé ci introducono ad un vino dinamico dove il tannino non risulta mai invasivo. Finale di mandorla amara molto persistente.

Montepulciano d’Abruzzo Marghe 2015 (anteprima)

Ho la possibilità di assaggiare un vino imbottigliato da alcuni mesi che si prepara a venir commercializzato nel 2019. Nonostante sia ancora giovane stupisce da subito con profumi speziati a cui si uniscono sentori di cioccolata, caffé e frutt rossa. Un tannino mai invasivo fa da cornice ad un vino fresco ed elegante allo stesso tempo, per chiudere con una nota di pepe nero bellissima.

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