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IL famoso SCHIACCHETRA’ delle Cinque Terre allargherà la sua zona di produzione ?

Di Luca Casartelli - DSC_7093.jpg, CC BY-SA 2.0

Il comune di Bonassola ( La Spezia )  chiede che il territorio di produzione dello Sciacchetrà venga ampliato includendo almeno questo comune.
Tutto ciò scaturisce da una vecchia bottiglia di Sciacchetrà datata 1958, avente provenienza Bonassola (La Spezia), che riemerge da una cantina della zona, e questo nel nome del celebre passito delle Cinque terre fa scoppiare la guerra dei territori di produzione tra chi vorrebbe estendere l’area di produzione e chi vuole mantenerla solo alle Cinque Terre.
Davide Zoppi, trentenne produttore vinicolo di Bonassola,si fa forte  di quella bottiglia, , su cui c’è scritto “Sciacchetrà di Bonassola“, per mettere  in discussione la zona di produzione di questo famoso vino.

Il ritrovamento è avvenuto nella cantina di un altro produttore, Andrea Poletti, ex sindaco di Bonassola, e la bottiglia, è stata portata a Expo e presentata al Mondo intero. 
Zoppi non ne fa una questione economica, ma la difesa di un principio storico e territoriale: e ampliare il territorio di produzione può essere un incentivo per i giovani  a tornare a coltivare la terra

le uve dello sciacchetrà


il presidente del Consorzio agricolo Cinque Terre e custode del disciplinare dello Sciacchetrà,  Bonanini, ribadisce che  lo Sciacchetrà è l’unico prodotto riconoscibile che  è rimasto nelle Cinque Terre e che commercialmente ha buoni margini di guadagno, pertanto se si ampliasse il territorio di produzione non  rimarrebbe più neanche quello.

Inoltre al Consorzio non  risulta che a Bonassola ci siano vitigni per lo Sciacchetrà.
Tornando indietro nel tempo fino al 1973, quando fu adottato il disciplinare per la DOC dello Sciacchetrà , Bonassola non chiese di essere annessa, né alcun altro produttore di quel consorzio avanzò richieste.
Farlo adesso e per di più basandosi su una sola bottiglia ritrovata, sembra a detta del Consorzio un qualcosa di inconsistente sia dal punto di vista giuridico, sia storico. 
Sarà compito dell’ufficio competente del Ministero delle Politiche Agricole  risolvere tale questione, sperando che questa disputa non si trascini per tanto tempo anche nelle aule dei Tribunali italiani, facendo del male al nome di un vino che è ancor oggi considerata un icona del panorama vinicolo italiano.

notizia ANSA
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