Aziende

I VINI di TERROIR MARCHE 2015 – VINI E VIGNAIOLI BIO IN FIERA

Palazzo Capitani di Ascoli Piceno

Nei giorni 16 e 17 Maggio 2015 si è svolta nel centro storico presso il Palazzo Capitani di Ascoli Piceno, la rassegna vinicola organizzata da 11 aziende biologiche  marchigiane che hanno deciso unire le loro forze e di promuovere i vini della loro regione, le Marche.
Le 11 le aziende presenti,   Aurora, Collestefano, Fiorano, la Distesa, la Marca di San Michele, la Valle del Sole, Pantaleone, Paolini % Stanford Winery, Pievalta, Valturio, Vigneti Vallorani, hanno allestito banchi di assaggio con oltre 70 vini biologici prodotti dalle cantine del Consorzio, e Laboratori tenuti da famosi personaggi del giornalismo enogastronomico italiano con lo scopo di approfondire questo territorio attraverso i suoi vini.
Ho partecipato a tre di questi laboratori didattici, sull’evoluzione del Verdicchio dei Castelli di Jesi, sul Montepulciano marchigiano e sul lato bianco del Piceno. tenuti in ordine di menzione da   Armando CastagnoSandro Sangiorgi e Giampaolo Gravina,  

Esperienze fantastiche, che mi hanno permesso di  analizzarne l’evoluzione nel tempo e comparare tra loro i vini simili, scoprire le sfaccettature presenti in vini bianchi a me poco conosciuti.
Bianchi dotati di un acidità esuberante ed proprio su questa peculiarità del vitigno debbono giocare i produttori nel futuro, perché  permetterà loro di avere tante soddisfazioni e ottenere grandi vini.
Iniziamo a parlare dei vini e di quello che ho scoperto nei banchi di assaggio.
La prima cosa da evidenziare per gran parte dei vini di questa rassegna   è il rapporto
qualità / prezzo ,  analizziamo quelli che più mi hanno colpito :

Donna Orgilla 2014 

Donna Orgilla 2014 – Fiorano, un vino pecorino molto complesso che rimane 6 mesi sui lieviti, al naso , fiori gialli in bocca grande equilibrio tra acidità e sapidità e una grande lunghezza
Terre di Giobbe 201 – Fiorano . blend , 80% montepulciano – 15% sangiovese – 5% syrah, vino molto bevibile pur ancora giovane, con note di frutta rossa al naso e un tannino molto elegante sul palato, affiancato da una bella persistenza.

Passolento – la marca di San Michele

Castelli di Jesi Verdicchio riserva 2012 – la Marca di San Michele, un Verdicchio dei Castelli di Jesi con note di gesso, ginestra e liquirizia al naso , in bocca una nota acida-sapida interessante che lo rende molto piacevole alla beva.

Verdicchio di Matelica 2014 – Collestefano

Verdicchio di Matelica 2014, – Collestefano , un vino che pur essendo ancora acerbo, mostra interessanti note agrumate  al naso accompagnate da frutta esotica, cedro e fiori gialli, in bocca  l’acidità è ancora elevata, ma considerando che è stato messo in bottiglia da poco, essa si ridurrà nel tempo.

Onirocep 2014

Onirocep 2014 – Pantaleone , il vigneto si trova a 550 m, al naso  frutta esotica, cedro,ananas , pera, mela, in bocca pieno e fresco, una  bella nota minerale e sapida , ritroviamo l’agrume e una bella e lunga persistenza con leggera nota di mandorla amara finale.
Falerio 2014 – Aurora – fatto con un blend di passerina – trebbiano – pecorino, fa solo acciaio e le vinificazioni dei tre vitigni avvengono separatamente  e solo in seguito assemblate, al naso predomina la mela poi fiori bianchi, in bocca molto equilibrio tra acidità e sapidità ,troviamo note di frutta matura e una bella persistenza.

Infine  voglio parlare dei vini assaggiati durante laboratori a cui ho partecipato,
tra i bianchi  del Piceno mi ha entusiasmato il Donna Orgilla 2013 di Fiorano , un pecorino con note di pera, frutta esotica, ananas, in bocca molta armonia tra acidità e sapidità lungo e con una bellissima bevibilita.
Quando si è passati a parlare del Verdicchio noto che il Laboratorio parla di Castelli di Jesi gran cru con lo scopo di evidenziare più del vitigno, il territorio, come viene fatto in Francia, questo perché si vuole evidenziare le differenziazioni minuziose e dettagliate del territorio considerato, e il Verdicchio si presta molto bene a ciò ,  risulta particolarmente sensibile a variazione di altitudine e di esposizione , pur se il sottosuolo è molto simile in tutto il territorio.
La forza di questo vitigno si basa sulla durezza ( acidità-sapidità) e  questa risulta facilmente influenzabile da da altitudine ed esposizione, e per un disciplinare che non prevede tali differenziazioni, si lotterà per la creazione di microzone con una propria denominazione come avviene in Francia.
Tra tutti vini assaggiati quello che più mi ha entusiasmato e  lo posso considerare come il migliore della manifestazione è :

Gli Eremi 2001

Gli Eremi 2001 dell’azienda la Distesa , vigneto con più di 35 anni, forse uno dei più vecchi di tutto il territorio di Jesi, che si estende per meno di un ettaro, vinificato escusivamente in acciaio, appare dopo tanti anni ancora fresco, nel bicchiere un colore giallo oro, al naso fiori gialli, gesso, anice, in bocca pieno e con un bel equilibrio tra acidità e sapidità , una nota gassosa torna piano piano, grande equilibrio e lunga persistenza.

Il Montepulciano 2010 delle aziende marchigiane

Il laboratorio tenutosi sul Montepulciano marchigiano mostra il grande lavoro fatto dai vignaioli negli ultimi 7 anni , un vino molto criticato nel 2006 oggi assume caratteristiche che ne fanno un buon prodotto , occorre notare che difficilmente non si riesce a parlar male di almeno un   vino in assaggio ma questa volta critiche eclatanti non ve ne sono state, pur con apprezzamenti più o meno intensi su ogni vino degustato.

Nocenxio  2009

 Nocenxio  2009 – Distesa, è apparso il più bevibile e complesso pur essendo un assemblaggio di Montepulciano 60% e sangiovese 40%, in bocca marmellata di tamarindo, frutta rossa e note balsamiche, in bocca ciliegia con tannino elegante e una nota amara non eccessiva nel finale.
una nomina al Montepulciano 2010 in magnum – P.& S. Winery, un vino che al naso trasmette note balsamiche  eucalipto e timo,  frutta rossa, in bocca tannino gradevole mora e ciliegia , buona persistenza, un vino che appare ancora un po giovane.
Lo stupore mi avvolge quando scopro che questo vino è stato prodotto al 2 anno di vita della vigna , il che mi lascia di sasso e mi fa pensare a produttori molto attenti.
Considero questo appuntamento molto sorprendente ed istruttivo in quanto mi ha permesso di costatare la notevole evoluzione di un territorio riguardo ai vini bianchi e rossi.
Daniele Moroni

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