Aziende

I Fratelli DEPPERU e il grande Vermentino RUINAS

Giungere in Gallura e spingersi fino ai monti Limbara , in Sardegna , ti obbliga a far visita ad un azienda a conduzione familiare: DEPPERU.
Il grande locale sito tra le vigne lo si nota da lontano e la scritta Depperu ti fa capire che sei arrivato a destinazione.
Mi accoglie Luciano Depperu , che si occupa della parte commerciale dell’azienda, gli altri due fratelli Andrea,  l’enologo e Giovanni sono fuori dall’azienda e non ho il piacere di conoscerli.   Sono una famiglia  che ha a cuore l’azienda  e proprio per questo  si prodigano a svolgere tutto quello che necessita al momento perché tutto funzioni al meglio. ma non trascurano mai di accogliere coloro che vanno a trovarli.
Luciano mi fa entrare nel grande capannone in cemento che è sede ‘aziendale e la prima cosa che mi stupisce è la temperatura interna, non sento aria provenire da macchine refrigeranti eppure si sta molto freschi , ciò è fondamentale per il vino sopratutto in una stagione così calda. Luciano mi spiega che internamente a tutte le mura, spesse 50 cm,  si trova uno strato di sughero, materiale tipico della Sardegna, che funge da isolante naturale e stabilizza la temperatura sia in estate che in inverno, questo risulta essere anche un ottimo sistema per non consumare troppa energia e per ottenere una temperatura ottimale .

i vigneti del Vermentino

Ma iniziamo la visita, i vigneti si estendono per 20 ettari  in tutta la zona intorno  , sono quasi tutti a vermentino ( 17 ettari) allevati a guyot e disposti in collina a Luras ad un altezza di 250m  con eccezione di una parte a nebbiolo (3 ettari) posti a Calangianus a 500m di altezza, e si proprio nebbiolo perché è questo il vitigno tipico dei monti del Limbara.
Non viene fatta vinificazione in legno, Luciano mi spiega che in Sardegna il vino lo si preferisce cosi per tradizione, senza alcun elemento estraneo, in questo caso botti, barrique o tonneau, che possano alterarne la tipicità.
Loro sono molto rispettosi delle tradizioni, ma quando gli dico che qualche azienda, che ho visitato precedentemente, ha iniziato a sperimentare l’affinamento in legno per il vermentino, con passaggio in barrique usate , mi ascolta con attenzione e curiosità , chissà che al ritorno del fratello Andrea non gli parli di quello che gli ho appena detto e che tra qualche anno anche loro si avventureranno su questa strada pur con piccole quantità.
Ma andiamo avanti inizio la visita dalla sala dove si trovano i grandi silos d’acciaio e riposa il vermentino, tutti ben disposti e tutti con il controllo automatico delle temperature e mentre mi accingo a fare alcune foto, Luciano sparisce per qualche secondo per apparire subito dopo con un grande bicchiere da degustazione.
Un bicchiere da vini rossi penso tra me e me , ma quando si avvicina al silos di acciaio e fa uscire il vermentino Ruinas dicendomi  che va bevuto in un bicchiere largo per sentirne meglio tutte le sfumature, la mia voglia di assaggiarlo si fa sempre più forte, mi porge il bicchiere e i profumi di questo meraviglioso vermentino di Gallura avvolgono i mio naso , sono estasiato, mi dice che tutta la sua produzione di Ruinas , circa 100,000 bottiglie è  tutta finita , e il suo tono non è di colui che si vanta per questo risultato ma di un uomo che è soddisfatto per il buon lavoro svolto, a dimostrazione della grande umiltà che contraddistingue questa famiglia.
Gli chiedo se la lavorazione è biologica , mi risponde che è un biologico non dichiarato, perché non si sa mai cosa può succedere durante l’anno, in vigna, pertanto non vogliono sentirsi vincolati a non poter utilizzare metodi tradizionali per salvare la vendemmia, pensiero che ormai sento da diverse parti d’Italia, presso i viticoltori più seri.
Assecondano la vite nel suo processo di vita, la aiutano a crescere bene, seguendo le sue necessità, anche se talvolta le valutazioni fatte possono essere sbagliate e i risultati ottenuti non sono i migliori, cosi si spera sempre di non sbagliare nel comprendere le necessità della pianta.
Le vigne del vermentino hanno 40 anni, c’è un irrigazione di sostegno in vigna ma  non la si usa per vigne così vecchie che hanno trovato un modo proprio per vivere divenendo così autosufficienti, essa viene utilizzata per i vigneti più giovani, e mi conferma che nel periodo che sono andato a visitarlo, Agosto 2015 , pur con un grande caldo 38°, non avevano mai usato l’irrigazione di sostegno per le vigne più vecchie e esse risultavano in piena forma, anche perché in quelle zone, sui monti del Limbara l’escursione termica è notevole e questo permette la creazione di un microclima favorevole alla  vita delle viti.
Mi lascio dopo essere stato veramente bene con un uomo semplice ma che adora la sua vigna e la sua terra e per questo torno con una gran voglia di raccontare di lui e dei suoi vini.
Passiamo ai vini assaggiati.

TIU PAOLO 2012


TIN  PAOLO 2012   nebbiolo

20.000 bottiglie prodotte, un nebbiolo , vitigno tipico dei colli della Limbara,  , dopo che ha subito gli influssi piemontesi in tempi passati che ha nno piantato questo vitigno in queste zone trovando un ottimo habitat per crescere, al naso frutta rossa e noce in bocca un buon equilibrio

LURIS 2014

LURIS  2014  vermentino
20.000 bottiglie prodotte, al naso note di ginestra , fiori bianchi e  agrumi, in bocca grande bevibilità con un bel equilibrio tra salinità e mineralità

RUINAS 2014

RUINAS 2014  bianco IGT dei colli della Limbara
se ne producono 100.000 bottiglie l’anno
un vino grandioso, che rappresenta appieno la Gallura  con il suo granito e la macchia mediterranea
in bocca è pieno e potente , la mineralità e la sapidità spingono sul palato alternandosi, prima l’una e poi l’altra senza mai essere invasive e creando un connubio unico, un grande vino , molto molto lungo
Daniele Moroni

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