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Graticciaia, un vino al “femminile”. Verticale al Taormina gourmet.

 

Graticciaia, mai come in questo caso si può dire che il vino è donna!

Altra verticale svoltasi al Taormina gourmet presso l’Hotel Villa Diodoro Siculo della città di Taormina. Riprendendo quanto detto prima, il nome del vino è femminile, la proprietà è di due sorelle, Vittoria e Maria Teresa Vallone e dulcis in fundo, chi segue la vinificazione del vino è un’enologa, Graziana Grassini. Per cui… Un vino importante e particolare, iniziando dalla prima parte della vinificazione che viene effettuata facendo fare alle uve un appassimento sui graticci, da cui prende il nome il vino, per passare alla diraspa – pigiatura soffice e poi continuare sulla tecnica di affinamento con un doppio passaggio in vasche di cemento, con una sosta intermedia fatta in botte grande. Questo fa si che il vino venga “levigato” per i tannini, ma che non venga stravolto il gusto ed il sentore del Negramaro che è l’uva utilizzata per il Graticciaia. Scrivendo Negramaro, si capisce subito che si è in Puglia, per essere precisi la parte bassa. Quella Puglia che fino a pochi anni fa era considerata come una sorta di recipiente dei vini, poichè il concetto era quello di produzione in vasta scala, ma che invece con il passare del tempo è stata in grado di produrre dei vini pregevoli ed importanti. Ed il Graticciaia rientra fra questi.

Il voler svolgere un lavoro così arduo ed impegnativo alla fine dà i suoi risultati, con un vino che affronta gli anni come se niente fossero e grazie alla verticale è stato possibile valutarlo e confermarlo, oltre a poter tener testa ad Amaroni di una certa importanza. Per il resto i vari millesimi presentano il Graticciaia in tutte le sue sfaccettature.

Graticciaia 1996

Rosso prugna intenso impenetrabile. A naso si sente la frutta surmatura e di confettura, note di liquirizia e di gomma arabica, cappero. In bocca è di carattere con tannini che si sentono, ma che non sono invadenti. Progressione da non sottovalutare. Ben bilanciato. Non è stucchevole. Tannini e freschezza si controbilanciano. Bella persistenza. Si parla di un vino con 20 anni di vita!

Graticciaia 2005

Nel calice ha un rosso così intenso che sembra tendente al nero. Un bouquet di tutto rispetto, fichi, nota iodata, datteri, prugna matura, carrubo. Più che accattivante. I tannini sono più presenti ma sempre in maniera non invadente ed ha una freschezza che lascia spazio a questi. Il finale lascia una sensazione di amaro – dolce. Buona progressione e persistenza.

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Graticciaia 2008

Graticciaia 2008

Il suo colore è un rosso impetrabile. Su questo millesimo si ha una predominanza di macchia mediterranea, cuoio, tabacco, sacco di juta, cacao, nota iodata. Pimpante e bilanciato allo stesso tempo in bocca, con una carnosità che lo caratterizza. Discreta progressione. Uno dei rari casi in cui tramite la retronasale si ha un accenno di passaggio in legno.

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Graticciaia 2010

Graticciaia 2010

Si presenta con un rosso rubino. I sentori a naso sono molteplici, ciliegia, arancia sanguinello, nota iodata, nonchè di humus. Scalpitante ed inebriante allo stesso tempo, fresco con i tannini che si sentono al punto giusto, gran bella beva. Buona persistenza e bella progressione. Anche in questo caso la retronasale fa capire il passaggio in legno.

Graticciaia 2011

Rosso purpureo intenso. Nota di eucalipto e iodata, confettura. Freschezza che ha la meglio sui tannini, strutturato bene, anche in base ai cinque anni che ha. Progressione e persistenza non lasciano a desiderare. Il legno si sente con la retronasale.

Fabio Cristaldi

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