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Grande partecipazione per Le Contrade dell’Etna 2018

Randazzo, Lunedi 23 Aprile 2018, presso il Castello Romeo si è svolta l’undicesima edizione de Le Contrade dell’Etna. Una giornata quasi estiva ha fatto sì che fino al pomeriggio sia stato possibile assaggiare i vini del 2017 che a seconda delle scelte aziendali verranno messi in commercio a settembre di quest’anno, oppure negli anni a venire. Il piazzale antistante il castello, ha accolto un numero impressionante di appassionati e di addetti al settore, che sia per la splendida giornata, sia per la curiosità che Contrade riesce a destare, ogni anno è sempre in netto aumento. Il numero di produttori è aumentato, oltre ai vini presentati. L’undicesima edizione de Le Contrade dell’Etna, potrà essere ricordata per il gran numero di rosati fatti degustare in anteprima.

Prima di riportare gli assaggi più interessanti, va fatta una premessa. È bene ricordare che il 2017 è stato un anno con un’estate molto calda. Questo ha fatto in modo (almeno così si evince dagli assaggi fatti), che ci sia stato un versante che abbia avuto qualche vantaggio in più, soprattutto per la produzione dei rossi. Infatti la maggiore vicinanza al mare per il versante di Sud – Est ha fatto da deterrente verso le temperature torride, dando quell’acidità che controbilancia i tannini ed ha impedito una eccessiva gradazione alcolica. Ovviamente non è una regola perentoria ed inconfutabile, ma a grandi linee, l’impressione è questa.

Al contrario per i bianchi la situazione si inverte, poichè le alte temperature e le escursioni termiche meno marcate rispetto agli anni precedenti, hanno determinato vini dei versanti Nord e Nord – Est con un’acidità più contenuta e con dei profumi in una buona evoluzione.

L’ultima considerazione da fare è per i rosati. Le alte temperature del 2017 hanno dato ai vitigni a bacca rossa dell’Etna (Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio) tannini veramente importanti che hanno reso i rosati di maggiore struttura e complessità.

A seguire, i vini che ci hanno maggiormente emozionato:

  • Etna Bianco – Alta Mora 2017 – Cusumano

Ben presente la nota iodata e gli accenni di note floreali. In bocca si sente la sapidità, che agisce molto più dell’acidità (non elevata in considerazione dell’annata 2017). Si conferma un valido prodotto, anche come rapporto qualità/prezzo.

  • Etna Bianco – Irene Badalà 2017

Profumi delicati floreali ed un’acidità non aggressiva. Considerata la gioventù (imbottigliato da poco più di una settimana), non bisognerà aspettare tantissimo per poterlo degustare con un suo equilibrio.

  • Etna Bianco – Carricante 2017 Eudes

Giallo scarico. Profumi intriganti e complessi. In evidenza le note floreali e canforate. Grande potenzialità. Sapido e con una buona freschezza. Considerando che siamo solo agli inizi, ha tutto da guadagnare con il passare del tempo, affinchè arricchisca il suo corredo aromatico per trasformarlo in un ricco bouquet e raggiungere un’eleganza da grande vino.

Se il bianco 2015, l’anno scorso è stato la rivelazione de Le Contrade, il millesimo 2016 dimostra di essere ancora indomito. Grande acidità, che lo rende non facile da assaporare al meglio. Olfattivamente inizia a prendere la “sua” dimensione con note agrumate e canforate. Paradossalmente è più da pronta beva il millesimo 2017, con un’acidità meno aggressiva, il corredo aromatico è in stato evolutivo.

  • Etna Bianco – Muscamento 2017 Fischetti

Visivamente si presenta con un giallo verdolino. Macchia mediterranea, erba di campagna e pera si fanno già sentire olfattivamente. Giusta freschezza e grande eleganza a palato.

  • Terre Siciliane – A’mami 2017 – 50% Chardonnay, 50% Carricante – Vivera

Un buon connubio che dà quell’equilibrio fra lo Chardonnay con note burrose e di frutta a polpa bianca (pesca) ed una flebile (allo stato attuale) nota di agrumato e di canforato fornita dal Carricante. Per poter avere un vino all’altezza è giusto aspettare.

Ha un colore rosa quarzo. Profumi agrumati e di pepe rosa. Ricco e polposo a palato, con grande potenza che lo può rendere idoneo come vino a tutto pasto.

  • Etna Rosato – Primae Rosae 2017 Primaterra

Colore rosa intenso. Olfattivamente si sentono aromi di agrumi e di fragola. Potente e strutturato all’assaggio. Un altro rosato che tendenzialmente si avvicina ad un rosso.

Sentori di humus e piccoli frutti di bosco. Allo stato attuale riescono a sentirsi le lievi note chinate fornite dal Nerello Cappuccio, che probabilmente con il passare del tempo si amalgameranno assieme agli altri aromi ed alle note terziarie. Sapido e fresco in bocca. Buona persistenza.

Faderico Curtaz non sbaglia un colpo. Il suo Etna Rosso, Il Purgatorio, prende il testimone del suo Etna Bianco, Gamma e si presenta come meglio non si potrebbe. Un bouquet complesso ed ampio. Sentori di humus e piccoli accenni di vaniglia. Si percepiscono le note di frutti di bosco. Sapido, con tannini importanti. Buon bilanciamento fra le varie componenti. Veramente notevole.

Rosso scarico. Sentori terziari, con pepe e the, tabacco e cuoio. Grande sapidità. Finale amarognolo, persistenza discreta. La sovrabbondanza di terziari, rispetto agli altri Etna Rosso è dovuta al fatto che svolge fermentazioni in tini di legno ed affinamento in silos d’acciaio.

Nel calice presenta un rosso rubino scarico, profumi di ciliegia e di humus. Ricco e succoso in bocca. Ben equilibrato con un finale sapido che lo contraddistingue. Si evince un uso sapiente della botte.

Fruttato con sentori vinosi e con un lieve accenno di pietra focaia. Grande freschezza ed un equilibrio che arriverà più in là. Piacevole e avvolgente, presenta una discreta persistenza.

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