Aziende

GALAVERA : il nome è tutto un programma

Far si che una parola dell’antico dialetto sardo”GALAVERA”  il cui significato è la gratificazione e la soddisfazione per il conseguimento di un lavoro ben fatto  , divenga il nome di un azienda vinicola, non può che essere di buon auspicio  e se a questo si aggiunge il duro lavoro, la passione e la competenza nel fare il vino, i buoni risultati saranno certi.

Antonio Merella e Giuseppe Tilocca

L’azienda vinicola Galavera, sita ad Usini in Sardegna,  è nata dall’esperienza di Antonio Merella, che ha ereditato dal padre Gavino la difficile arte della coltivazione del cagnulari, da sempre nel mondo vinicolo, e da suo cognato Giuseppe Tilocca, imprenditore sardo, che ha investito in questo progetto tutto il suo entusiasmo ed esperienza commerciale.

la vecchia cantina

Un progetto che iniziava a nascere ben 10 anni prima, da discorsi fatti  intorno ad un tavolo, dove i progetti, le idee e la voglia di ingrandire la vecchia cantina ricca di dipinti posti nella parte superiore delle botti di cemento, erano sempre avvolti dalla paura di sbagliare, che portava a continui rinvii, ma alla fine nel 2012  finalmente nasce Galavera srl, un idea che diventa realtà e di cui si può essere orgogliosi.

le viti di soli 15 anni del cagnulari che appaiono molto più vecchie

Ubicata in un territorio dove collinette e pianure  si intervallano con regolarità e vedono i vitigni di vermentino, cagnulari e cannonau trovare il loro habitat ideale. Baciati dal sole e accarezzati dal vento, le viti danno il meglio di se si dall’inizio e osservarle  in un susseguirsi ordinato e florido, fa immaginare a quale prodotto ne scaturirà nel tempo. Con una resa di 75 q per ettaro, da piante di 15 anni che a prima vista  sembrano averne 50 , dovuto una scelta aziendale che ha visto operare, sin dall’inizio, innesti su piante selvatiche di età avanzata, con la convinzione che in questo modo si potesse avere una miglior partenza rispetto ad impianti completamente nuovi. Se a questo si aggiunge la scelta di eliminare al momento opportuno i grappoli in eccesso, qualora lo si ritienga necessario, non possiamo che aspettarci vini di ottimo spessore e qualità.

la nuova cantina

Lasciate le vigne si giunge nella nuova sede dell’azienda , un imponente edificio di   600 mq di estensione su due livelli , che ci mostra la voglia che ha l’azienda di crescere nel futuro. Il piano sovrastante divenire luogo di accoglienza e degustazione dei vini, mentre quello sottostante viene utilizzato per la vinificazione in tini di acciaio e per la conservazione nei legni e lo stoccaggio delle bottiglie.

Oggi l’azienda ha una produzione di bottiglie molto flessibile legata alla richiesta del mercato con una media annua di circa 20.000 bottiglie, vendute principalmente in Italia.

Parliamo dei vini assaggiati alla fine di un percorso che partendo dalle vigne è giunto al vino versato nei calici.

Galavera 2014

Galavera 2014 – cagnulari 100% –

al naso  note iodate associate a mirto, erbe officinali e macchia mediterranea fanno da apripista ad un vino ricco , sapido e persistente che evidenzia un tannino irruento.

Fiara 2015

Fiara 2015 – cagnulari 90% , cannonau 10% –

note di rosa si integrano a spezie appena si avvicina il bicchiere al naso all’assaggio il cannonau si fa sentire con insistenza regalando eleganza ed un finale speziato molto interessante.

Messadore 2015

Messadore 2015  – cannonau 100% –

Un fuoriclasse,  note speziate si alternano a ciliegia, fragola e mirto non appena si avvicina il bicchiere al naso ,  la ricchezza la fà da padrona con una bella acidità che ben si integra ad una nota alcolica, un finale speziato ci permette di non dimenticarlo per diverso tempo.

Beranu 2015

Beranu 2015 – cagnulari 100% – affinamento in botte 12 mesi

al naso spezie dolci e vaniglia , all’assaggio grande corrispondenza con la spezia e la vaniglia in grande evidenza, termina con note speziate.

Promissa 2016

Promissa 2016 – vermentino 100% –

al naso note floreali che anticipano profumi di pesca e fragolina di bosco in bocca una nota sapida ben evidente, finale di mandorla amara molto interessante.

Daniele Moroni

 

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