Aziende

Dall’Occidente all’Oriente. Vivera.

Si dice che il vino è qualcosa che unisce, aggrega, non è un semplice modo di dire, ma un dato di fatto e l’azienda di oggi ne è una prova inconfutabile.

 

L’Azienda Agricola Vivera è sita nel territorio di Linguaglossa (un paio di chilometri prima di Castiglione di Sicilia), provincia di Catania, ma ha terreni anche in provincia di Palermo, nel territorio di Corleone. Per chi non lo sapesse fra Palermo e Catania vi è un campanilismo mica da ridere, ma le uve, il vino e la passione per entrambe ha fatto si che ci sia stata questa “fusione”.

L’attività inizia con la vendita delle uve coltivate nel territorio di Corleone, ma passando il tempo a Loredana Vivera (una dei proprietari assieme al fratello) inizia a venir fuori la passione per le uve, la vigna, il vino. Così decide di cambiare radicalmente la sua vita lavorativa, mettendosi anima a cuore (è proprio il caso di dirlo, visto che la visita in cantina è iniziata alle 11.00, per finire dopo le 14.00) nel mondo enologico.

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L’azienda ha una superficie complessiva di Ha 30,00 di cui Ha 12,00 a Linguaglossa ed Ha 18,00 a Corleone. Il tipo di coltivazione delle viti è a cordone speronato sia a Corleone, sia a Linguaglossa.

La zona dove è impiantata la vigna sull’Etna è Contrada Martinella (Martinella è chiamato il loro Etna rosso) e la caratteristica di questa Contrada, nonchè di buona parte della zona circostante è quella che il terreno è tutto lavico e sciaroso e questo fa sì che il vino assuma connotazioni diverse rispetto a quello che viene prodotto nel territorio di Castiglione di Sicilia o di Randazzo. L’altitudine è fra i m. 550 ed i m. 600 s. l. m. ed i vigneti sono molto arieggiati. L’età delle viti è di 14 anni ed i vitigni che vengono coltivati sono il Nerello mascalase, il Nerello cappuccio ed il Carricante. Discorso a parte merita la vigna nel territorio di Corleone, l’età delle viti è maggiore e vengono coltivati lo Chardonnay, il Syrah, il Cabernet sauvignon, il Merlot, il Petit verdot, l’Insolia, il Cataratto.

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Da buona padrona di casa, Loredana fa vedere su di una cartina geografica dove sono situati i terreni ed allo stesso tempo spiega il perchè della loro espansione a livello territoriale ed aziendale, per poi passare alla passeggiata in vigna, dove Loredana è nel suo mondo e non riesce a trattenere la sua immensa passione per le piante di vite. Nel frattempo che si è in vigna Loredana non tralascia nulla, dal fatto che venga utilizzata la coltivazione a cordone speronato, anzichè quella ad alberello, dalla cimatura delle viti (che si mette a fare davanti a me), al quantitativo che ad ogni pianta bisogna far fare, passando alle varie problematiche avute all’inizio per impiantare la vigna, ad arrivare ai progressi fatti negli ultimi anni, ma non solo dalla sua azienda, ma da tutte le altre, sia per la selezione delle piante di vite, sia per il gioco di squadra che stanno iniziando a fare un pò tutti i produttori etnei.

 

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La cosa che mi colpisce di più è quando Loredana spiega che il suo concetto è quello di basare il tutto nella vigna sull’equilibrio, nel senso che non ci si deve ostinare a far produrre ad ogni pianta il quantitativo minimo, mediante l’estirpazione di grappoli nella fase di allegagione, o in quella successiva, ma fra le altre cose diminuire il quantitativo (e non agli estremi) in stap successivi per l’appunto. Quando siamo in vigna Loredana racconta dell’idea che aveva per il suo bianco (Salisire) che agli inizi sembrava un qualcosa di impossibile, ma con le caratteristiche e le potenzialità del Carricante, tutto questo è diventato realtà. Visto che siamo in vigna, il periodo di vendemmia può andare da Settembre ad Ottobre a seconda dell’annata climatica. Dopo una bella passeggiata in vigna, si passa alla cantina dove ordine e pulizia la fanno da padroni, per poi vedere la barricàia ed il deposito. Successivamente si passa allo spiazzale dove ci sono i mezzi, perchè le uve che vengono coltivate nei terreni di Corleone vengono vinificate a Linguaglossa. Durante il percorso fra vigna, cantina, barricàia, Loredana mi racconta che anche dalla vinificazione ed imbottigliamaento fatto per altri produttori ha appreso tanto e tutto serve a fare bagaglio culturale e non solo.

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Infine la politica aziendale. Loredana tiene a precisare che pur non essendo produttori da grossi quantitativi, il loro credo è quello di saper aspettare il vino, per metterlo in commercio quando questo può dare il meglio di se. Tanto per far capire con un esempio pratico, il bianco coltivato e prodotto sull’Etna, viene immesso sul mercato dopo 3 anni, anche se per un’azienda “media” per quantitativi prodotti, farebbe comodo l’immediata vendita, ma il prodotto và rispettato.

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Altrove 2015 – 45% Chardonnay 55% Cataratto ed Insolia

Si presenta con un colore giallo verdolino. A naso è piacevolissimo fresco con sentori floreali e fruttati (mela, banana). In bocca è rotondo, godereccio con una bella freschezza. Buona persistenza con una discreta progressione.

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Rosato di Martinella 2015 – 100% Nerello mascalese vinificato in rosato

Un rosa lieve è il suo colore. Fruttato e floreale a naso, con note di fragola e note caramellate, uva sultanina. Un ingresso in bocca di personalità, acidità, e corposità, salinità che si sente e che si fa ricordare a lungo. Rotondo. Una retronasale che conferma quanto si è sentito a naso prima. Ottima persistenza.

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A’mami 2012 – 50% Chardonnay 50% Carricante

Nel calice ha un colore giallo verdolino. Un bouquet di tutto rispetto con sentori di pera kaiser una nota floreale di ginestra, sambuco, nota di erba secca. L’equilibrio in bocca è ottimale con i due vitigni che fanno la loro parte, lo chardonnay per la rotondità, il carricante con la freschezza. Ottima progressione, discreta persistenza.

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Salisire 2012 – 100% Carricante

Giallo dorato tendente al verdolino. A naso è molto intrigante, elegante, diretto, lineare, con note floreali (sambuco e glicine), frutta, citronella e pietra focaia, man mano che si apre si riesce a sentire una nota di torba. Di carattere e personalità, acidità e sapidità che non hanno eguali, ma si bilanciano egregiamente. Ottima persistenza e bella progressione.

Martinella 2011

Martinella 2011 – 92% Nerello mascalese 8% Nerello capuccio

Il colore è un rosso rubino scarico. La nota che si sente a naso a primo colpo è la nota dello cherry, prugna, nota iodata, poi viene fuori la nota di vaniglia ma in maniera elegante e fine. Bella freschezza contrastata dall’alcolicità, i tannini sono smussati, quindi rotondi. Lo stato evolutivo è interessante. Buona persistenza, progressione notevole. Retrolfattiva che conferma lo stato evolutivo.

Fabio Cristaldi

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