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Colline di Sopra: un azienda vinicola predestinata

Mai un nome rappresenta cosi tanto un azienda con 5 ettari di vigneti che la circondano, sita a Montescudaio in via delle colline n. 17, la cantina è completamente circondata da vigne che fanno bella mostra di se su colline di argilla e sedimenti marini pliocenici. Un immagine questa che mi permette di capire perché i suoi proprietari, hanno deciso anni fa di stabilirsi in queste terre di Toscana e di avventurarsi  un percorso nuovo per loro che il vino lo hanno sempre amato ma mai coltivato.

Architetto lei, Luisa Silvestrini, e dottore lui, Paolo suo marito, hanno deciso di seguire il loro cuore, allontanarsi dallo stress della grande città e rifugiarsi nella pace della campagna, dove rigenerarsi e allo stesso tempo concentrare tutte le proprie energie in un sogno: produrre vino nel rispetto del territorio.
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La loro avventura sembra scritta nel libro del Destino, amanti delle terre toscane dove andavano a passare le loro vacanze, hanno visitato per puro caso la città di Montescudaio e le sue terre, qui hanno trovato un casolare con annesso il terreno, fortemente vocato all’agricoltura e luogo ideale dove iniziare la loro avventura.

La cantina è una creazione di Luisa, che utilizzando la sua inventiva e le conoscenze proveniente dal lavoro che svolgeva, l’architetto, ha realizzato una costruzione moderna, incassata nella collina, che ben si integra con il territorio che la circonda, e con un impianto fotovoltaico, integrato nelle falde della copertura esposte a Sud, che permette di coprire il fabbisogno dell’azienda.

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Daniele Moroni, l’enologo Giovanni Bailo, Luisa Silvestrini

Poi la scelta dell’enologo, Giovanni Bailo, un piemontese che ha intravisto nelle idee di Luisa terreno fertile su cui lavorare, cosi la scelta di coniugare due regioni in queste terre, il Piemonte con il moscato e la Toscana con il suo vitigno più rappresentativo il sangiovese, oltre ad altri vitigni internazionali che non potevano mancare in un azienda di nuove vedute.

L’azienda ha una certificazione biologica, degna espressione del rispetto che hanno per l’ecosistema che li ospita.

Le vigne hanno appena 8 anni, l’azienda è nata nel 2006, e già ottengono ottimi risultati, i rossi ti sorprendono per l’eleganza e per i profumi di macchia mediterranea non propriamente tipici per queste zone, ma a dir il vero il mirto, il rosmarino e la lavanda che troviamo in tutta l’azienda influenzano molto i loro vini.

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Ancor più sorprendente il loro bianco Tredici IGT toscana, dove morbidezza e profumi lo rendono un vino molto speciale. specialmente nell’ultima annata la 2015, che ha usufruito di condizioni climatiche eccezionali, coniuga le note tipiche del moscato salvia, miele, con le note di agrume in particolare il pompelmo e il mandarino, in bocca grande piacevolezza ed eleganza con una bella mineralità e persistenza.

Un vino il 2015 non ancora presente in commercio e io ho avuto la possibilità di assaggiarlo in anteprima, e la sua presentazione avverrà soltanto al Vinitaly 2016, però possiamo goderci l’annata 2014 che  risulta essere piacevole.

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Gli altre vini soddisfano molto bene tutte le richieste del mercato a partire da Eola un blend di Merlot, Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Syrah con affinamento in acciaio, che a ragione può ben considerarsi un ottimo vino quotidiano, pulito con un buon tannino e una bella beva.

Il loro vino di punta è Sopra un sangiovese 100%, quello che per volere di Luisa più rappresenta queste terre, nella sua idea iniziale non poteva mancare un vino tipicamente toscano nella gamma.

Ne sono stato sorpreso sin dal primo assaggio in quanto i pronunciati profumi di mirto e macchia mediterranea mi hanno inizialmente spiazzato, visto che mi ricordano i grandi vini della Sardegna che amo molto, poi quando mi sono informato su  quale flora circondi le colline dove sono ubicati i vigneti mi sono rassicurato per sua “diversità aromatica ” e ne ho apprezzato la beva e la pulizia sul palato, un ottimo vino.

Il Ramanto è l’altro Cru dell’azienda, un Cabernet franc, con una piccola percentuale dei Petit Verdot, un vino immenso, pulito come un cielo privo di nuvole, che evidenzia all’olfatto note di frutta rossa e barbabietola rossa, all’assaggio, ti stupisce, grande eleganza, il tannino vellutato quasi impercettibile e una nota speziata finale molto intrigante e tanta, tanta lunghezza sul palato, ti fa venir voglia di berne ancora e ancora….

 

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Da ultimo voglio parlare del loro vino da fine pasto il Luis proprio in onore di Luisa, un moscato bianco passito, di cui ho avuto la possibilità di assaggiare la prima annata la 2010 in compagnia oltre che di Luisa anche dell’enologo Giovanni e Claudia Bondi. Un vino nato per caso, ma questo contraddistingue tutto di quest’azienda, che sembra esser stata creata per volere divino; in bocca come al naso è stupefacente belle note aromatiche che spaziano dalla salvia al miele alla pasta lievitata, ma all’assaggio abbiamo il massimo, mai stucchevole, sorretto da una bella acidità, che lo porta ad essere cosi elegante che senza accorgermene ho finito tutto il bicchiere.

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Una bellissima visita a Colline di Sopra, e la sempre maggior consapevolezza che negli angoli più remoti della nostra penisola si celano delle realtà stupefacienti

Daniele Moroni

COLLINE DI SOPRA
Via delle Colline, 17 / Montescudaio (PI)
Tel. / Fax: +39 0586 650377
Mob.: +39 334 7180758
info@collinedisopra.com
https://www.collinedisopra.com

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