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Colle Santa Mustiola : un azienda a Chiusi che non ti aspetti

Arrivare a Chiusi , presso l’azienda agraria Colle Santa Mustiola, e rimanere senza parole non mi è capitato di sovente.
Appena incontro Fabio Cenni  il proprietario rimango sorpreso, non sembra soltanto il  vignaiolo, appassionato delle sue terre, in lui c’é qualcosa di più.
Uomo distinto, non invadente, rispettoso di tutto ciò che lo circonda e molto meticoloso in ogni suo fare, tanto da fargli approfondire tutto ciò che attira la sua attenzione, non solo per capire ma per adoperarsi in prima persona, se ne ha la possibilità.

Torniamo alla visita , ci guida in macchina verso l’azienda e appena varcato il cancello di ingresso , mi sorge il dubbio , che andremo  ad assaggiare i vini non  in cantina ma a casa sua .
Una villa con giardino curatissimo , alberi con foglie gialle e rosse a testimonianza di un autunno in corso, che la circonda completamente , osservando bene mi accorgo , che il giardino vero e proprio è solo una piccola parte, la parte più imponente sono vigne, cosi ben tenute e cosi ancora verdi , e siamo a fine ottobre, che inizialmente mi avevano tratto in inganno.

Le vigne sono di Sangiovese , di 15-30 anni , provenienti da un patrimonio genetico di 28 cloni di cui 5 prefilossera, con densità di 10.000 ceppi per ettaro, a cordone speronato.
E’ la vigna della famiglia di Fabio, dove, sin da piccolo , nel periodo della vendemmia  i genitori lo esentavano dalla scuola  per sentire sin nel profondo dell’anima questo momento di gioia, e affidandogli semplici  compiti  che riescono a  rendere orgoglioso un bambino di 6 anni: la pulizia delle botti.
Infatti Fabio veniva calato , dal nonno, in quelle botti che a lui apparivano così grandi per pulirle e prepararle alla vinificazione, ciò lo rendeva orgoglioso e partecipe di quella che poteva esser considerata la festa del territorio e della famiglia.

Con grande garbo ci accompagna all’entrata della cantina , una tomba etrusca con tanto di segnacolo funerario, che lo spinse a lavorare di notte , aiutato da amici, a recuperare centimetro per centimetro una storia di oltre 2600 anni fa.
Mi aspetto che tale bellezza sia solo uno scorcio di storia e che finisca in una grande sala dove riposano e prendono luce i vini, ma non è cosi, essa si estende lungo una galleria che vede di volta in volta dei rientri dove riposano le barrique e le bottiglie di vino.

Piccole stalattiti  scendono dai soffitti a volta  e insieme a luci, la cui intensità sembra essere adattata al riposo del vino, rendono magico questo luogo.
La cantina è stata scavata a mano da Fabio e dagli amici, togliendo più di 3000 carriole di terra e lavorando di notte perché di giorno si  svolgeva un altro lavoro.
Tutto questo è stato fatto solo grazie a una grande passione e all’amore per un passato che non si voleva scordare.
Le premesse mi riempiono di aspettative per gli assaggi ma quando ci comunica che i suoi vini rimangono in cantina per almeno 7 anni prima di essere messi in commercio, tra affinamento in legno e in bottiglia, la voglia di assaggiare si fa grande.
Fabio ci accompagna nella sala adibita alla degustazione dei vini e dopo averli versati ci comunica che si allontanerà per permetterci di valutare con franchezza e tranquillità e  criticare , se necessario,  senza esser influenzati dalla sua presenza, ma come si fa a dare valutazioni non lusinghiere a vini cosi buoni!

Un tripudio di emozioni a partire dal rosè, ma dei vini degustati parlerò alla fine, continuiamo a parlare della visita, andiamo dopo l’assaggio in casa dove lui e la sua compagna  Monica ci accolgono come se fossimo vecchi amici.
Parlargli ti entusiasma, perché ti trasmette la sua passione per ogni aspetto , anche piccolo, di ciò che lo circonda,  vuole esserne sempre partecipe, cosi lo possiamo vedere sul trattore tra i filari delle vigne , in cantina a curare il  vino, nell’imbottigliamento, nello studio dei suoi terreni di natura marina con depositi alluvionali ad impasto ciottoloso.
Ma i suoi interessi non riguardano solo il mondo del vino perché Fabio è un uomo che desidera sapere e approfondire tanto da spingermi a fine pasto a complimentarmi per questo suo modo di approcciarsi al mondo che lo circonda.
Parliamo dei vini assaggiati, premettendo che tutti scaturiscono dal Sangiovese, il vitigno delle sue terre, da un sapiente uso del legno, da un comun denominatore  e dal desiderio di far giungere al consumatore finale un vino che risulti pronto, per questo lunghi  affinamenti  in bottiglia direttamente in cantina, con un conseguente sacrificio dal punto di vista economico.

Kernos 2014 – IGT rosato toscano
vino di grande freschezza , da bere come aperitimo, ma che non disdegna piatti di carne
100% Sangiovese , criomacerazione in vasca per 18-24 ore, spillatura del mosto pulito dalle bucce e fermentazione con lieviti selezionatiaffinamento 6 mesi in tini di acciaio e altrettanti in bottiglia
al naso note di rosa e frutta rossa, in bocca grande pulizia un tannino equilibrato e una bella nota minerale finale.

Vigna Flavia  2010 – IGT  sangiovese toscano
97% Sangiovese 3% Colorino toscano , 35 giorni di macerazione e fermentazione spontanea

affinamento per 24 mesi in botti di rovere poi  12 mesi in bottiglia
Vino molto bevibile , al naso frutta rossa, in bocca minore complessita dei suoi fratelli poffio ai Chiari, bella freschezza e tannino equilibrato


Poggio ai Chiari  2004 – 2005 – 2006 – 2007
100% sangiovese , 40 giorni di macerazione e fermentazione spontanea

affinamento 48 mesi in barrique e botti di rovere poi 24 mesi in bottiglia
– 2004 : al naso complesso, frutta rossa, ciliegia, china , in bocca una grande complessità unita a tanta materia, il tannino è elegante finale sapido molto intrigante
– 2005 : note di frutta matura, caffe e finale speziato, appare più fresco pur mantenendo il suo equilibrio e con una nota rbacea finale.
 – 2006 : il vino appare meno pronto dei precedenti pur rimanendo su di un livello molto alto, al naso china, ciliegia, pepe, poi in bocca troviamo una maggiore acidità che lo rende più fresco e gli da una maggior piacevolezza per la tavola.
– 2007 : al naso timo, caffe, frutta rossa meno matura, all’assaggio si percepisce la sua gioventù l’acidità è più accentuata e risulta ancora scomposto, vino che necessita affinamento in bottiglia.




Che dire di Colle Santa Mustiola?
Che se si passa per Chiusi, in Toscana, non andare a trovarli è veramente una grande perdita.
Daniele Moroni

Azienda Agraria Poggio Santa Mustiola
via delle Torri 86/a
Chiusi (SI) 53043
tel. 057820525
info@poggioaichiari.it
http://www.poggioaichiari.it/

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