Degustazione

CHATEAU DE PIBARNON il grade vino della Cote d’Azur

Chateau de Pibarnon

La costa del sud della Francia famosa in tutto il mondo per il mare, la mondanità ,il sole e i suoi vini prevalentemente i rosè, ma in una zona, vicino a Marsiglia, in Provenza, proprio davanti al mare nascono dei grandi vini rossi destinati a durare nel tempo. Siamo a Bandol , una denominazione che vanta una storia di tutto rispetto.
Creata nel 1941 , è l’unica in tutto il sud della Francia, che poggia il proprio prestigio , quasi interamente sulle virtù scorbutiche e complesse del vitigno ” Mourvedre” .

uva Mourvedre

 Questo vitigno a bacca rossa trova soltanto qui una piena espressione strutturale riuscendo a manifestare pienamente l’austerita e l’eleganza.
Bandol è un area vinicola relativamente piccola, appena 600 ettari, e si trova a circa 50 km a est di Marsiglia, lungo la costa che si affaccia sul mar mediterraneo.
Nonostante in questa zona si producano una grande quantità di rosati Bandol è prevalentemente conosciuto nel mondo per i suoi vini rossi.
La famiglia De Saint Victoir acquisto la proprietà nel 1978  da un piemontese e nacque da allora una storia di amore con questo territorio che rapidamente si trasforma il un poema per la gloria del vino bandol.
Adagiato in una valle selvaggia e segreta , ricoperta da ulivi , lo CHATEAU DE PIBARNON ha gli occhi rivolti verso il mare e i piedi radicati nel suolo della provenza , potendo cosi contare su quelle sensazioni e profumazioni che nascono tra due realtà cosi esaltanti.
Qui il Mourvedre è il re generoso e signorile , pur con i suoi ardori maschili predominanti.
Oggi l’azienda è guidata da Eric , un uomo molto eclettico che oltre al lavoro in vigna ha cercato di far conoscere questo vitigno in tutto il mondo,ascoltandolo ci si accorge che non si è difronte ad un uomo schivo, ma a un personaggio che ama la sua meravigliosa terra e proprio per questo vuole rivalutarla il più possibile grazie ai suoi grandi vini , tanto che oggi l’azienda  vanta un estensione di 50 ettari, su diversi terroirs tutti rigorosamente separati nella vinificazione.
 Fu il Conte Henri de Saint-Victor ad individuare alla fine degli anni settanta questa proprietà che in quegli anni disponeva di soli quattro o cinque ettari vitati e che sono oggi arrivati ad una quantità dieci volte superiore, con una produzione che ormai supera le 200.000 bottiglie annue.
C’è bisogno di tanto sole perché il vitigno Mourvedre maturi ottimamente, e con una media annuale di 3000 ore di sole Bandol e dintorni rappresenta la zona con la maggior quantità di “soleggiamento” di tutta la Provenza.
I venti da est portano condizioni meteorologiche alterne, provocando quantità di precipitazioni piovose sufficiente all’idratazione dei terreni e delle piante, mentre le brezze marine estive mitigano per quanto possibile l’eccesso di calore e consentono al frutto di maturare gradatamente.

Eric

Le vinificazioni sono classiche e totalmente manuali, insieme ad affinamenti lunghi e accurati.
Qui il “rose'” autentico vessillo di questa regione è senza dubbio una delle espressioni più qualitative di questa tipologia
Oggi di Bandol rosè se ne producono ogni anno 53.000 bottiglie viene fatto per il 60% mourvedre e 40% cinsault, al naso lampone, frutta bianca, pompelmo, in bocca una bella acidità che però si lega ad un vino di carattere, per questo è un vino che dura nel tempo, che passa da una ” imponente freschezza” a una complessita che prenderà il posto del l’acidità  giovanile.

Bandol rosè

Il Bandol rouge , di cui si producono 95.000 bottiglie l’anno, fatto con il 90 % da mourvedre e 10% grenache , vino austero imponente, il mourvedre esprime tutta la sua forza , e proprio per renderlo un po più dolce si aggiunge una piccola parte di grenache.
Un vino di grado alcolico di 13,5 e che raggiunge la sua maturazione dopo svariati anni e partendo dal più giovane ancora riccho di frutto e speziature evidenti, al millesimo più maturo dove saranno rintracciabili sentori di tabacco pregiato uniti a note balsamiche, sempre con la nota speziata a ricordare la Francia   meridionale, dove proprio le spezie tenrono a far ricordare ad ognuno quel posto meraviglioso. Notevolissimo ancor oggi per esempio il mitico 1990, che ho potuto assaggiare in presenza di Eric , durante una degustazione , e il sorprendente 1988 che , in doppia magnum, ha generato da parte dei fortunati presenti un grande applauso.
In queste due annate l’austerità e potenza del mourvedre si ammorbidisce raggiungendo un equilibrio che portano il Bandol Rouge ad essere un grandissimo vino.

Bandol rouge
Esiste anche un bianco Pibarnon, derivato da uve claierette e borbulenc piantate sui lati nord della proprietà ma non trasmette certo le medesime emozioni del bandol rouge o del rosè.
Daniele Moroni



2 Comments

2 Comments

  1. Mike Tommasi

    7 settembre 2014 at 18:37

    Ottimo articolo su Pibarnon. Da confrontare con i grandi rossi dei suoi vicini Tempier, Tour du Bon e qualche altro. Il vantaggio della zona Bandol è di avere vini di una complessità paragonabile a vini di fama e repitazione mondiale come a Châteauneuf-du-Pape, ma a prezzi ancora ragionevoli (per fortuna Parker non ha tempo per venire qui…).

    Una piccola pignoleria, non siamo sulla Costa Azzurra, che inizia verso Saint Tropez. Qui siamo sulla costa della Provenza… ma ti perdono 😉

  2. Daniele Moroni

    7 settembre 2014 at 20:26

    Faccio subito correzione, grazie Mike

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